L'unico gas che vogliamo
E' questo qui!
Sorgerà nell'area portuale di Gioia Tauro, con i suoi 12 miliardi di m^3 di capacità, il più grande rigassificatore progettato in Italia e che costerà all'incirca 900 milioni di euro. E' già stato accordato un finanziamento di quasi 2 milioni di euro a fondo perduto per il terminale da parte della Commissione Europera, mentre Loiero zampettante, alla VI Commissione del Consiglio Regionale, cantava le lodi del progetto titanico, che non poteva che ottenere l'approvazione per l'impatto ambientale “sostenibile”, suscitando tra l'altro la gaia approvazione della CISL nella dichiarazione congiunta di Luigi Sbarra (segretario regionale) e Cosimo Piscioneri (segretario provinciale).
Non esistendo, per l'Italia, la necessità effettiva di accumulare risorse di gas (come conferma un rapporto ENI datato 2003) la mania di grandezza ha sta contagiando un po' tutti, tanto da portare questi prodi eroi, paladini del capitalismo,ad affrontare “la sfida del secolo” per una nobile causa: far emergere la nostra nazione come nodo di smistamento del gas per tutto il Mediterraneo, facilitando la rivendita di energia “pulita” e “sicura” da parte di privati in tutta Europa.
Le società costruttrici, la Lng MedGas affiliata alla Sorgenia di Carlo di Benedetti, la Iride e la CrossNet, hanno stabilito un “contentino” d'intesa con la Regione Calabria che prevede, tra le altre cose, 10 milioni di euro per “compensazione territoriale e ambientale”, distribuiti tra Regione, Provincia e le amministrazioni comunali di Gioia Tauro,S. Ferdinando e Rosarno, che sappiamo essere prossime alla banca rotta.
Insomma hanno pensato davvero a tutto questi signori, garantendo alla Regione il compito di coordinare lo smistamento dei 10 milioni “ecologisti”, oltre che ad attribuirle la facoltà di acquisire il 5% del capitale sociale di Lng dopo l'attesa realizzazione del terminale che dovrebbe avvenire nel 2013.
* Leggi TERRITORIOT. anno I n. 0 Luglio 2008
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Commenti (3 di 3)
Vai al commento: 1 2 3Non esistendo, per l'Italia, la necessità effettiva di accumulare risorse di gas (come conferma un rapporto ENI datato 2003)???
pero mi ricordo che da 2004 in poi per ben 2 volte la russia a chiuso i rubineti del gas!!! forse non vi ricordate...
Nell'inverno 2006, mentre la Russia "chiudeva i rubinetti" il gas in Italia in realtà C'ERA, ma l'Eni preferì continuare a trasformaro in energia elettrica da vendere all'estero piuttosto che usarlo per il riscaldamento, perché questo era più conveniente economicamente. Questo è stato riconosciuto dall'Autorità per l'Energia e il Gas, che per questo motivo ha multato l'ENI.
Per chi vuole maggiori info sui rigassificatori, c'è la puntata di Report "A tutto gas", del 29 ottobre 2006. Lì parla anche di come l'ENI, durante la crisi del gas, preferiva trasformare il gas in energia elettrica da vendere all'estero, piuttosto che usarlo per il riscaldamento. Non mi sembra siano stati mai querelati per queste affermazioni...