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         <title>Indymedia Calabria</title>
         <subtitle>Tutte le ultime notizie pubblicate sul newswire a pubblicazione aperta.</subtitle>
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            <name>Indymedia Calabria</name>
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            <title>[RC] Scheda informativa sulla costruenda centrale a Carbone di Saline Joniche</title>
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            <updated>2008-07-23T21:10:51+04:00</updated>
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                        <summary type="html" xml:lang="it">La società che sta realizzando la nuova centrale a carbone di Saline Joniche (RC) è la &lt;b&gt;Rätia Energie (RE)&lt;/b&gt;, nata nel 2000 dalla fusione di Forze Motrici Brusio SA di Poschiavo con AG Bündner Kraftwerke di Klosters e Rhätische Werke für Elektrizität AG di Thusis e dal 2004 anche Aurax fa parte del Gruppo RE. La sede principale della società si trova a Poschiavo (&lt;b&gt;Svizzera&lt;/b&gt;), nel sud dei Grigioni, mentre le altre sedi si trovano a Klosters, a Samedan, a Ilanz e a Zurigo. A Milano e a Iserlohn (D) vi sono due filiali. </summary>
            <content type="html" xml:lang="it">&lt;b&gt;RE è una società integrata la cui principale attività consiste nel commercio nazionale e internazionale e nella distribuzione regionale di energia elettrica&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Dal dicembre del 2006 RE gestisce inoltre una centrale a gas a ciclo combinato di 400 MW a Teverola, vicino a Napoli&lt;/b&gt;. Nel 2006 il fatturato di Rätia Energie AG ammontava a 1,1 miliardi di euro, il risultato del gruppo a 48 milioni di euro e la somma di bilancio a 1,16 miliardi di euro, di cui 445 milioni costituiscono il capitale proprio. La società occupa attualmente circa 500 collaboratori e 60 apprendisti. I maggiori azionisti di Rätia Energie AG sono il Cantone dei Grigioni con una partecipazione del 46%, la Aare Tessin AG für Elektrizität (Atel) con circa il 25% e la Elektrizitäts-Gesellschaft Laufenburg AG (EGL) con circa il 21% delle azioni. Rätia Energie è quotata in borsa e responsabile per le attività in Italia è l’ing. Fabio Bocchiola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il progetto della centrale comprende 2 gruppi da 600 MW, per complessivi 1.200 MW, con &lt;b&gt;analoga tecnologia della centrale a carbone di Civitavecchia (Rm)&lt;/b&gt;, che utilizzino quale combustibile prevalente il carbone, integrato con una produzione del 5% del totale ricavata da biomassa. Il progetto della centrale ipotizza che, potenzialmente, il 100% della CO2 sia recuperabile &lt;b&gt;con un 20-25% di CO2 segregata e iniettata in depositi marini (?)&lt;/b&gt;. La spinta politica alla liberalizzazione del mercato italiano, attualmente dominato dall’ENEL, è stata certamente una delle precondizioni che ha spinto la società ad investire in Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terreno: la società RE ha già acquisito la quasi totalità dei terreni di pertinenza dell’area industriale dell’ex Liquichimica, compreso parte del Sito d’Importanza Comunitaria IT9350143 “Saline Ioniche” di 38 ettari di estensione.&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>[CSOA Cartella] Fiera delle Autoproduzioni Naturali + Concerto</title>
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            <updated>2008-07-23T18:54:19+04:00</updated>
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                        <summary type="html" xml:lang="it">Da questo appuntamento, la Fiera cresce con due nuovi spazi, dislocati tra i banchetti di produttori “naturali”, piccoli artigiani, associazioni, organizzazioni impegnate nel sostenere autoproduzione e circuiti alternativi.</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">La prima novità è rappresentata dai Laboratori dell’Autoproduzione, dove si potranno imparare – o rinfrescare la memoria – tecniche antiche per la produzione di accessori o la trasformazione di alimenti: questo mese si parla di sapone artigianale, per avere cura di sé rispettando la natura.&lt;br /&gt;
