italia / antifascismo - venerdì 09 maggio 2008 - 20:23

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Nicola Tommasoli 29 anni è morto il 5 maggio dopo essere stato selvaggiamente picchiato la notte del primo maggio.

A scatenare tutto è la richiesta di una sigaretta alla quale Nicola risponde negativamente. I tre amici proseguono andando via, ma alle loro spalle parte l'aggressione.

Tutto ciò sembrerebbe abbastanza assurdo e surreale se non fosse per il fatto che è accaduto a Verona, italica città perbene, tristemente nota per l'acceso spirito nazifascista che anima innumerevoli aggressioni ai diversi e che convive tollerante con i bonehead nazisti del Veneto Fronte Skinhead.

E se non fosse che il ragazzo fermato era già noto alle forze dell'ordine come ultras del Verona, per violenza negli stadi nello scorso febbraio. Nel 2007 era stato indagato dalla Digos insieme ad altre 16 persone, in prevalenza bonehead, per associazione a delinquere finalizzata a discriminazione razziale per alcune aggressioni avvenute a Verona. I componenti della gang erano apparentemente degli insospettabili: figli di professionisti e operai. Molti erano ultras dell'Hellas Verona.

Sarà questo felice contesto a portare ad argute dichiarazioni sia il questore di Verona, Vincenzo Stingone, che dichiara: "Il pestaggio non è avvenuto per motivi politici ma per motivi futiliè, che il P.M., il quale ha confermato che il pestaggio è scattato per colpa di quella sigaretta chiesta e negata.

Oppure sarà la volontà di sminuire quei noti metodi squadristi, connaturati ai fascisti, quella che porta gli odierni neofascisti in doppio petto e dall'alto delle poltrone, a far fare penose figure al Sindaco Tosi che si è sempre distinto per le sue posizioni a dir poco al limite dell'anti-costituzionale e che partecipa alle mobilitazione dei suoi amici bonehead che viene condannato in secondo grado, assieme ad altri suoi amici, ad alcuni mesi di reclusione e al pagamento di 50.000 nei confronti di alcuni Rom di un campo del veronese, per aver violato la legge Mancino contro il razzismo e per aver espresso un'innegabile idea di superiorità e sentimenti di odio, come da motivazione del tribunale, che in un primo momento ha richiesto pene esemplari, per poi invece minimizzare quando è risultata inconfutabile l'apparteneza politica degli aggressori.

Uno dei picchiatori infatti risulta essere legato agli ambienti di Forza Nuova, che per salvarsi la faccia si è limitata a condannare la "grave stupidità e cattivera" di tale "atto", e a esternare, in modo informe e contraddittorio, una parziale affinità, precisando che "se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova". Infatti il legale dell'aggressore Roberto Bussinello è statp candidato sindaco per Forza Nuova alle scorse elezioni, nonchè rappresentante legale nazionale di FN.

Ma non poteva mancare un'altra "brillante" analisi della situazione come quella elaborata da Gianfranco Fini che, sempre per depistare i fragili intelletti, cerca di ridimensionare la gravità della perdita di una vita umana per mano della follia nazifascista, spostando l'attenzione verso l'azione dimostrativa praticata da militanti antifascisti durante la Fiera del Libro per protestare contro la presenza di una rappresentanza dello stato di israele, in ragione della condotta pesantemente oppressiva del suo governo contro il popolo palestinese.

Comunicati: Approfondimenti: Appuntamenti:
  • info per la partenza da Roma // verona17maggio.noblogs.org - info e aggiornamenti sulla manifestazione


  • Rassegna stampa:
    • Raccolte di articoli: 1 - 2 - 3 - 4
    calabria / ecosistemi - venerdì 09 maggio 2008 - 18:52

    Sono molti i segnali negativi [ rifiuti | grandi opere | mafie ] in questo periodo per il nostro territorio.

    Dopo un primo incontro [ leggi il documento ] - ed in vista dell'incontro nazionale del Patto di Solidarietà e Mutuo Soccorso che si terrà a Riace (RC) il 24 e il 25 maggio - le realtà, i comitati, i movimenti, le comunità che in Calabria si stanno battendo per difendere territori e beni comuni, si reincontrano per discutere di:

    • Infrastrutture, consumo del territorio e speculazione turistica ed edilizia
    • Privatizzazione di beni e servizi
    • Smaltimento rifiuti e nocività
    • Servitù energetiche
    • Rapporto tra lotte dei lavoratori e lotte per la difesa del territorio
    • Comunicazione e circolazione delle lotte

    Il programma della due giorni:

    • 17 maggio: h. 15:00 – Assemblea di apertura dei lavori e organizzazione delle attività tematiche;
    • 18 maggio: h. 10:30 – Assemblea generale conclusiva

    L'incontro si terrà a Decollatura (CZ), con ritrovo presso l'Hotel Cardel.

