La contestazione dell'Onda Calabra al Presidente della Giunta Regionale.
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gio 18 dicembre 2008 - 14:40
scritto da schizzi d'onda
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La contestazione al Presidente della Regione Calabria all'università della Calabria
Caro AGAZIO, ti ricordi di noi??? Ci siamo incontrati lo scorso venerdì al comune di Cosenza, visto che ti sei ingiustamente introdotto in casa nostra, ci sembra doveroso darti un caloroso benvenuto. Vorremmo ricordarti la situazione della terra che corrottamente amministri. Oggi sei nostro sgradito ospite, e anche solo per una questione di buona educazione oltre che naturalmente di democrazia, devi rendere conto del tuo operato.
I problemi che viviamo quotidianamente sulla nostra pelle sono tanti e talmente complessi che non basterebbero mille convegni per poterli spiegare tutti, ma perchè sprecare questa occasione? Quindi fai uno sforzo democratico cognitivo (concentrati e rispondi). Stiamo portando contenuti e disagi reali ad un convegno che altrimenti sarebbe il solito pesante e retorico simposio sul nulla.
Quello da cui vogliamo partire è il nostro territorio condannato da anni ad un malessere sociale ambientale e culturale. Questa terra da sempre subisce una disastrosa politica ambientale: termovalorizzatori che inquinano l'aria, discariche che stipano rifiuti tossici prodotti altrove, politiche in materia edilizia (un pilastro di cemento per ogni bambino che nasce) che consegnano soldi alle cosche ed ecomostri al territorio. Senza dimenticare casi come quello di Crotone dove scuole e interi quartieri sono stati costruiti con rifiuti tossici, sotto lo sguardo compiacente di un'intera classe dirigente che tu, caro ospite, in questa occasione rappresenti.
Da quanto tempo non viaggiavi in autobus o in treno prima della gloriosa passerella sul lungocubi di questa mattina? Qualora non te ne fossi accorto nessuno di noi si muove con un'auto blu. Viviamo in territori, abbandonati a se stessi, dove il trasporto pubblico è paragonabile a quello d'inizio '900. Per esempio la nostra università, unico centro produttivo di sapere e conoscenza, è relegato in una campagna senza un adeguato collegamento con il resto della regione. Ti è mai capitato di lavorare? Perchè in Calabria lavoro significa precarietà e precarietà significa emigrazione, disoccupazione o sottomissione. Se non ti vuoi piegare devi emigrare!
Questa è la realtà della nostra terra, in cui i pochi posti di lavoro disponibili, nel pubblico e nel privato, sono gestiti in modo clientelare dalla politica o direttamente dai poteri mafiosi. Sei cosciente del fatto che molti tuoi illustri colleghi barattano voti in cambio di un lavoro frustrante poco gratificante e spesso precario? Dove sono finiti i fondi della 488? Milioni e milioni di euro scomparsi nel nulla. Se facessimo un breve calcolo dei soldi scomparsi divisi per i 2 milioni di calabresi avremmo risolto problemi per intere generazioni senza perdere tempo in unitili convegni sul federalismo fiscale. Purtroppo, invece di dare reddito ai cittadini, i soldi finiscono spesso nelle tasche dei pochi “PRENDITORI” che, come dice la parola stessa, prendono rubano e scappano.
Quelle che stai ascoltando sono le domande delle comunità resistenti di questa università, di quelle migliaia di persone che studiano in questa terra, che vivono questi territori e che non vogliono pagare la crisi! Non la vogliamo pagare perchè non siamo stati noi a provocarla, perchè non ci va che si privatizzino i profitti e si socializzino le perdite. Non ci va che chi fin ora ha rubato in borsa, in parlamento o in consiglio regionale ci obblighi a stringere la cinghia. Non siamo più disposti a subire passivamente le vostre decisioni quindi abbiamo iniziato a riprendere il controllo sugli spazi che viviamo, sul sapere che vogliamo, sul nostro futuro, sulla nostra vita. Convinti che tutte le nostre richieste rimarrano inascoltate e affinchè i nostri bisogni di spazio di reddito e di futuro non muoiano nel deserto della vostra politica autorefereziale , vi invitiamo a farvi da parte. Chiediamo, quindi, le vostre dimissioni per poter avviare un reale percorso di autogoverno del territorio, unica e reale soluzione possibile a questa crisi. INDIETRO NON SI TORNA!!! NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!!! Schizzi d'onda!