Amantea 24 ottobre manifestazione nazionale, fischiata la politica, contestata la RAI!
la voce della libera informazione - no mainstream - si autorganizzazione!
La manifestazione di Amantea, Cosenza, si è svolta oggi in un clima particolare... tanti gonfaloni tante bandiere di partiti e sindacati ma anche tanta gente comune, indignata e non affatto rassegnata.

rai e mediacenter vicini vicini
la manifestazione di Amantea, Cosenza, si è svolta oggi in un clima particolare... tanti gonfaloni tante bandiere di partiti e sindacati ma anche tanta gente comune, indignata e non affatto rassegnata.
Il corteo, abbastanza breve, si è snodato per la strada del lungo mare per dirigersi alla vicina piazza centrale del centro abitato. Dal palco i primi interventi degli organizzatori ottengono un applauso quando affermano che gli interventi successivi, è stato deciso, non saranno tenuti da alcun politico, anche per questo, all'annuncio che seguiva poco dopo tali affermazioni, è stato fischiato
l'arrivo di Gerardo Mario Oliverio, presidente della provincia cosentina, la contestazione ha voluto rappresentare , forse, un rifiuto di quella tutta politica, senza distinzione di colore, che ha sprofondato la Calabria in un pantano di veleni. Oliverio ha dunque desistito dal suo intervento.
Esponenti di varie associazioni si sono poi avvicendati sul palco ma, all'arrivo del giornalista Francesco Cirillo, che denuncia da tempo la questione della 'nave dei veleni' qualche cosa va storto, saltano microfoni; un megafono improvvisato non riesca a fare nulla.
A questo punto interviene il mediacenter allestito da indymedia calabria, radio ciroma e out of the shell che, munita di semplice cassa e radiomicrofono ridà la parola a Cirillo.Gli interventi si susseguono, così come si susseguono le interviste del mediacenter.
Molti cittadini lamentano la carenza di informazione. Dicono ad esempio da Chiaiano che la RAI interveniva solo nel caso di eventi eclatanti, tutto il resto della lottaè stato del tutto ignorato dai mezzi di informazione ufficiali. La RAI, posta col suo furgone nelle immediate vicinanze del mediacenter non gradisce tanto queste affermazioni. Intanto alle ore 14.00 circa la televisione di stato prepara la sua diretta: a essere intervistate saranno persone, politici e associazioni che non sono sempre rappresentative del movimento popolare che ha portato alla manifestazione.molti cittadini sono indignati...perchè far parlare un politico mentre la madre di alcuni bambini che frequentano le scuole avvelenate di Crotone, è ridotta al silenzio se non derisa .
I cittadini calabresi non ci stanno!!! L'accesso a una libera informazione dovrebbe essere garantito!si sviluppa così in diretta, un piccolo alterco fra cittadini e lavoratori della RAI, la diretta viene sospesa tra le urla dei cittadini: 'vogliamo che sia data voce alle persone direttamente coinvolte' dicono 'le passerelle politiche, le notizie ingessate non le vogliamo'.
Riprende la trasmissione al mediacenter che da la possibilità di esprimersi alle numerose persone che erano rimaste amareggiate dalla posizione ferrea della RAI che intendeva creare un collegamento preconfezionato. Intervengono ai microfoni del mediacenter tanti abitanti di Amantea e soprattutto di Crotone. Questi ultimi lamentano il silenzio che copre le vicende della loro città, costruita, in larga parte, con i rifiuti tossici della pertusola sud. La RAI viene quindi contestata: non svolte il suo lavoro come dovrebbe, a parlare sono in tanti, molti hanno qualche cosa da dire, qualche storia da raccontare; lo fa anche una giovane ragazza che abita in un vicino paesino, la ragazza si chiede come mai non è stata fatta informazione sulla manifestazione , ne da parte dei mezzi di comunicazione ufficiali, ne da parte delle istituzioni: lei stessa ha saputo della manifestazione grazie ad un passa parola.
Nel frattempo, dopo un serrato confronto fra liberi cittadini e RAI radiotelevisione italiana, sede Calabria, si giunge ad un ennesimo collegamento, questa volta di carattere nazionale. Il confronto ha condotto ad un risultato importante: a prendere la parola saranno, infatti, i cittadini che prima avevano parlato ai microfoni del mediacenter! La storia di Crotone e la storia del tirreno cosentino vengono finalmente raccontate dai diretti protagonisti: la gente che abita questi posti!