Il secondo spazio è dedicato al LIBeRO SCAMBIO: porta un libro che hai già letto – e che magari prende polvere inutilmente – e scambialo con un altro da leggere durante le vacanze.&lt;br /&gt;
La Fiera è anche punto di incontro e di socializzazione: dopo la consueta chiusura con la cena sociale, Mimì Sterrantino, accompagnato dagli Accusati, allieterà la serata con le sue canzoni.&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>Fiordalisi choc</title>
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            <updated>2008-07-23T08:47:27+04:00</updated>
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               <name>Totò</name>
               
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                        <summary type="html" xml:lang="it">Bravo Fiordalisi</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">Da calabria Ora 22 luglio 2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo quattordici lunghissimi anni, a Paola, presso il Tribunale, pubblici ministeri e polizia giudiziaria potranno usufruire nuovamente di una sala d’intercettazione telefonica,&lt;br /&gt;
in ossequio a quanto previsto dal codice di procedura penale.&lt;br /&gt;
E ciò grazie alla caparbietà di Domenico Fiordalisi, procuratore capo f.f. di Paola, il quale si era già battuto per raggiungere tale risultato nella sua qualità di segretario dell’Associazione&lt;br /&gt;
nazionale magistrati. Il consigliere Fiordalisi, applicato alla Dda di Catanzaro, che proprio oggi&lt;br /&gt;
andrà via da Paola per prendere servizio in qualità di procuratore capo della Procura di Lanusei, in Sardegna, ha quindi lasciato un ulteriore regalo alla comunità tirrenica, unitamente&lt;br /&gt;
ai tanti brillanti risultati di servizio registrati in questi anni. Non appena divenuto procuratore&lt;br /&gt;
f.f. di Paola, cioè poche settimane addietro, Fiordalisi ha centrato l’importante obiettivo che oggi&lt;br /&gt;
consentirà ai pm di arrestare le scarcerazioni per annullamento d’intercettazioni telefoniche dovute alla mancanza di una sala “ad hoc”. Il presidente della sottosezione&lt;br /&gt;
dell’Anm, Fiordalisi, il 7 maggio scorso aveva convocato un’assemblea dei magistrati del Tribunale e della Procura di Paola, nonché della sezione distaccata di Scalea, proprio&lt;br /&gt;
sul seguente ordine del giorno: “Problemi connessi alla mancata individuazione&lt;br /&gt;
ed attivazione dall’anno 1994 a tutto il mese di aprile 2008 della sala di intercettazione telefonica&lt;br /&gt;
nel Palazzo di Giustizia di Paola”. L’assenza della sala di intercettazione era stata infatti rimarcata in molteplici provvedimenti dei giudici del Tribunale di Paola.&lt;br /&gt;
Da ieri, pertanto, il palazzo di giustizia paolano avrà la sua sala di intercettazioni.&lt;br /&gt;
g. s.&lt;br /&gt;
&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>a Webstigna. Ovvero a jestigna all'epoca d'a Rete.</title>
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            <updated>2008-07-22T16:57:57+04:00</updated>
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               <name>spigawebs</name>
               
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                        <summary type="html" xml:lang="it">ari 21.00 dintr'u festival a Castigliune Cusentino.</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">Webstigna. Ovvero a jestigna all'epoca d'a Rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scene i panico. E si u pubblicu è all'altezza ci improvvisamu laiv nu doppiaggio al volo.&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>Fausto il &quot;cosentino&quot; (?!)</title>
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            <updated>2008-07-22T16:25:45+04:00</updated>
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               <name>ollè!</name>
               
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                        <summary type="html" xml:lang="it">Desta curiosita l'affermazione fatta ai cronisti da parte dell'ex tutto Fausto Bertinotti.</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">A diverse agenzie, l'erre moscia dice: “Quello che ho da dire al congresso di Rifondazione Comunista, lo dirò sabato mattina a Chianciano da delegato di base della Federazione di Cosenza…”&lt;br /&gt;
