Nella Piana di Gioia Tauro è emergenza sanitaria e ambientale
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sab 15 dicembre 2007 - 22:42
scritto da IMC Calabria Editorial Collective - IMC Calabria
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Sciopero generale e manifestazione nazionale il 22 dicembre
Un inceneritore da 120 mila tonnellate di rifiuti l'anno e un mega-depuratore che rendono l'aria tossica e irrespirabile, un elettrodotto da 320 kV già al centro di numerose polemiche e una mega-discarica stanno mettendo costantemente in pericolo l'ambiente e la salute degli abitanti della Piana di Gioia Tauro già da anni.
Ma non è finita, perché nella stessa area sono in fase di realizzazione la nuova linea dell’inceneritore (che porterà la quantità annua di rifiuti "trattati" a 240 mila tonnellate, più 30 mila di rifiuti speciali) e una centrale a turbogas da 840 MW, che entrerà in funzione tra pochi mesi; inoltre si vogliono aprire i cantieri per costruire altre due centrali elettriche e un rigassificatore (il più grande tra quelli in via di realizzazione nel nostro paese).
Si tratta di un disegno che vuole - di fatto - trasformare la Piana in una vera e propria pattumiera d'Italia e in un ricettacolo di mega-opere impiantate ad esclusivo vantaggio di multinazionali dell'energia, delle ecomafie e dei loro referenti istituzionali.
Il futuro della Piana sembra purtroppo essere in questo illogico quadro dalle tinte fosche e che vede, tra le altre cose:
- il solito ricatto dei futuri posti di lavoro in un territorio economicamente disagiato e attanagliato dalla mafia, che controlla gli appalti pubblici;
- un'assurda politica ambientale a livello nazionale che equipara l'incenerimento dei rifiuti alla produzione di energie rinnovabili e che non tiene sufficientemente conto di alcuni fattori a elevato rischio;
- il raddoppio dell'inceneritore (una tecnologia di smaltimento dei rifiuti già abbandonata da anni in paesi come gli USA e condannata da eminenti studiosi a livello mondiale);
- la messa in opera di un rigassificatore che la UE non finanzia perché ritenuto nocivo;
Nel frattempo il dato certo è che già oggi l'aria della Piana è insalubre: lo hanno accertato le centraline dell’Arpacal, installate presso i comuni di Polistena e Laureana di Borrello, che hanno rilevato diversi “sforamenti” delle soglie stabilite dalla legge per le PM10.
Per questo molti cittadini si sono organizzati spontaneamente per protestare contro questo scempio e si sono costituiti nel Movimento per la Difesa del Territorio.
Per questi ed altri motivi è stato indetto uno sciopero generale ed una manifestazione nazionale a Gioia Tauro il prossimo 22 dicembre 2007.
Questa data è stata scelta simbolicamente, per ricordare il 22 dicembre 1985, quando, dopo anni di lotte e mobilitazioni, il 97 per cento dei cittadini della Piana, consultati attraverso un referendum popolare autogestito, esprimeva il suo netto e radicale NO alla costruzione di una centrale a carbone.
Manifestazione: Appello - Programma e orari
Link utili: Movimento per la Difesa del Territorio - Blog Beni Comuni Calabria
Approfondimenti sugli inceneritori e sui rischi per la salute: 1 - 2 - 3 - 4
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Commenti (1 di 1)
Vai al commento: 1PER TUTTI COLORO CHE PARTECIPERANNO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 22 DICEMBRE LA GIUNTA PROVINCIALE DI REGGIO CALABRIA, A CUI VA IL NOSTRO PIU' SENTITO RINGRAZIAMENTO, HA MESSO A DISPOSIZIONE 11 AUTOBUS CON PARTENZA DALLE CITTA' PIU' GRANDI DELLA PIANA, REGGIO COMPRESA. DA ROSARNO GLI AUTOBUS PARTIRANNO ALLE 8,15 DEL 22 DA PIAZZA VALARIOTI ALLE DELEGAZIONI DEI COMITATI CHE VERRANNO A GIOIA TAURO PER IL 22: COMUNICATE AL PIU' PRESTO A info@mdtcalabria DI QUANTE PERSONE E' COMPOSTA LA DELEGAZIONE, ORA E LOCALITA' DI ARRIVO (STAZIONE FS, ECC.), UN CONTATTO CON NR DI TELEFONO. QUESTE INFORMAZIONI SONO IMPORTANTISSIME PER NOI PER