    Come arrivare: [ in auto | in treno da CS, da CZ ]

    E' prevista la possibilità di cena+alloggio+colazione a € 35,00 - Segnalare tramite mail la partecipazione: csoacartella@ecn.org

    Links di approfondimento:

    italia / repressione - martedì 22 aprile 2008 - 22:37

    Il capro espiatorio del Sud Ribelle

    La notizia più bella, quella che tutte le persone libere attendevano, è finalmente giunta: dopo quattro anni di udienze tutti i tredici imputati del processo alla rete del sud ribelle di Cosenza, nella sera del 24 aprile sono stati prosciolti, dalla corte di assise di Cosenza, da tutti i capi di accusa, perch´ il fatto non sussiste.

    Decadono tutte le accuse portate avanti, in questi lunghi anni, dal PM Fiordalisi (che aveva richiesto in complesso 50 anni di carcere e 26 di liberà vigilata) Il diritto alla parola è stato salvaguardato, ma il prezzo pagato non è stato certamente irrisorio. Chi ha sbagliato, o per la sua estrema incompetenza, o quale esecutore di oscuri piani dovrebbe rispondere delle sue azioni.

    L’accusa per i 13 attivisti era quella di "Cospirazione politica mediante associazione, al fine di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il G8 a Genova nel luglio 2001 e di creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato.

    Per ripercorrere le tappe fondamentali del processo Sud Ribelle, svoltosi per tutta la sua durata nelle aule del tribunale di Cosenza, rimandiamo all'archivio IMC Calabria e di Supportolegale.

    ((( i ))) - ULTIMI AGGIORNAMENTI
    - L'udienza inizierà alle 14.00. Dopo le ultime arringhe dei difensori, i giudici della Corte d'Assise si ritireranno in camera di consiglio per la sentenza, che è prevista in serata.
    - 14.00 - E' in corso il presidio davanti al Palazzo di Giustizia di Cosenza.
    - 16.30 - Iniziata l'ultima arringa della difesa.
    - 16.35 - Vengono depositati i rinvii a giudizio per De Gennaro, Colucci e Mortola; per Bruno e Mondelli viene predisposto l'invio degli atti contenuti nella sentenza relativa ai 25 di Genova per falsa testimonianza
    - 17.10 - Gli avvocati della difesa si sono espressi in termini di «totale inesistenza delle prove» e di obiettivo mancato, da parte del PM di provare «che gli imputati si siano riuniti per costituire un'associazione sovversiva».
    - 17.15 - L'ultima replica dell'avvocato difensore Sorrentino al PM Fiordalisi: «Quello che Fiordalisi ha detto ci dà ragione.»
    - 17.15 - I giudici si sono ritirati in camera di consiglio.
    - 19:05 - LA SENTENZA: TUTTI GLI IMPUTATI SONO STATI ASSOLTI DA TUTTI I CAPI D'ACCUSA - Tutti e 13 gli imputati sono stati assolti dall'accusa di "associazione finalizzata a sovvertire l'ordine costituito dello stato" perché il fatto non sussiste. La sentenza è giunta dopo quasi due ore di camera di consiglio della Corte d'Assise ed è stata accolta dalle festose urla liberatorie degli imputati e dei partecipanti al presidio.

    - Comunicato del Coordinamento Liberi Tutti
    - Dichiarazione di uno degli ex-imputati: Francesco Cirillo
    - Dal newswire: Cosenza: tutti assolti. In ballo c'era la libertà di tutt*
    - Audio della sentenza

    COMUNICATI
    - Appello per il presidio al Tribunale di Cosenza del Coordinamento Liberi Tutti
    - "Ripartiamo dal basso, costruiamo conflitto" del C.P.O.A. Rialzo

    INIZIATIVE
    - giovedì 24 aprile - ore 14.00 - Presidio al Tribunale di Cosenza in attesa della sentenza

    CALENDARIO DELLE PROSSIME UDIENZE
    - mercoledì 23 aprile - Ultima arringa difensiva
    - giovedì 24 aprile - Pronunciamento della sentenza

    MANIFESTAZIONE DEL 2 FEBBRAIO
    - Sito della manifestazione
    - Assolutamente un successone - Comunicato del Coordinamento Liberi Tutti
    - Le foto del corteo
    - Adesioni

    calabria / altro - martedì 08 gennaio 2008 - 21:23

    La notte tra il 24 ed il 25 dicembre un incendio di natura accidentale ha distrutto "EuroConfezioni", cooperativa tessile con sede a Gallico (Reggio Calabria).