il resto è caccapupù... &lt;a href=&quot;http://blog.panorama.it/italia/2008/07/21/torna-fausto-lex-subcomandante-ora-e-soldato-semplice-e-direttore/&quot; title=&quot;http://blog.panorama.it/italia/2008/07/21/torna-fausto-lex-subcomandante-ora-e-soldato-semplice-e-direttore/&quot;&gt;http://blog.panorama.it/italia/2008/07/21/torna-fausto-...tore/&lt;/a&gt;&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>dibattito con Michele Pontolillo sulla mafia</title>
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            <updated>2008-07-22T10:05:22+04:00</updated>
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               <name>L'Avamposto degli Incompatibili</name>
               
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                        <summary type="html" xml:lang="it">un dibattito su una questione fondamentale</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.informa-azione.info/ferro_fuoco_e_catene_un_testo_di_michele_pontolillo&quot; title=&quot;http://www.informa-azione.info/ferro_fuoco_e_catene_un_testo_di_michele_pontolillo&quot;&gt;http://www.informa-azione.info/ferro_fuoco_e_catene_un_...lillo&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una breve introduzione di carattere generale, prima di passare ad analizzare dal mio punto di vista cosa è la mafia e le varie organizzazioni che si riassumono con questo termine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dico subito che non condivido l'impostazione di Pontolillo, sopratutto non condivido tutta quella parte, roboantemente retorica che inneggia alle qualità VIRILI di mafia,'ndrangheta, camorra, sacra corona unita e così via. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non le condivido non solo perché come donna trovo che queste presunte qualità VIRILI sono state e continuano ad essere la rovina del mondo, e il motivo per cui poi etnie e nazioni si scannano; non le condivido perché sono categorie reazionarie e tutte facenti parti di una logica militare e gerarchica che è appunto l'essenza del potere mafioso.......&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il resto su&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.controappunto.org/documentipolitici/corr_pon.html&quot; title=&quot;http://www.controappunto.org/documentipolitici/corr_pon.html&quot;&gt;http://www.controappunto.org/documentipolitici/corr_pon....html&lt;/a&gt;&lt;BR&gt;
</content>
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            <category term="Opinioni" />
            
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            <title>Lavoratori dell'Istituto Papa Giovanni davanti la Curia (+Cantafora)</title>
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            <updated>2008-07-21T21:15:59+04:00</updated>
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               <name>da nuovacosenza.com</name>
               
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                        <summary type="html" xml:lang="it">E' timidamente tornato sulla scena il prode Alfredo Cantafora</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">&lt;br /&gt;
Istituto Papa Giovanni, i lavoratori in piazza&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I lavoratori dell’Istituto Papa Giovanni in pia zza protestano davanti la Curia Cosentia. Nunnari “Se gara non assegnata, libri in Tribunale”&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
21 lug 08 Mattinata movimentata davanti la curia arcivescovile di Cosenza dove sono affluiti quasi tutti i lavoratori dell’Istituto Papa Giovanni, da sei mesi senza stipendio e con un futuro tutto da decifrare. La protesta sotto il portone ha fatto si che Mons. Nunnari scendesse tra in piazza a parlare con i lavoratori. Tensione urla e molto lavoro per le forze dell’ordine schierate davanti il portone dell’Arcivescovado. Tra i motivi della protesta la mancata corresponsione degli acconti di stipendio, si perché da tempo i lavoratori ne ricevono solo il 50%, a fra data gennaio 2008, cioè sei mesi fa ed il futuro del loro posto di lavoro. “Dopo le diverse promesse ricevute, hanno sostenuto a gran voce i lavoratori in piazza, dalle varie cariche istituzionali succedutesi alla Regione ancora oggi non si sa di che morte morremo”. Infatti la gara