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diario dal tetto cosentino

category calabria | lavoro-non-lavoro | selezionati author mar 22 settembre 2009 - 01:02author scritto da presidio vallecrati Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

aggiornamenti vallecrati

15 settembre: la proposta d’acquisto di Edil Perri

La riunione del Cda di Vallecrati e del consorzio si protrae per l’intero pomeriggio ma si conclude con un nulla di fatto. La novità è rappresentata dalla proposta, verbale, di acquisto della società da parte della ditta EdilPerri, che ha già effettuato diversi lavori pubblici nella città di Cosenza. Oggi l’assemblea del consorzio valuterà le proposte e affronterà nuovamente il problema di fare lavorare tutti gli operai della vallecrati con l’ordinanza. Si prospetta una riunione fiume.

 

16 settembre: ancora promesse vane del sindaco Perugini

Ennesimo confronto tra i soci privati, tutti i sindaci e i delegati sindacali. Le proposte dei nuovi privati devono essere vagliate dall’ufficio legale per stabilire se Vallecrati può o meno cedere il 49 % in affitto o in vendita. Concretamente non c’è ancora nessuna certezza. Il sindaco di Cosenza fa l’ennesima, vana, promessa di far avere gli stipendi entro pochi giorni.

 

17 settembre:Cosenza presidio del comune e irruzione alla presentazione della mozione Bersani

Oggi riunione del cda e del consorzio e la tanto attesa prima udienza in tribunale. Riunione fiume, cambia ancora l’ordine del giorno: gli operai possono o no lavorare in ordinanza? I pareri sono contrastanti. Al mattino il parere è contrario, nel pomeriggio, invece, chissà per quale alchimia, lavorare in ordinanza è possibile. Bisogna aspettare il parere dell’ufficio legale che arriverà lunedì. Gli operai si preparano all’ennesimo fine settimana sul tetto. Nel frattempo il tribunale di Cosenza ha acquisito gli atti e rinvia a novembre l’inizio del dibattimento sul fallimento. Vallecrati dal canto suo non cede perché vanta un credito di 19.000.000,00 da vari comuni morosi. Nel pomeriggio gli operai presidiano ancora una volta piazza dei Bruzi e fanno irruzione nel salone di rappresentanza, dove Guccione, Covello, Maiolo, Nucci e La Valle presentano la mozione Bersani. Come in un film già visto si legge il documento, si incassano promesse e si torna sul tetto.

 

18 settembre: il comune di Cosenza blindato

Mattinata di fermento. Alle 8.30 il comune di Cosenza sembra Beirut, blindato come se fosse in stato d’assedio. Gli operai raggiungono l’ufficio del dirigente di ragioneria Dattis il quale promette di sbloccare i pagamenti entro lunedì. Un’altra delegazione si reca al comune di Castrolibero e trovano la novità: il sindaco di Castrolibero comunicava di aver fatto l’ordinanza e dava garanzie circa la futura assunzione dei 16 operai ricadenti sul suo comune.

 

19 settembre: il gioco delle mozioni e lo sfascio di Valle crati

Ennesima riunione che azzera tutte quelle precedenti: Bernaudo (Principe) assieme a Pellegrino propongono di rilanciare Vallecrati attraverso i comuni di Cosenza, Rende, Montalto e Castrolibero. Questo in risposta alle dichiarazione fatte qualche tempo fa da Perugini in conferenza stampa, circa la volontà di ritirare immediatamente l’ordinanza se l’amministratore Giglio avesse dimostrato che Vallecrati poteva garantire i servizi. Gli obiettivi sono chiari. In gioco ci sono interessi politici e imprenditoriali, la mozione Bersani cerca di salvare Vallecrati sia per andare contro l’asse Adamo-Perugini, che vorrebbe smantellare il sistema Vallecrati, sia per trovare consensi negli operai. Pellegrino, invece, mira a far fuori l’impresa Ecologia Oggi che altrimenti si troverebbe dentro quando e se Vallecrati riuscirà a salvarsi.

Questa di Vallecrati è solo apparentemente una lotta per la difesa del posto di lavoro, o meglio, solo per gli operai si tratta di questo. In realtà è espressione dei giochi di potere in casa PD alla vigilia del congresso e delle prossime elezioni regionali. È espressione, ancora, del bieco clientelismo che da decenni ricatta la nostra terra costringendo migliaia di cittadini a sottostare o emigrare. Carrozzoni come quello di Vallecrati creano illusioni e nessuno sviluppo, creano mucche da mungere prima e da macellare quando non si possono più sfruttare. Dal canto loro i sindacati sonnecchiano, si fidano delle promesse e costringeranno gli operai a trattare con il potente (nemico) di turno,quello di sempre.

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