    Questa cooperativa, da sempre vicina ai movimenti, si spende in tutta Italia in attività del terzo settore e del mercato equo e solidale. Ha realizzato magliette, bandiere e gadget per i comitati No Ponte, La Cartiera della Vallata del Gallico, etc. Per 17 anni ha garantito formazione, lavoro e reddito per molte donne. È una tra le poche realtà produttive della provincia di Reggio Calabria che è riuscita ad assicurare un'attività dignitosa, in controtendenza rispetto all'ipersfruttamento e al lavoro in nero. Ha attivato "Khorakhané", uno dei pochissimi progetti in italia cha ha coinvolto donne Rom in produzioni tessili. La Euroconfezioni ha sempre offerto piena disponibilità a sostenere le iniziative di movimento mediante la realizzazione di magliette, felpe, striscioni, gadget ed altro. Questo episodio ha messo in ginocchio le 36 famiglie di queste lavoratrici.

    A sostegno della Cooperativa Tessile Euroconfezioni, così duramente colpita da questo gravissimo incidente che ne ha minato le capacità produttive, è stato lanciato un appello a tutte le anime del movimento da parte delle seguenti realtà: il C.S.O.A. “Angelina Cartella”, l'Associazione “Aspromonte Liberamente”, il movimento popolare la “Cartiera” della Vallata del Gallico, il Movimento per la Difesa del Territorio, il Coordinamento “No Ponte”, Equo Sud, il Gruppo di Acquisto Solidale “Felce e Mirtillo”, le Autoproduzioni Appese, il “Coordinamento reggino per il diritto all’acqua”.

    - L'appello
    - Approfondimento su Euroconfezioni

    Per contatti e solidarietà a favore della cooperativa Euroconfezioni:

    Euroconfezioni Soc. Coop.
    Via Bellini, 39 - 89055 Gallico (RC)
    Cell.: 349 4049055
    email: euroconf [chiocciola] libero.it

    E' stato istituito un fondo di solidarietà per euroconfezioni. Per donazioni, effettuare un versamento sul conto:

    Banca Popolare di Lodi
    Cod. IBAN: it 92 h 05164 16300 000000000044
    Intestato a Euroconfezioni Società Cooperativa

    calabria / ecosistemi - sabato 15 dicembre 2007 - 23:42

    Un inceneritore da 120 mila tonnellate di rifiuti l'anno e un mega-depuratore che rendono l'aria tossica e irrespirabile, un elettrodotto da 320 kV già al centro di numerose polemiche e una mega-discarica stanno mettendo costantemente in pericolo l'ambiente e la salute degli abitanti della Piana di Gioia Tauro già da anni.

    Ma non è finita, perché nella stessa area sono in fase di realizzazione la nuova linea dell’inceneritore (che porterà la quantità annua di rifiuti "trattati" a 240 mila tonnellate, più 30 mila di rifiuti speciali) e una centrale a turbogas da 840 MW, che entrerà in funzione tra pochi mesi; inoltre si vogliono aprire i cantieri per costruire altre due centrali elettriche e un rigassificatore (il più grande tra quelli in via di realizzazione nel nostro paese).

    Si tratta di un disegno che vuole - di fatto - trasformare la Piana in una vera e propria pattumiera d'Italia e in un ricettacolo di mega-opere impiantate ad esclusivo vantaggio di multinazionali dell'energia, delle ecomafie e dei loro referenti istituzionali.

    Il futuro della Piana sembra purtroppo essere in questo illogico quadro dalle tinte fosche e che vede, tra le altre cose:

    • il solito ricatto dei futuri posti di lavoro in un territorio economicamente disagiato e attanagliato dalla mafia, che controlla gli appalti pubblici;
    • un'assurda politica ambientale a livello nazionale che equipara l'incenerimento dei rifiuti alla produzione di energie rinnovabili e che non tiene sufficientemente conto di alcuni fattori a elevato rischio;
    • il raddoppio dell'inceneritore (una tecnologia di smaltimento dei rifiuti già abbandonata da anni in paesi come gli USA e condannata da eminenti studiosi a livello mondiale);
    • la messa in opera di un rigassificatore che la UE non finanzia perché ritenuto nocivo;

    Nel frattempo il dato certo è che già oggi l'aria della Piana è insalubre: lo hanno accertato le centraline dell’Arpacal, installate presso i comuni di Polistena e Laureana di Borrello, che hanno rilevato diversi “sforamenti” delle soglie stabilite dalla legge per le PM10.