Il mediacenter ha dato una mano importante alla manifestazione prima risolvendo i problemi tecnici che impedivano a Cirillo e a tanti ospiti come padre Zanottelli , di intervenire, poi diffondendo
la libera voce dei cittadini indignati che sono finiti sulla televisione nazionale proprio in virtù di una forte spinta dal basso.
L'esperienza di questo media center, che lo ricordiamo è stata fortemente sostenuta da una famiglia di rumeni che abitano sulla piazza e hanno da soli fornito l'eletticità indispensabile al mediacenter stesso (la RAI aveva gentilmente declinato di offrire aiuto benchè munita di una importante strumentazione).
L'esperienza di oggi dimostra che le lotte, le proteste devono partire dal basso se vogliono
essere incisive e reali. La giornata di Amantea si chiude: in un certo modo le azioni dal basso iniziano a dare i primi frutti.
Prossimo appuntamento alla manifestazione no ponte, Reggio Calabria il 19 dicembre prossimo....
il mediacenter ci sarà di nuovo...statene certi!

indymedia calabria nel mediacenter

il lavoratore rai ci indica
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Commenti (4 di 4)
Vai al commento: 1 2 3 4alcune foto dal mediacamper dalla manifestazione di Amantea 24 ottobre 2009.
indy
testa del corteo
aggiungo pure le stronzate del fascista-camorrista Antonio Iaconetti,che si lamenta del fatto gli hanno impedito di sparare le sue stronzate nell'etere accreditandosi come "ambientalista":
vediamo un pò chi è:
"""Iaconetti: «T-red, le multe vanno pagate»
AMANTEA - L’avvocato del Comune di Amantea, Antonio Iaconetti, replica alle dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’associazione
Iaconetti: «T-red, le multe vanno pagate»"""
DIFENSORE DELLE IMPRESE E DEI POLTICI CHE OPERANO LE TRUFFE DELLE MULTE A INFRAROSSI
s'è pure candidato nelle liste del centrodestra sostenendo il camorrista Pino Gentile,assieme a Giovambattista Morelli braccio destro del mafioso La Rupa,in una lista assieme a amanti e parenti dei ndranghetisti arrestati nell'operazione Nepetia.
http://amministrative.interno.it/amm090607/P02503.htm
memro del gruppo sedicente ambientalistA"fare ambiente" erede del "fare verde"
msino e fascista,legato alla destra,già sputtanato dai Grillini
http://www.altratrapani.it/index.php?option=com_content&task=view&id=982&Itemid=196
non a caso un membri di Fare schifo amantea è in procinto di darsi alla carriere di palazzinaro e cementificatore costruendo un villaggio turistico a longobardi...BUFFONI FUORI DALLE PALLEEEE!!
L’avvocato Antonio Iaconetti ha partecipato per Fare Ambiente alla manifestazione di stamattina, al pari di altre decine e decine di associazioni, sigle sindacali, organizzazioni varie, comitati.
In tale veste erano stati contattati dal giornalista Musmeci di Rai 3 che come visto durante le riprese è stato anche violentemente spintonato e presi a calci.
Racconta l’avvocato Iaconetti che “Quando è arrivato il mio turno per il rilascio dell'intervista, un manipolo di facinorosi "vicini al gruppo Indimedia", hanno iniziato a disturbarci, con musica ad alto volume, proveniente da un camper posto vicino alla postazione Rai, ci hanno spintonato e presi a calci, non solo a noi ma anche agli operatori Rai, e verso di noi insulti del tipo "fascisti", "che noi non dovevamo andare in onda perchè fare ambiente non era degna di partecipare e rappresentare nessuno". Hanno iniziato ad accerchiarci con striscioni e con fare minaccioso, brandivano le aste delle bandiere, tanto verso di noi che nei confronti della troupe Rai. Atteso che la situazione stava degenerando e che oramai eravamo sopraffatti dalla furia di questi soggetti onde evitare ben più gravi danni fisici, abbiamo preferito allontanarci dalla postazione Rai e questo ci ha impedito, a noi di rilasciare l'intervista, e alla Rai di portare a compimento un pubblico servizio, quale il diritto all'informazione. Siamo riusciti ad andare via con difficoltà, e nonostante ciò, continuavano ad insultarci dicendoci "fascisti, andate via, e le vostre cose andatele a dire a quel mafioso di Berlusconi e quella merda del sottosegretario Menia". Ci hanno impedito fisicamente di poter esprimere la nostra opinione. Non è da paese democratico.”