per la cessione dell’istituto indetta dalla Fondazione che ne è proprietaria di concerto con la Regione, ancora non è stata completata perché solo il 28 di luglio verranno aperte le buste dei cinque proponenti. Una situazione, ha definito Mons Nunnari, che se non si sblocca potrebbe culminare con la chiusura dello stesso portando dunque i libri in Tribunale. Nella concitazione del tentativo di colloquio l’Arcivescovo ha altresì annunciato le dimissioni irrevocabili del commissario Belmonte, da lui nominato, e l’intenzione di dare il mandato alla dottoressa Signorelli magistrato del Tribunale di Paola. Impossibilitato al colloquio il Vescovo ha ricevuto in curia le forze sindacali e la stampa a cui ha sbottato “Non posso risolvere la questione da solo. I primi soldi che ci saranno andranno ai lavoratori ma, ha aggiunto il capo della Chiesa cosentina, mi vergogno di quanto accaduto, che un prete abbia rubato dei soldi ai poveri”. Confidando nella veloce opera della Magistratura l’alto prelato ha poi lasciato i convenuti incontrando ad uno ad uno i rappresentanti sindacali presenti. Nella stessa riunione dal dirigente della Regione Antonino Bonura, presente con il Vescovo in piazza, è stato assicurato il pagamento d aparte del dipartimento delle politiche sociali della Regione di una tranche di 500.000 per gli stipendi. Dura la condanna, invece delle RSU aziendali che, stanchi di attese e rinvii di giorno in giorno hanno annunciato per i primi di agosto, se la situazione non si sblocca, di non recarsi più al lavoro.&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>il sud ribelle ti aspetta</title>
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            <updated>2008-07-21T17:40:10+04:00</updated>
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               <name>Berlusconi il sud ti aspetta</name>
               
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                        <summary type="html" xml:lang="it">Il sud ribelle ti aspetta</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">CLAUDIO SARDO Roma. Silvio Berlusconi ha ormai fissato in mente il suo «progetto» ottimale per il G8 del 2009. Prima fase alla Maddalena, con l’arrivo dei leader e le riunioni iniziali. Seconda fase, con ancora gli otto Grandi come protagonisti, a bordo di una nave da crociera che dal nord della Sardegna fa rotta verso il golfo di Napoli dopo aver mostrato le immagini della Costa Smeralda. Terza fase, quella aperta ai leader dei Paesi emergenti e dell’Africa, nei più prestigiosi siti di Napoli e della Campania, dal museo Capodimonte alla Reggia di Caserta, che già nel 1994 fu il suggestivo scenario conclusivo dell’allora G7. Non è detto che il progetto sia davvero realizzabile. Dovrà passare impegnativi esami di fattibilità. Certamente, quello degli stati maggiori militari che devono garantire la sicurezza. Le difficoltà maggiori però stanno nei costi e nella logistica: bisognerà attrezzare adeguatamente non più soltanto la Maddalena (che ha già un ritardo rispetto alla tabella di marcia) ma anche Napoli, e bisognerà spostare 7-8mila persone, in un giorno dalla Sardegna in Campania. Poi ci sono anche problemi politici. Primo fra tutti: l’assoluta determinazione della Sardegna e della giunta Soru a tenersi il G8, come deciso da tempo. L’anno prossimo, prima del vertice, ci saranno le elezioni regionali. E Soru, in caso di trasloco del G8, è pronto a fare una campagna elettorale contro il governo in nome del patriottismo regionale. Berlusconi vuole evitare un simile scontro. Anche per questo ha immaginato le tre tappe e comunque ritiene di assolvere all’impegno con la Sardegna portando i Grandi alla Maddalena per l’esordio del vertice. Peraltro, questa decisione del governo Prodi non l’ha mai pienamente convinto. La Maddalena offre una bella cartolina della Sardegna. I lavori previsti - tra l’altro, la costruzione di un grande albergo di cui non è stata ancora posata la prima pietra - dovrebbero rappresentare l’avvio di un nuovo lancio turistico dell’isola, dopo la chiusura della base militare. Berlusconi però vuole qualcosa di più: immagini che sappiano valorizzare anche i siti storici dell’Italia. Da qui l’assillo per Napoli. Che si combina con il desiderio di «riscattare» il