Palermo - L'Università vende i suoi immobili
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mer 4 novembre 2009 - 08:42
scritto da Rlli
Segnala agli amministratori
Palermo. L'Università di Palermo batte cassa. Ha bisogno di rientrare dal deficit di 31 milioni e allora vende parte dei suoi immobili con l'obiettivo di recuperare 10 milioni di euro.
Così, verranno ceduti al migliore offerente la vecchia sede della facoltà di Scienze della Formazione di via Pascoli, ancora in corso di valutazione, il complesso di San Ciro sulla strada di Monreale, il cui prezzo di partenza sarà di 2 milioni e mezzo di euro, quattro esercizi commerciali e tre appartamenti, tutti in via Montepellegrino, il cui valore si aggira complessivamente intorno a un milione e 100 mila euro: sono questi i primi beni che l'Università di Palermo metterà all'asta entro dicembre.
Successivamente saranno venduti altri quindici appartamenti che devono ancora essere stimati e per i quali devono essere completate le procedure al Catasto. In tutto ventiquattro immobili, che - a eccezione di via Pascoli e del complesso di San Ciro - sono nella disponibilità dell'Ateneo a seguito di lasciti testamentari.
L'università conta di ricavare dalla loro vendita circa 10 milioni di euro, una manovra che fa parte del piano di rientro che il rettore Roberto Lagalla ha illustrato insieme con Price Waterhouse Coopers, la società chiamata per certificare i bilanci pregressi.
"Nell'ottica di contenere le spese e aumentare le entrate - dice Lagalla - entro dicembre saranno lasciati tutti gli immobili che l'università ha adesso in affitto e sarà avviata la vendita all'asta dei beni non necessari a fini istituzionali".
I dipendenti dell'Ateneo che occupavano edifici in affitto saranno ridistribuiti nei poli di viale delle Scienze, dello Steri, ma soprattutto dell'ex Hotel de France di piazza Marina, dove due piani sono stati destinati a uffici e altri due a foresteria per docenti fuori sede.
Parallela al piano di rientro, la riorganizzazione della macchina amministrativa appena approvata dal Consiglio di amministrazione, con il nuovo modello che vede sette aree dirigenziali cui si affianca, su indicazione del direttore amministrativo Antonio Valenti, un'area servizi che aggrega le tre strutture fortemente informatizzate, cioè il Centro universitario di calcolo (Cuc), il servizio bibliotecario d'Ateneo e le segreterie degli studenti, che lavoreranno insieme per processi e non per pratiche.
Diffusi i dati sulle immatricolazioni dell'anno in corso, in totale 10.560 nuovi iscritti, mille in più dell'anno scorso a fronte di una riduzione dei corsi di laurea dei 22 per cento. Annunciate, anche, a partire dal 9 novembre, la riapertura serale delle biblioteche e l'estensione degli orari di apertura del Polididattico fino alle 19.