Il rappresentante regionale di Fare Ambiente chiede poi al responsabile nazionale V. Pepe “le opportune azioni che intenderai intraprendere” e sollecita “un intervento forte e deciso affinchè venga portato a conoscenza, anche dell'opinione pubblica quanto accaduto oggi. Appare opportuno richiedere le cassette di registrazione dell'intervista Rai al fine di poter individuare i responsabili dell'accaduto”.
Stando a quanto denunciato si tratta di fatti che definire incresciosi appare eufemistico trattandosi di una reale impedimento ad un esercizio legittimo di intervenire in una pubblica trasmissione televisiva, un impedimento ben più grave dei fischi pronunciati all’indirizzo del presidente Mario Oliverio e dell’ex assessore Diego Tommasi che possono ritenersi tutto sommato fortunati.
In sostanza questi eventi comunque sembrano non tanto essere segno del malessere diffuso tra i partecipanti alla manifestazione quanto l'espressione di una inconciliabile posizione tra 14.950 calabresi che coraggiosamente e dignitosamente manifestano in modo civile anche la propria rabbia verso una politica ed uno Stato (Stato, regione, province e comuni) storicamente disattente, e 50 altri che vogliono imporsi con la forza se non con la violenza.
Ci si chiede. E se avessero impedito a Loiero o a Di Pietro di parlare chi avrebbe loro garantito il sacrosanto diritto di parlare?
Ed ancora può impunemente malmenarsi o comunque intimidirsi un giornalista?
Se si fa parlare solo chi è a favore o chi fa comodo come si potrà mai sapere la verità?
Noi aspettiamo, comunque, eventuali controdeduzioni, pronti ad aprire un dialogo democratico tra le parti. Non ci sono certo apparse congrue le parole di uno degli attivi contestatori che hanno dichiarato di non avere permesso la intervista di Fare Ambiente perchè Musmeci non avrebbe prima intervistato “quelli di Crotone”. Segnaliamo infatti che stamani mezza Calabria ha fatto una rivoluzione sociale vera, come può e, noi pensiamo, debba essere fatta.
Ultimo aggiornamento ( Domenica 25 Ottobre 2009 09:48 )
mavafanculo!!!!!
quando mai indymedia è fatta da signore anziane, signori in pensione...magari fosse cosi ci paicerebbe ma ...lo sappaimo tutti che noi si è quattro nerd ghghghghghgh.
la manifestazione di sdegno nei confronti di fare ambiente è stata popolare, molti erano i cittadini semplici indignati da quelal rpesenza, molti i cittadini che chiedevano di poter parlare ...soprattutto crotone ha mostrato il suo sdegno e la sua indignazione poichè erano messi a tacere se non derisi dai giornalisti .
Le associaizoni vere sono quelle dei cittadini e non quelel dei palazzinari. Indymedia non è un gruppo una associazione o che...è solo unostrumento e questa volta ha dato voce a gente disperata...la gente di crotone che ha trovato asilo presso i microfoni del mediacamper.
facinorosi vicini al gruppo di indimedia......ohhhh ripigliati, sei anche gnornante ghghghhgh e cmq rasegnati sei stato fischiato dalla piazza non da indymedia.
quoto: Noi aspettiamo, comunque, eventuali controdeduzioni, pronti ad aprire un dialogo democratico tra le parti. Non ci sono certo apparse congrue le parole di uno degli attivi contestatori che hanno dichiarato di non avere permesso la intervista di Fare Ambiente perchè Musmeci non avrebbe prima intervistato “quelli di Crotone”. Segnaliamo infatti che stamani mezza Calabria ha fatto una rivoluzione sociale vera, come può e, noi pensiamo, debba essere fatta.
ma non capisco...vogliono avviare un dialogo democratico fra le parti...fra quli parti? Vogliono dialogare con indymedia calabria, con quelli di crotone, con la cittadinanza intera che ha fischiato anche loro in piazza?