discredito mondiale per l’emergenza rifiuti. «Anche nel ’94 - ripete il premier - il G7 fu un’occasione di riscatto per la città. Oggi potrebbe diventarlo per l’Italia». Fosse per Berlusconi, probabilmente sposterebbe l’intero G8 a Napoli e in Campania. E non è detto che non finisca così, se il trasferimento dei seguiti fosse impossibile e se la protezione della crociera dei leader costringesse i militari a una insostenibile invasione del Tirreno, con portaerei, sommergibili e quant’altro. Intanto però la Sardegna fa pressing. Renato Soru è pronto a presentare siti regionali alternativi (a partire da Fort Village a Santa Margherita di Pula). E Guido Bertolaso, capo dell’«unità grandi eventi» della protezione civile, ha assicurato che i ritardi fin qui accumulati possono essere recuperati. Berlusconi ha fissato entro ferragosto la decisione finale. Da settembre si entra nella fase operativa. La data del G8 è inizio luglio 2009. E il premier pretende che la verifica sul «suo» piano sia, ovviamente, prioritaria. Per il G8 tra seguiti dei leader, giornalisti e addetti alla sicurezza si prevede un movimento di 20mila persone. Il progetto in tre tappe del premier consentirebbe a diverse migliaia di ospiti di approdare direttamente in Campania, già collaudata per l’accoglienza. La grossa incognita resta legata allo spostamento di 7-8mila persone dalla Maddalena a Napoli. È il problema più complicato da risolvere. Per la crociera dei Grandi invece nessun problema: Berlusconi, che è un esperto della meteria, ha già individuato la nave: mille camere, di cui 250 di lusso, 8 ristoranti. Costo: due milioni di euro. Ma l’altra sera ai ministri ha aggiunto: «Posso farmi fare uno sconto del 50%». &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
da Il Mattino del 20 luglio 2008&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>Ponte sullo Stretto, tutti all'opera!</title>
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            <updated>2008-07-21T17:21:47+04:00</updated>
            <author>
               <name>Indymedia Calabria</name>
               
            </author>
                        <summary type="html" xml:lang="it">&lt;img src=&quot;http://calabria.indymedia.org/attachments/jul2008/il_ponte.jpg&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;300&quot;&gt;
&lt;p&gt;Ripartono le grandi opere, non solo &lt;a href=&quot;http://calabria.indymedia.org/article/2151&quot;&gt;in Calabria&lt;/a&gt; ma anche a &lt;a href=&quot;http://www.nodalmolin.it&quot;&gt;Vicenza&lt;/a&gt; e in &lt;a href=&quot;http://www.notav.eu&quot;&gt;Val di Susa&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">&lt;p&gt;Con la decisione da parte del precedente governo, di non liquidare la
Stretto di Messina Spa, ecco che oggi il ponte sullo stretto &lt;a
 href=&quot;http://calabria.indymedia.org/article/2243&quot;&gt;ritorna
d'attualità&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;un ex generale dei Carabinieri,&amp;nbsp;&lt;a
 href=&quot;http://calabria.indymedia.org/article/2497&quot;&gt;Andrea
Pappalardo&lt;/a&gt; diventa neo-consigliere d'amministrazione della
Stretto di Messina Spa;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;uno &lt;a href=&quot;http://calabria.indymedia.org/article/2491&quot;&gt;strano
processo&lt;/a&gt; in corso a Roma - ponte, pizza e Canada connection;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;i &lt;a href=&quot;http://calabria.indymedia.org/article/2290&quot;&gt;padrini
del ponte&lt;/a&gt;: Pesenti, Impregilo e Condotte.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;
Tutti al lavoro, quindi, per questa magnifica opera, &lt;a
 href=&quot;http://calabria.indymedia.org/article/2290&quot;&gt; borghesia
mafiosa&lt;/a&gt; in
prima linea!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LINK UTILI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt; Il sondaggio taroccato della Regione Sicilia: &lt;a 
href=&quot;http://www.nopontestrettomessina.it/images/stories/sondaggio.asp.html&quot;&gt;Falso
in sito pubblico&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a 
href=&quot;http://www.comune.villasangiovanni.rc.it/forum/viewtopic.php?p=6156#6156&quot;&gt;Rassegna
stampa nazionale sul ponte&lt;/a&gt; (dal sito del comune di Villa S.
