UNICAL/COSENZA: I CARABINIERI INTERVENGONO PER BLOCCARE LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE IDEE
UNICAL/COSENZA: I CARABINIERI INTERVENGONO PER BLOCCARE LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE IDEE
Surreale: 10 carabinieri chiamati dal rettore dell'università della Calabria sono piombati ad un dibattito organizzato dall'onda calabra in vista del G8 di Torino. Dalle 18 alle 22 hanno filmato i partecipanti e intralciato la discussione sullo stato dell'università a Cosenza e in Italia, cercando di vigilare sull'ordine del discorso.
Il rettore si è reso irreperibile, così come molti presidi di facoltà. Tra facce allibite, abbiamo continuato la discussione. Probabilmente si aspettavano di trovare dei feroci “terronisti”, ma alla fine anche loro si sono resi conto che all'aula zenith c'erano dei semplici studenti universitari che cercavano, scambiandosi idee, di costruire una coscienza comune su quanto sta accadendo, parlando di crisi, agire politico, saperi, subalternità da dismettere, patriarcato, dispositivi di sorveglianza, percezione della repressione, autodeterminazione e voglia di vivere qui e ora una vita migliore. Ecco è andata così. Sembra di essere nel paesino del libro Fontamara di Ignazio Silone, in cui il prefetto arriva a vietare i ragionamenti. La polizia discorsiva è all'opera, si controllano anche le parole, i pensieri, le discussioni. Il movimento dell'onda non voleva occupare l'aula, ma solo usare lo spazio per un seminario a cui erano invitati diversi docenti e a seguire una festa di finanziamento per andare a Torino, così come avvenuto in altre università e più volte all'Unical nel corso degli anni.
Il rettore voleva impedirci di discutere e fare festa, ma noi continuiamo. E lunedì giornata grossa all'unical e a Torino. Se questo è il clima... c'è da ripensare tutto, non solo il ruolo dell'università per cervelli da addomesticare.
A breve troverete i video su youtube...