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Calabria radioattiva. Dichiarare lo stato di emergenza! calabria |
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dom 20 settembre 2009 - 18:49 scritto da fc
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dal sito di Francesco Cirillo
CRONACA DELLA RIUNIONE DA IL DOMANI DEL 20 SETTEMBRE 2009 Una grigliata di pesce con l'assessore Greco Di Francesco Cirillo
L'incontro fra tutti i sindaci e le istituzioni di venerdì scorso a San Pietro in Amantea promossa dal sindaco Gioacchino Lorelli sulle navi fantasma e i veleni sepolti si è risolto con un grande detto e non detto. Quasi tutti presenti i sindaci del tirreno cosentino. Al tavolo della presidenza attorno al sindaco Lorelli, nomi forti della politica, primo fra tutti l'europarlamentare Mario Pirillo, l'onorevole Aurelio Misiti, il consigliere regionale Franco La Rupa, il dottor Brancati autore della relazione tecnica sui tumori. Tutti pronti a fare marcia indietro su tutto a cominciare dal dott. Brancati che ha iniziato la sua relazione asserendo che i tumori non sono in aumento ma costanti alla vita naturale e quotidiana. La relazione ha creato non pochi malumori nella sala e diversi esponenti delle associazioni ambientaliste hanno chiesto espressamente di avere la relazione per poterla leggere . Cosa che il dott. Brancati si è ben guardato dal fare dicendo che la relazione fa parte dell'inchiesta e che quindi non può essere resa pubblica. I sindaci sono tutti sulla stessa linea. Da una parte si dicono preoccupati di quanto sta avvenendo, dall'altra vorrebbero che tutto si risolvesse nel giro di qualche mese e che arrivassero fondi per le bonifiche senza allarmismi né opera di terrorismo . Ma l'attacco più diretto all'inchiesta è venuto dall'europarlamentare Pirillo. Proprio lui consigliere regionale dal 1990 che non ha mai detto e fatto nulla per aiutare le varie inchieste sulla jolly Rosso, fa un duro attacco al settimanale L'Espresso: " E' in atto una campagna per delegittimare la classe politica calabrese" dice, tenendo fra le mani una copia del settimanale che pubblica nuove dichiarazioni del pentito Fonti, che tirano in ballo l'on Misasi, padre padrone della democrazia cristiana calabrese. A Pirillo non vanno giù queste dichiarazioni, poi presenta un documento che vorrebbero che i sindaci firmassero, che non è altro che il solito appello al Governo perché altri facciano, altri si mobilitino, altri facciano scavi, mentre loro gettano acqua sul fuoco e calmano i pescatori, gli albergatori, la cittadinanza sempre più preoccupata per quanto sta venendo fuori dal ritrovamento della nave in poi. Il documento presentato dalle associazioni ambientaliste presenti alla riunione non viene neanche preso in considerazione. Il documento, presentato dal prof. Alfonso Lorelli di Amantea a nome delle associazioni (Movimento ambientalista del tirreno, Forum Ambientalista della Calabria, Comitato Beni Comuni , Uni Cobas , Comitato Civico Natale De Grazia) poneva al centro della discussione una presa d'atto da parte dei sindaci su quanto veramente sta accadendo dichiarando lo stato di emergenza e nello specifico si chiedeva per tutelare la salute dei cittadini che venisse vietata la pesca in tutto il tratto costiero e la vendita di prodotti nella valle dell'Olivo, che venissero indennizzati tutti i pescatori della costa e i contadini della valle dell'Olivo ,che venisse effettuata un analisi epidemiologica in tutta la costa tirrenica e istituito e reso pubblico il registro dei tumori, che venissero dati mezzi e risorse alla regione Calabria perchè immediatamente venissero recuperate la nave Cunsky davanti Cetraro e la Vaporais davanti Maratea ed il loro carico radioattivo e tossico , che venisse bonificata tutta la valle dell'Olivo nei luoghi indicati e conosciuti dove risultano sepolti i rifiuti, che venisse riaperta l'inchiesta sulla Jolly Rosso e vengano perseguiti i responsabili del tentato affondamento e si scoprano i responsabili del seppellimento dei rifiuti, delle ditte che vi hanno lavorato, di coloro che hanno depistato l'inchiesta. Tutto questo non è stato minimamente discusso e dopo la solita passerella politica che ha visto alternarsi sindaci e assessori, tutti i cittadini presenti se ne sono andati a casa più dubbiosi di prima. Singolare è stato l'intervento del sindaco di Cetraro, che ha detto di aver invitato l'assessore all'ambiente Silvio Greco a cenare a Cetraro con una bella grigliata di pesce a dimostrazione che il pesce non è assolutamente inquinato. Il sindaco ha certamente dimenticato dell'ordinanza n.3/2007 emanata dalla capitaneria di porto di cetraro che vieta la pesca in un largo tratta di mare coincidente con la nave affondata perché venne rilevata la presenza elevata di arsenico,cobalto,alluminio e cromo. E' bene che il sindaco conosca i pericoli che provengono dall'arsenico. Un nuovo studio ha scoperto che non tutte le persone riescono a smaltire dall'organismo l'arsenico ingerito per mezzo dell'acqua da bere e alcuni alimenti come, per esempio, i frutti di mare. Il sindaco di Cetraro cerca da altri la verità ma lui è il primo a nasconderla, ed addirittura lo fa verso l'assessore all'ambiente Greco. Infine devo fare una rettifica verso il sindaco di Serra d'Aiello Guglietta. Giustamente il sindaco mi chiarisce la sua posizione riguardo alla ricerca effettuata in località Foresta, che gli è stata indicata come luogo dove potevano essere stati sotterrati i rifiuti da alte istituzioni e non certamente indicata da lui . La società Nautilus di Vibo asserendo che in quella zona non vi sono livelli di radioattività non ha fatto altro che dire la verità. Verità alla quale in qualità di sindaco non poteva non allinearsi. |