Giovanni)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.terrelibere.org/noponte/&quot;&gt;Osservatorio
No Ponte - terrelibere.org&lt;/a&gt; - Il progetto del ponte &lt;a
 href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_sullo_Stretto_di_Messina&quot;&gt;su
wikipedia&lt;/a&gt; - &lt;a 
href=&quot;http://www.nopontestrettomessina.it/&quot;&gt;nopontestrettomessina.it&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;BR&gt;
</content>
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            <category term="Feature" />
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            <title>processo DNA - Francia</title>
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            <updated>2008-07-21T02:14:34+04:00</updated>
            <author>
               <name>refusADNrouen</name>
               <email>refusadnrouen aa no-log org</email>
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                        <summary type="html" xml:lang="it">Se volete firmare a suo sostegno, potete farlo all'indirizzo &lt;a href=&quot;http://www.petitiononline.com/RefusADN/petition.html&quot; title=&quot;http://www.petitiononline.com/RefusADN/petition.html&quot;&gt;http://www.petitiononline.com/RefusADN/petition.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">&lt;br /&gt;
Fermato per affissione abusiva di manifesti il 16 maggio 2007, ad Alexandre Grué è stato richiesto anche un prelievo biologico di DNA destinato al Fichier National Automatisé des Empreintes Génétiques (FNAEG). Creato nel 1998, il FNAEG conteneva all'origine i genotipi dei 'delinquenti sessuali' e delle persone condannate per violenza. Dopo il 2001 e il 2003 (le Loi sur le Sécurité Quotidienne et Intérieure, LSQ e LSI) i campi d'applicazione del prelievi si sono considerabilmente allargati. Fino a estendersi persino per la realizzazione di un graffito, per esempio. Tuttavia il prelievo non può essere effettuato senza che la persona interessata firmi un foglio in cui dichiara di accettare il prelievo. Ed è quello che ha rifiutato di fare Alexandre. Giudicato nel giugno 2007, è stato rilasciato: il Tribunale ha considerato che il dossier non dava alcuna ragione per effettuare tale prelievo. Ma la procura ha fatto appello. Il secondo processo avverrà il 23 luglio 2008 al Palazzo di Giustizia di Rouen.&lt;br /&gt;
Se volete firmare a suo sostegno, potete farlo all'indirizzo &lt;a href=&quot;http://www.petitiononline.com/RefusADN/petition.html&quot; title=&quot;http://www.petitiononline.com/RefusADN/petition.html&quot;&gt;http://www.petitiononline.com/RefusADN/petition.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;BR&gt;
</content>
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            <category term="Comunicati" />
            
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            <title>Protesta contro il Papa a Sydney</title>
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            <updated>2008-07-21T00:38:15+04:00</updated>
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               <name>indyano internazionalo</name>
               
            </author>
                        <summary type="html" xml:lang="it">Alcune migliaia di manifestanti gay e non si sono riuniti a Sydney, per contestare il papa, che si trova in Australia per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcune fotografie da Indymedia Sydney </summary>
            <content type="html" xml:lang="it">La manifestazione è stata pacifica, e i manifestanti hanno richiesto maggiore laicità, riconoscimento da parte della Chiesa dei diritti dei gay e hanno protestato contro l'atteggiamento della Chiesa nei confronti dell'uso del preservativo.&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>Notizie di Mauro Rossetti Busa da Poggioreale</title>
