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[Palermo] Centri sociali, corteo blindato sicilia |
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sab 11 ottobre 2008 - 16:15 scritto da v
Segnala agli amministratoriUna lettera inviata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per chiedere un suo intervento «sull´emergenza abitativa che vive Palermo, nel silenzio del Comune». A scriverla non sono i senza casa, che ieri sono rimasti per il settimo giorno consecutivo in Cattedrale, ma Confindustria, Ance e Legacoop, che hanno preso carta e penna e inviato una nota molto dura contro Palazzo delle Aquile, reo di non aver varato il Peep (piano di edilizia economica e popolare). Che prevede l´assegnazione di aree e sbloccherebbe la costruzione di 3.200 alloggi in edilizia convenzionata, ma anche alloggi in edilizia popolare. Con i primi, però, che hanno già i finanziamenti pronti che scadono a fine anno, e lo Iacp pronto a presentare progetti in diverse zone della città per realizzare case popolari. «Non riusciamo a capire perché di fronte a un´emergenza come questa l´amministrazione comunale e il consiglio siano inermi», dice il presidente di Confindustria Palermo, Nino Salerno. Il presidente dell´Ance, Giuseppe Di Giovanna, si dice anche disponibile, all´interno del piano dell´edilizia agevolata, a realizzare case popolari. Il presidente della Legacoop, Elio Sanfilippo, definisce la situazione di Palermo «surreale»: «Con un´economia al collasso l´amministrazione comunale non approva una delibera, quella del Peep, che sbloccherebbe milioni di euro d´investimenti in città - dice Sanfilippo - Ripeto, siamo disponibili, all´interno dell´edilizia agevolata, a prevedere anche un sostegno per le case popolari». Il presidente dello Iacp, Pippo Palmeri, è pronto a presentare progetti per le case popolari: «Ma se non ho le aree come posso farlo?», dice. Intanto le famiglie dei senza tetto, sfrattate dagli alberghi perché il Comune non paga più le rette, rimangono in Cattedrale. Ieri sono stati riparati i bagni, ma la situazione rimane difficile e alcune famiglie sono pronte ad abbandonare la chiesa. a.fras. Incontro definito «proficuo» tra il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, che si è svolto al ministero della Giustizia, presente il ministro Angelino Alfano. Secondo quanto riferisce lo staff del governatore, Gelmini ha assicurato l´impegno del governo per salvaguardare il rapporto di un docente ogni due allievi, provando così a rassicurare sul piano che diminuisce le figure dell´insegnante di sostegno al servizio dei diversamente abili. La titolare della Pubblica istruzione ha anche garantito che, utilizzando le economie programmate, con fondi dell´istruzione e della Protezione civile saranno assicurati interventi straordinari per la nuova edilizia scolastica. Nel corso dell´incontro si è anche affrontata la problematica delle criticità delle scuole nelle isole minori e nei comuni montani e disagiati. Intanto ieri mattina studenti in corteo anche a Palermo nell´ambito della protesta nazionale indetta contro la riforma della scuola varata dalla Gelmini. Cinquemila i ragazzi - secondo gli organizzatori - che hanno gridato slogan contro i tagli del ministro Gelmini. «Troppo spesso - afferma Sofia Sabatino, coordinatrice della Rete degli Studenti del capoluogo siciliano, organizzazione promotrice della manifestazione - ci si dimentica di noi». Sono scesi in piazza per manifestare a favore della legalità. E soprattutto per protestare silenziosamente contro i recenti furti subiti dalla loro scuola. Ieri mattina alunni, insegnati e genitori dell´istituto comprensivo Madre Teresa di Calcutta di via Fiume, in pieno centro storico, hanno sfilato lungo i marciapiedi della città senza alcun disagio per la viabilità. «Noi di Ballarò siamo per i diritti della scuola», con striscioni di questo tenore circa trecento persone hanno attraversato via Roma e poi corso Vittorio Emanuele, fino ai Quattro Canti e a Palazzo delle Aquile dove una delegazione, con a capo la dirigente Giuseppina Sorce è stata ricevuta da Totò Lentini, vicepresidente vicario del Consiglio comunale che ha mostrato solidarietà per i fatti accaduti nell´Istituto. «Quello che è accaduto in questa scuola - dice Lentini - è un fatto gravissimo da tenere in forte considerazione per il ruolo che come istituzione svolgiamo giornalmente». Il furto più grave che ha scatenato la manifestazione spontanea di ieri mattina risale a giovedì scorso, quando diciannove computer appena acquistati per il laboratorio informatico sono spariti durante la notte. «È l´ennesimo episodio che ci danneggia - dice la dirigente Giuseppina Sorce - La scuola non ha un sistema d´allarme e con il nostro esiguo budget non siamo riusciti a installarlo. Non abbiamo nessuna tutela. Da molti anni rappresentiamo un presidio di legalità in un quartiere difficile come Ballarò. In un momento in cui in zona si sono manifestate reazioni violente, noi sfiliamo con la bandiera della pace per dare un chiaro segnale anche alla gente del luogo». http://palermo.repubblica.it/dettaglio/LEx-Carcere-non-era-sulle-barricate/1525157 |
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