Cos'è il "rifiuto"

category calabria | ambiente e territorio | feature author dom 24 agosto 2008 - 23:55author scritto da IMCCalabria Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

I politicanti di casa nostra

I nostri politicanti vogliono che si arrivi all'emergenza, e non aspettano altro: la sfiorano, la citano, la tangono, la invocano, la caldeggiano, la esigono. E stiamo parlando di rifiuti. E' una strategia per imporre - anche con l'intervento dell'esercito - la costruzione del "necessario" inceneritore.

Esempio lampante di questa strategia è quanto accade a Crotone con la discarica gestita da una ditta privata: la Sovreco. Il dirigente di questo gruppo, Raffaele Vrenna, condannato per associazione mafiosa, vede ritirato dal Prefetto il certificato antimafia alle sue società, quindi il Commissario all'emergenza ordina alle società miste (leggi la relazione dell'agcom ) di non utilizzare la discarica di Crotone e dirottare i rifiuti in altre discariche calabresi. I sindaci si oppongono e in provincia di Cosenza iniziano i primi problemi. Il Governatore Agazio Loiero e il Commissario all'emergenza rifiuti si riuniscono e riaprono, "contro tutte le mafie" e contro tutte le leggi, la discarica di Crotone, la situazione si calma.

In tutto ciò salta fuori il nome di Franco Tricoli quale garante del trust che salverà la Sovreco. Tricoli è un magistrato della Procura di Crotone che è appena andato in pensione. E’ da ricordare che proprio da questa Procura sono partite le indagini che hanno portato alla condanna di Vrenna, la stessa , fra l’altro, dove lavora quale segretaria di cancelleria la moglie di Vrenna.

E' il caso di dire: la magistratura di Crotone fa e disfa a suo piacimento!

author scritto da kpublication date mar 26 agosto 2008 - 22:58Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

Sotto la spinta dell'emergenza dettata, in particolare, dalla temporanea chiusura del deposito di coda di vope (nel vicino comune di Rende) anche il comune di Cosenza invoca la creazione di un termocalorizzatore nel proprio comune.
Non ci resta che piangere!

author scritto da spillatrice atomicapublication date mer 27 agosto 2008 - 07:22Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

PRC “Non d’accordo alla costruzione del dissociatore molecolare nel Savuto”

26 ago 08 “Apprendiamo dalla stampa locale, con viva preoccupazione, della volontà, peraltro non nuova nella nostra provincia, di alcuni fantasiosi amministratori del Savuto di realizzare un impianto definito “dissociatore molecolare” per risolvere il problema dei rifiuti”. E’ quanto affermano Francesco Saccomanno e Francesco Campolongo del Comitato politico provinciale Prc-Se di Cosenza in una nota. “In via preliminare –affermano i due-, come esponenti del Prc e come cittadini della Valle, ci preme sostenere di non essere più disposti a far pagare al nostro territorio ed alla salute dei cittadini le inefficienze e le incapacità di una classe politica che dovrebbe finalmente incominciare a tutelare i reali interessi delle popolazioni, sia nei comuni che nell’Ente montano, e mettere in campo soluzioni concrete per alleviare il disagio e le precarie condizioni di vita degli abitanti del Savuto. Tali proposte periodiche di soluzioni magiche, come oggi il citato “dissociatore molecolare” e tempo fa il “termovalorizzatore”, per risolvere problemi semplici da affrontare invece con modalità non dannose per gli abitanti ed il territorio della Valle, altro non sono che la cartina al tornasole della volontà di rincorrere affari, mega-impianti e finanziamenti da spartire tra pochi, che nulla hanno a che vedere con gli interessi generali della popolazione. Difatti, lo smaltimento dei rifiuti non è soltanto un problema da risolvere, ma anche una formidabile opportunità per enormi profitti, leciti e illeciti, a beneficio di gruppi politico-affaristici e della criminalità organizzata. La concentrazione dei rifiuti, in discariche, inceneritori e qualsivoglia mega-impianto “dissociatore molecolare”, è essenziale per lo sviluppo di questo perverso business, anche a costo di devastare i nostri luoghi, provocare problemi alla salute e produrre dannosi impatti ambientali. Sappiamo bene chi sponsorizza questi impianti, chi commercializza e chi promuove questa rozza tecnologia e quali interessi si perseguono ed informeremo con cura tutti i cittadini della Valle del danno che questi fantasiosi amministratori intendono arrecarci. Infine: quanti “dissociatori molecolari” funzionano oggi in Europa?
Ebbene, nessuno, poiché l’unico costruito, il gassificatore - perché così si chiama realmente! – islandese della piccola città di Du Husavick, recentemente visitato da una commissione scientifica è stato trovato fermo (non funzionante!), e comunque predisposto per trattare rifiuti indifferenziati (il tal quale proveniente dai cassonetti). Ecco, allora, la spiegazione della mancata spinta verso quelle pratiche (massima riduzione possibile degli imballaggi, raccolta differenziata porta a porta, riutilizzo dei rifiuti, valorizzazione e diffusione delle buone prassi già presenti nel territorio) che favoriscono processi di partecipazione e di cittadinanza attiva e permettono alla gente (non solo a pochi industriali e politici affaristi) di trarne vantaggi economici e sociali”.