ORGANIZZARE IN MANIERA EFFICIENTE GLI SPOSTAMENTI VERSO IL PUNTO DI RAGGRUPPAMENTO E LA SISTEMAZIONE PER LA NOTTE PER CHIUNQUE DESIDERI PARTECIPARE AI LAVORI DEL POMERIGGIO E BALLARE E CANTARE CON NOI AL CONCERTO SERALE. SIAMO INFATTI IN GRADO DI OSPITARVI, NON ABBIAMO PROBLEMI DI SPAZIO MA SPERIAMO DI AVERE PROBLEMI DI LETTI (CIO' SIGNIFICHERA' CHE SARETE IN TANTI), PER CUI ARRIVATE MUNITI DI SACCO A PELO, A QUALCOSA DA METTERE SOTTO I DENTI E A DEL BUON VINO ROSSO PENSEREMO NOI. PROGRAMMA DELLA GIORNATA ORE 9,00 Gioia Tauro, C.da Lamia innanzi al mega depuratore, raggruppamento e partenza, si prosegue per Via Ferdinando De Rosa, P.zza Matteotti, Via Roma, Via Sarino Pugliese, Viale Italia, SS 18, Via Lomoro, Via Serra, Via Duomo e si conclude in P.zza dell'Incontro con comizio finale. ORE 15,00 Contrada Bosco di Rosarno, P.zza S. Antonio (a pochi metri dallinceneritore), assemblea popolare con la cittadinanza e delegazioni dei comitati nazionali, rete nazionale rifiuti zero e patto nazionale di solidarietà e mutuo soccorso. ORE 18,00 Bosco di Rosarno, P.zza S. Antonio, festa popolare con i CUMELCA: musica popolare calabrese e ritmi grecanici. INFO WWW.CSOACARTELLA.ORG WWW.MDTCALABRIA.ORG INFORMAZIONEINDIPENDENTE.NOBLOGS.ORG WWW.INFOAUT.ORG IL 22 DICEMBRE SCIOPERO GENERALE PER LA DIFESA DELLA PIANA DI GIOIA TAURO Dopo anni di lotte e mobilitazioni, il 22 dicembre 1985, il 97 per cento dei cittadini della Piana di Gioia Tauro, consultati attraverso un referendum popolare autogestito, esprimeva il suo netto e radicale NO alla costruzione di una centrale a carbone. La realizzazione di quest’opera, fortemente voluta dalle solite lobbies affaristico-politico-criminali, avrebbe significato la morte di quest’area. A distanza di 22 anni, la Piana si ritrova a dover affrontare gli stessi nemici! Quelli che oggi come ieri la vorrebbero condannare a non avere un futuro! La scarsissima attenzione da parte della classe dirigente calabrese alle problematiche ambientali e sociali, la presenza di una imprenditoria attratta soltanto dai finanziamenti pubblici, la compresenza di un’economia criminale diffusa e spesso collusa con la classe dirigente, una richiesta assillante di lavoro in una terra i cui abitanti sono tornati ad emigrare, hanno favorito la svendita di larghe fette di territorio con il fine di impiantare cicli produttivi inquinanti. Queste imposizioni, contrastate giustamente dalla popolazione, hanno trasformato la Piana in una pattumiera, con impianti buoni solo a massimizzare i profitti delle multinazionali. Paradigma di questa logica è la centrale turbogas di Rizziconi, di proprietà del Gruppo EGL, la multinazionale svizzera dell’energia che detiene, tra l’altro, il 21% delle quote azionarie della Ratia, la società che vuole trasformare la ex-Liquichimica di Saline Joniche in una centrale a carbone “pulito”. La centrale turbogas dovrebbe entrare in funzione nei prossimi mesi, nonostante abbia ricevuto un parere negativo dalla Commissione VIA regionale in quanto “non apporta modifiche al livello occupazionale dell’area interessata” e “la mancata realizzazione della centrale non comporta e non comporterà un deficit di produzione di energia elettrica, rispetto alla richiesta sulla rete regionale interna”. Il Ministro all’Ambiente non solo non ha tenuto conto di questo parere, ma ha addirittura autorizzato altre due centrali a San Ferdinando e Gioia Tauro. E poi ancora il Gruppo Sensi, il Gruppo Belleli, lride SpA e Sorgenia di De Benedetti, coinvolti nella realizzazione di un rigassificatore all’interno dell’area portuale. Certamente queste società avranno del gas a basso costo per le loro centrali, come previsto negli accordi, però gli alti rischi derivanti dalla presenza dell’impianto ricadranno interamente sulle popolazioni locali. Ma la Piana di Gioia Tauro è soprattutto la gigantesca discarica della Calabria, come ha stabilito l’Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale: questo meccanismo perverso, capace di passare sopra non soltanto le nostre teste, ma sulle stesse leggi dello Stato, imponendo a Gioia Tauro la costruzione di un inceneritore e, successivamente, del suo raddoppio. Saranno così bruciate 240.000 tonnellate annue di rifiuti "normali" più 30.000 speciali, causando l’emissione di diossine, di nanoparticelle, di ossidi di azoto, di monossido di carbonio, di sostanze che, respirate o ingerite attraverso gli alimenti, sono causa di tumori, leucemie, malformazioni al feto e tante altre patologie che si stanno diffondendo ed intensificando sempre più tra la popolazione della Piana. A questo si aggiunge la costante necessità di alimentare le fornaci dell’inceneritore, da qui i pericoli delle discariche di rifiuti “tal quali” e delle scorie dell’incenerimento, residui tossici il cui smaltimento è costosissimo. Il Commissariamento è un’esperienza piena di ombre, e in tal senso basti ricordare quanto affermato sia dal Pubblico Ministero De Magistris nell’ambito dell’inchiesta Poseidone, sia dall’ex Commissario, il Prefetto Antonio Ruggiero, sia dalla stessa Corte dei Conti. Milioni di euro di debiti ed altrettanti “scomparsi”, dipendenti fantasma, concessioni pilotate, manutenzioni costosissime ma inefficaci, interessi e cointeressi con le stesse società appaltanti. Al danno la beffa! Secondo la Veolia, la multinazionale francese leader mondiale nel settore dei servizi ambientali, “padrona” dell’acqua calabrese e proprietaria di fatto dell’inceneritore, saremmo noi, con le nostre denunce, ad avere interessi nascosti e poco puliti. Per contrastare queste devastazioni e per difendere la salute, i territori, i beni comuni Per costruire un modello alternativo a questo sviluppo che ci vogliono imporre, basato sul protagonismo popolare e la democrazia dal basso Per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili e rispettose dell'ambiente Per pretendere assolutamente uno studio di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) ed una valutazione ambientale strategica (V.A.S.) su tutta la Piana di Gioia Tauro al fine di verificare la sostenibilità ambientale di tutto il territorio, rispetto al funzionamento di tutti gli impianti già esistenti, in costruzione o previsti nella Piana di Gioia Tauro Per ottenere la moratoria sulla realizzazione del raddoppio dell’inceneritore e delle nuove centrali turbogas, rivedendo il Piano Regionale energetico e quello dei rifiuti, verificando dal punto di vista medico e tecnico-scientifico i rischi ambientali e tenendo realmente conto del parere e delle istanze avanzate dai comitati e movimenti sorti a tutela del territorio, dell’ambiente e della salute pubblica dei cittadini Per chiedere la fine di tutti i conflitti di interesse in materia ambientale tra chi gestisce inceneritori bruciando rifiuti e chi dovrebbe disincentivare tale politica attraverso la raccolta differenziata e la promozione del riuso e del riciclo Per respingere con forza l’idea che la Piana divenga la più grande pattumiera d’Italia, quando questo territorio, attraverso il suo grande porto, l’area industriale e il sistema agro-alimentare potrebbe esprimere enormi opportunità occupazionali e di crescita economica per l’intera Calabria PER TUTTE QUESTE RAGIONI abbiamo indetto uno sciopero generale ed una manifestazione nazionale a Gioia Tauro, il prossimo 22 dicembre 2007, seguendo un simbolico fil rouge che lega questa lotta a quella battaglia iniziata trent’anni fa per difendere la Piana. Nell’affermare il diritto a difendere lo nostra terra, facciamo appello a tutte le forze sociali, ai movimenti, alle comunità resistenti, ai comitati ed alle realtà di base, alle reti nazionali, all’associazionismo, al comparto agricolo, al mondo del lavoro, ai precari, ai disoccupati, al mondo studentesco, a tutte e tutti, per rafforzare questa battaglia di dignità e costruire questa mobilitazione. ‘a terra nosta nun s’adda tuccà!