    Per questo molti cittadini si sono organizzati spontaneamente per protestare contro questo scempio e si sono costituiti nel Movimento per la Difesa del Territorio.

    Per questi ed altri motivi è stato indetto uno sciopero generale ed una manifestazione nazionale a Gioia Tauro il prossimo 22 dicembre 2007.

    Questa data è stata scelta simbolicamente, per ricordare il 22 dicembre 1985, quando, dopo anni di lotte e mobilitazioni, il 97 per cento dei cittadini della Piana, consultati attraverso un referendum popolare autogestito, esprimeva il suo netto e radicale NO alla costruzione di una centrale a carbone.

    Manifestazione: Appello - Programma e orari
    Link utili: Movimento per la Difesa del Territorio - Blog Beni Comuni Calabria

    Approfondimenti sugli inceneritori e sui rischi per la salute: 1 - 2 - 3 - 4

    italia / repressione - sabato 15 dicembre 2007 - 16:05

    Il 14 dicembre la Procura di Genova, presieduta dai giudici Devoto, Gatti e Realini, ha condannato 24 dei 25 imputati accusati di devastazione e saccheggio per i fatti del luglio 2001.

    Le pene sono pesanti, vanno dai 6 agli 11 anni per i 10 condannati per devastazione e saccheggio; per i restanti 14 imputati pene dai 5 mesi ai 2 anni e mezzo, dato che i loro reati sono stati derubricati a danneggiamento e lesioni a pubblico ufficiale. Ad uno degli imputati, considerata la posizione in piazza Alimonda, sono stati dati 5 anni, senza tener conto della particolare situazione di Via Tolemaide. Una assoluzione.

    Tutti i condannati dovranno rispondere delle spese processuali (circa 20.000 euro) e dei danni patrimoniali e non patrimoniali delle varie Parti Civili (come Ministero della Difesa, Banca Carige ecc) in un processo civile. Per quattro dei condannati per devastazione e saccheggio, il tribunale ha anche disposto tre anni di misura di sicurezza, tradotta in libertà vigilata. La sentenza effettua una vera e propria discriminante tra coloro che sono stati ritenuti colpevoli di avere attaccato preordinatamente banche, negozi e forze dell'ordine e coloro che si sono scontrati con esse dopo le cariche in via Tolemaide. Si continua a sostenere e perpetrare il gioco portato avanti da anni sulle televisioni e nelle aule di tribunale dei manifestanti "buoni" e di quelli "cattivi", ovvero di una modalità legittima di essere in piazza e di una che invece legittima non lo è.


    calabria / altro - sabato 10 novembre 2007 - 00:47

    Dopo la sua chiusura nel novembre 2006, Indymedia riapre i battenti in Italia, e lo fa partendo dalla ricostruzione dei suoi nodi locali, in un'ottica di ancora maggiore decentramento e autonomia rispetto alle passate esperienze.

    Indymedia Calabria

    Come molti altri nodi in Italia, anche Indymedia Calabria, divenuto un nodo autonomo del network Indymedia, riapre con un nuovo sito.

    Il nuovo indirizzo di questo sito è http://calabria.indymedia.org. Ti invitiamo a aggiornare i segnalibri del browser e gli eventuali link su siti e blog.

    Questo sito è in fase di migrazione dal vecchio spazio web di test. Ci scusiamo in anticipo per dei piccoli malfunzionamenti che potrete notare occasionalmente nei prossimi giorni.

    cosenza / diritti e libertà - lunedì 22 ottobre 2007 - 15:53
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    Dopo mesi di indifferenza totale da parte delle istituzioni preposte, domenica 14 ottobre, venticinque famiglie aderenti al Comitato Lotta per la Casa, spontaneamente costituitosi a maggio 2007 nell'intenzione di far fronte al disagio abitativo a Cosenza, hanno occupato un antico e appena ristrutturato palazzo in via Gaeta, di proprietà Aterp, nel centro storico della città.

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