author scritto da tristessapublication date mer 27 agosto 2008 - 07:28Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

25 ago 08 "La tutela di una azienda che assicura posti di lavoro impone che ciascuno si assuma le proprie responsabilità". E' quanto afferma, in una nota, l'assessore comunale alle Attività produttive di Crotone, Cesare Spanò, facendo riferimento alla soluzione adottata per le aziende del gruppo Vrenna. "E tutto questo - aggiunge Spanò - non soltanto rivendicando un ruolo di facciata e di moralizzatore che non incide sullo sviluppo del nostro territorio, ma proponendosi fattivamente come attore di una azione unitaria che veda insieme istituzioni e forze sociali". "Alle innumerevoli analisi e dichiarazioni - prosegue Spanò - che in questi ultimi giorni hanno incrociato la vita politica e sociale del nostro territorio sul tema del 'trust' per le aziende del gruppo Vrenna, non avevo intenzione di aggiungere alcunché. Il silenzio che mi sono imposto è soprattutto una forma di rispetto nei confronti di chi, avendo con specchiata moralità condotto la propria vita professionale ultra quarantennale, come l'ex procuratore Tricoli non aveva certo bisogno di una difesa d'ufficio. Ma sento il dovere di intervenire non essendo un politico di mestiere, uno di quelli che se anche sbagliano pensano di non dover pagare o al massimo di pagare pedaggio dopo cinque anni, alla prossima tornata elettorale, ma nascendo imprenditore e soprattutto in considerazione che ancora oggi si guarda al dito invece di guardare alla luna". "Si guarda, paradossalmente - sostiene ancora Spanò - al dito (l'imprenditore) e non alla luna (l'azienda). Quanto sia importante la vita di un'azienda su questo asfittico territorio é quasi superfluo sottolinearlo. Eppure sembra quasi che questo dato sia marginale, che centinaia di posti di lavoro siano elementi di secondo ordine, che il futuro di decine di famiglie monoreddito sia una frivolezza. Credo che, viceversa, su questo dato bisognerebbe riflettere piuttosto che partecipare allo scambio di accuse velenose, al rimbalzo di responsabilità, alle inutili esternazioni che non fanno altro che generare negatività e tracciare un solco ancora più profondo tra economia reale e virtuale". Per Spanò "quasi tutti, non tutti per fortuna, hanno detto la loro ma paradossalmente solo per scambiarsi fiumi di parole senza mettere al centro della discussione la piega che le cose potevano prendere, con esiti senza dubbio disastrosi sul piano economico ed occupazionale, se si fossero adottate soluzioni diverse da quelle intraprese. Davanti a problemi seri come quelli del futuro lavorativo non si deve e non si può fare né populismo, né bassa demagogia. Sarebbe opportuno fare più quadrato intorno ai problemi piuttosto che tentare di perseguire piccoli e singoli obiettivi di facciata che non portano nessun beneficio effettivo alla collettività". "Paradossalmente rispetto a tante dichiarazioni - conclude Spanò - stiamo assistendo a tanti, troppi silenzi sul futuro dell'azienda e dei lavoratori. Un silenzio che non è produttivo e che non fa bene al futuro del nostro territorio".

Link correlati: http://www.nuovacosenza.com/cs/08/agosto/blindassessore....html
author scritto da demagogicopublication date mer 27 agosto 2008 - 14:26Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

Ma che rottura con sta demagogia dei posti di lavoro!
Si che rottura.... lo vogliamo dire si o no che in Calabria spesso ci si nasconde con la questione della 'salvaguardai dei posti di lavoro' rispetto a quelle che sono questioni MOOOOOLTO piu' serie ovvero la salute di tutti. Parlare di termovalorizzatori come di opportunità lavorative (cosa che ho letto in uno dei precedenti commenti a firma tristessa) è davvero inopportuno. Almeno bisogna avere il coraggio di riconoscere che i termovalorizzatori daranno pochi posti di lavoro diretti ma tanti e tanti posti di lavoro indiretti ossia nel capo della sanità.... sai quanti malati di tumore di asma etc etc causa un termovalorizzatore.

 

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