Rom a Cosenza: ricevuti dal vice-prefetto, snobbati dal sindaco e da alcuni suoi collaboratori.

category cosenza | migranti | notizie author mar 3 novembre 2009 - 23:58author scritto da vivo per miracolo Segnala questo contributo agli amministratoriSegnala agli amministratori

Decreti di espulsione ai Rom di Cosenza, conferenza stampa, prefettura riceve e comune snobba e chiude i cancelli. Le sensiblità non sono tutte eguali. Attenzione alla Bozzo: al sua guida è pericolosa! Sepsso no nsi rende conto che potrebbe mettere sotto qualcuno.

I Rom rumeni di Cosenza, vittime di un decreto di espulsione , insieme alle associazioni antirazziste della città, nella mattinata del tre novembre, hanno dato vita a una conferenza stampa  nella centrale piazza 11 settembre posta sotto la prefettura cittadina. L'obiettivo dichiarato era quello di portare la città a conoscenza della grave ingiustizia operata nei loro confronti tramite i decreti di espulsione.

Tali decreti colpiscono i cittadini colpevoli di non avere un lavoro e una dimora dignitosa, un vero e proprio atto di persecuzione razziale! Così è stato letto questo provvedimento che potrebbe essere attuativo già dal cinque novembre , a meno che l'azione legale condotta grazie al supporto legale volontario delle associazioni e di alcuni avvocati, non determini almeno la sospensione temporanea di questo provvedimento che, è bene ricordarlo, colpisce piu'
di settanta cittadini rumeni di etnia rom che vivono in un accampamento nell'immediata periferia della città,  in zona vaglio lise, presso il fiume crati.

Una delegazione è stata ricevuta dal vice-prefetto il quale non ha potuto che ribadire il fatto che  i rom si sono accampati in un territorio demaniale.

A seguito di questo incontro i rom e le associazioni, incuranti della pioggia battente, hanno pensato bene di spostarsi, ancora una volta, sotto al palazzo comunale; l'intento era quello di consegnare personalmente al sindaco Perugini la petizione a cui già numerose persone hanno dato la loro adesione e con la quale si chiede il ritiro dei decreti di espulsione.

Giunti alle ore 13.45 le porte del palazzo sono state improvvisamente chiuse: è stato anche detto che era ormai tardi e  la casa comunale alle ore 14.00 chiude i battenti...peccato che la delegazione antirazzista era giunta prima di tale orario, ma  restano questi semplici particolari.

I rom e le associazioni restano –ancora una volta -  fuori dal comune, lasciati sotto una insistente pioggia. Si tenta di giungere al sindaco per consegnare la petizione e chiedere un pubblico incontro. L’obiettivo  però fallisce, pare infatti che il sindaco sia impegnato in una riunione relativa alla questione vallecrati.

Intanto dal palazzo escono vari personaggi: esponenti della cultura che addirittura solo pochi anni fa hanno dedicato importanti iniziative culturali cittadine al popolo rom (Antonello Antonante e le sue invasioni 2008  non si degna di una parola e tira dritto per  la sua strada sebbene richiamato dai cittadini cosentini lasciati fuori dal palazzo).

Anche l'Assessore Bozzo esce fuori dal omune e, quasi di soppiatto, riesce a entrare nella propria auto indisturbata. Alcuni presenti però la riconoscono e chiedono di poterle consegnare la petizione, ma  l'assessore è già in auto è presumibilmente spaventata dalla presenza dei rom e delle associazioni, perde  la calma rischia di investire con la sua auto i manifestanti.  Dopo di che si vede chiaramente dai finestrini serrati l'assessore alle prese col cellulare, nel chiaro intento di contattare le forze dell'ordine, tuttavia  la stessa non si era probabilmente resa conto che si voleva solo consegnare un semplice foglio, infatti ottenuto un piccolo spiraglio dal finestrino le viene consegnata finalmente la petizione.

L'assessore Maria Lucente invece dimostra tutta la sua sensibilità, è tranquilla calma e a suo agio  tra i rom che la ricordano per le sue precedenti battaglie in favore dell'integrazione scolastica dei bambini rom. L’assessore ascolta con attenzione la loro vicenda, ma le scelte del comune sono collegiali ripete e alla richiesta di un consiglio comunale aperto ,circa la questione dei Rom, indica il presidente del consiglio comunale che sta uscendo proprio in quel momento dalla cittadella  comunale, forse lui sarebbe in grado di fornire  piu' chiare spiegazioni in merito. Interrogato invoca vagamente un iter previsto dallo statuto comunale, secondo il quale è  possibile richiedere , da parte di gruppi o singoli cittadini (non è stato tanto chiaro in merito) la riunione di un consiglio comunale aperto...insomma  domande, burocrazia, tempi lunghi che i rumeni non possono di certo permettersi: fra due giorni entrano in vigore le espulsioni!

Intanto si attende sotto la pioggia, del sindaco nessuna notizia, si decide allora di sospendere per il momento il presidio sotto al Comune , l'obiettivo però rimane quello di ottenere un pubblico incontro col sindaco perchè si vuole capire il suo pensiero: Perugini vuole che questi rumeni vadano via si o no?

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