Nascita di un ecomostro
La zona dello stabilimento petrolchimico di Saline Joniche, misteriosamente venduta, potrà svolgere il nobile compito di centrale a carbone.
Per tener fede agli impegni sottoscritti nel Protocollo di Kyoto, era il lontano 1997, (e tentare di ridurre le emissioni di anidride carbonica), l'Italia ha pensato bene di ospitare una nuova stella energetica di matrice svizzera.
Tramite un comunicato stampa, infatti, la Rätia Energie AG ci ha informati che, grazie all'apporto dellla SEI S.p.A. Milano, in collaborazione con società ( Hera , Foster Wheeler_it e Apri Sviluppo) , nascerà a breve una centrale a carbone di ultima generazione da 1320 MW, convertita anche per bruciare biomasse, dalle ceneri dello stabilimento mai entrato in funzione dell'ex liquichimica di Saline Joniche (Rc) che la S.I.P.I. (Saline Ioniche Programma Integrativo) ha venduto con discrezione (Regione e Provincia non ne erano al corrente) non si sa bene quando né per quanto.
E' il ricordo di un vecchio fantasma degli anni ottanta, la centrale a carbone che con i suoi 200 MW doveva sorgere nella zona del Porto di Gioia Tauro.
Il disastro ambientale incombe e il carbone, sebbene presente in quantità maggiori, è una risorsa limitata e strategica, di esclusiva competenza governativa.
Una commissione di 50 commissari verrà nominato dal ministro Prestigiacomo per vagliare la sostenibilità ambientale del progetto, mentre Loris Nisi, sindaco di Montebello Jonico, ha intenzione di presentare ricorso al Tar.
La Regione Calabria aveva dichiarato inoltre l'area del pantano di Saline, oasi protetta per la fauna selvaggia e per la flora tipica delle acque salmastre(legge 2 maggio 2001, n. 7 art. 4 bis, comma 4).
Risultano quindi evidenti i problemi cui andrà incontro la S.I.P.I., almeno da un punto di vista teorico, ma la società non si scoraggia;
d'altra parte a mantenerla viva ci pensano gli interessi dei capitali privati investiti, dell'ammontare di almeno un miliardo di euro, mentre il sole, che non è soggetto a monopoli,il sole che non paga la bolletta, continua a splende indisturbato ed inutilizzato.