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Bolzaneto: infame sentenza italia |
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mar 15 luglio 2008 - 01:19 scritto da repubblica
Segnala agli amministratoriG8, sentenza mite per Bolzaneto ROMA - A sette anni dalle violente nel "carcere provvisorio" di Bolzaneto, i giudici di Genova pronunciano la sentenza contro i 44 ufficiali, guardie carcerarie e medici imputati di aver "torturato", come disse la Procura, più di duecento no global. Non è una sentenza esemplare: 30 imputati sono stati assolti. Solo 15 le condanne e contro una richiesta di poco meno di 80 anni di reclusione, i giudici hanno inflitto 24 anni di prigione. Grazie alla prescrizione, nessuno dei condannati finirà in galera. |
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Vai al commento: 1[Comunicato Stampa]
Torturare, minacciare, pestare e calpestare i diritti delle persone,
specie se voi appartenete alle forze dell'ordine e loro sono
manifestanti, in questo paese è un reato da niente. Al contrario spaccare una
vetrina è una delle cose più gravi che possa capitarvi di fare. Le persone
sono niente, la "roba" è tutto. Ecco la morale che esce fuori dai
processi di Genova.
Nonostante l'impianto accusatorio dei PM che denunciavano le violenze e
le torture accadute all'interno della Caserma di Bolzaneto durante le
giornate del G8 del 2001, le pene per 15 su 45 inquisiti sono state
lievi. Lievi erano state le richieste, ancora più lievi sono state le
condanne.
Non potevamo aspettarci di più, non potevamo aspettarci di meglio, dai
tribunali di un paese in cui non è previsto il reato di tortura; che
c'è stata, sì, ma non accompagnata dall'abuso di ufficio su cui si era
retto, da un punto di vista giuridico, l'impianto processuale. Quindi, a
Bolzaneto, non è successo nulla o quasi.
Nessuna violenza gratuita e nessuna violazione della Convenzione
internazionale per i diritti dell'uomo. Contentino necessario ma non
sufficiente per le 209 parti civili saranno i risarcimenti.
Contentino altrettanto pietoso per avvalorare la triste tesi delle mele
marce le poche e lievi pene inflitte ai 15 ritenuti colpevoli, tra cui
spiccano il già condannato Perugini e Gugliotta, responsabile per la
penitenziaria della caserma. I reati rimasti in piedi e comminati sono
un generico abuso d'autorità e fatti specifici e individuali, il che
spiega la ragione delle "moderate condanne".
Così cala il sipario, per ora, su questo processo che andrà in
prescrizione nel 2009. La verità emersa dalle testimonianze delle vittime di
Bolzaneto è stata solo parzialmente riconosciuta: difficile negare del
tutto un'evidenza così luminosa a pochi mesi dalla sentenza per l'altro
grande processo alle forze dell'ordine, quello per il raid alla diaz. Ma
certo quello che racconta questa sentenza è che la tortura è un abuso
d'autorità e allora perchè la Diaz non potrebbe essere letta come una
tranquilla e dovuta perquisizione? C'è da essere pessimisti ma questo si
era già capito.
Supportolegale