Fiordalisi choc
Bravo Fiordalisi
Da calabria Ora 22 luglio 2008
Dopo quattordici lunghissimi anni, a Paola, presso il Tribunale, pubblici ministeri e polizia giudiziaria potranno usufruire nuovamente di una sala d’intercettazione telefonica,
in ossequio a quanto previsto dal codice di procedura penale.
E ciò grazie alla caparbietà di Domenico Fiordalisi, procuratore capo f.f. di Paola, il quale si era già battuto per raggiungere tale risultato nella sua qualità di segretario dell’Associazione
nazionale magistrati. Il consigliere Fiordalisi, applicato alla Dda di Catanzaro, che proprio oggi
andrà via da Paola per prendere servizio in qualità di procuratore capo della Procura di Lanusei, in Sardegna, ha quindi lasciato un ulteriore regalo alla comunità tirrenica, unitamente
ai tanti brillanti risultati di servizio registrati in questi anni. Non appena divenuto procuratore
f.f. di Paola, cioè poche settimane addietro, Fiordalisi ha centrato l’importante obiettivo che oggi
consentirà ai pm di arrestare le scarcerazioni per annullamento d’intercettazioni telefoniche dovute alla mancanza di una sala “ad hoc”. Il presidente della sottosezione
dell’Anm, Fiordalisi, il 7 maggio scorso aveva convocato un’assemblea dei magistrati del Tribunale e della Procura di Paola, nonché della sezione distaccata di Scalea, proprio
sul seguente ordine del giorno: “Problemi connessi alla mancata individuazione
ed attivazione dall’anno 1994 a tutto il mese di aprile 2008 della sala di intercettazione telefonica
nel Palazzo di Giustizia di Paola”. L’assenza della sala di intercettazione era stata infatti rimarcata in molteplici provvedimenti dei giudici del Tribunale di Paola.
Da ieri, pertanto, il palazzo di giustizia paolano avrà la sua sala di intercettazioni.
g. s.