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            <updated>2008-07-20T19:58:02+04:00</updated>
            <author>
               <name>Mauro</name>
               
            </author>
                        <summary type="html" xml:lang="it">Negati i domiciliari a Mauro nonostante le sue gravissime condizioni di salute.&lt;br /&gt;
</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">Mauro comunica che il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha respinto la sua istanza di concessione degli arresti domiciliari per motivi di salute.L’istanza è stata dichiarata inammissibile per la serie e il tipo dei reati commessi (per i quali, peraltro, Mauro ha pagato abbondantemente) e il suo gravissimo stato di salute non è stato neanche preso in considerazione.&lt;br /&gt;
D’altro canto Mauro, allo stato, non avrebbe neanche una casa dove poter andare, poiché la compagna che si era offerta di ospitarlo non è piu’ disponibile.&lt;br /&gt;
A questo proposito Mauro così scrive:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io ho sempre cercato di essere una persona coerente, ma soprattutto sono sempre stato fin troppo aperto e sincero verso le persone. Ma penso che qualche persona abbia frainteso il mio modo di essere, forse credendo che io sia un ingenuo che non arriva a capire gli altri, al di là di quello che mi vogliono dire.&lt;br /&gt;
Non faccio il nome di questa compagna, con cui ho avuto un vivace scambio epistolare. Fu lei a scrivermi per prima, manifestandomi la sua solidarietà per la mia lotta ed io ho risposto alle sue bellissime lettere piene di affetto e premure. Tra l’altro, fu una bellissima corrispondenza perché tra noi sembrava nato un rapporto di bene, di amicizia e di solidarietà.&lt;br /&gt;
Lei si era offerta di prendermi nella casa in cui abitava da sola, dicendomi che si poteva benissimo anche vivere in tre (eventualmente anche con la figlia) e che non avrebbe avuto alcun problema ad assistere una persona gravemente ammalata come me perché sarebbe stata felice di convivere con un amico-compagno che l’aiutasse a vincere la solitudine e le sue paure.&lt;br /&gt;
Non solo, lei mi disse che voleva venire a fare dei colloqui in carcere e mi incitò a chiedere la detenzione domiciliare a casa sua.&lt;br /&gt;
All’improvviso, questa compagna ha cominciato a fare marcia indietro accampando dei pretesti.&lt;br /&gt;
Ebbene, io voglio dire chiaramente ai compagni che non voglio essere di peso per alcuno anche se cerco chi possa ospitarmi nell’eventualità (ormai molto remota perché non farò piu’ richiesta di arresti domiciliari e, purtroppo, ho altre condanne incombenti) che io un giorno esca dal carcere.&lt;br /&gt;
Pertanto, voglio dire a questa compagna che non deve sentirsi in colpa se ha fatto marcia indietro rispetto alle decisioni che mi aveva comunicato; soltanto me lo poteva dire prima, con sincerità e senza tanti giri di parole e pretesti: lei ha studiato molto, ma io ho l’intelligenza per capire le cose!&lt;br /&gt;
Capisco che non è facile accettare un compagno “estraneo” in casa, specialmente quando si è a conoscenza che è gravemente ammalato…è stato difficile farmi accettare perfino dai miei fratellastri e mia sorella addirittura mi buttò fuori di casa!&lt;br /&gt;
Detto questo, carissima compagna,visto che dici di avere un sacco di problemi e di cose da fare, tanto che non riesci piu’ a scrivermi, ho preferito non inviarti questa lettera ma renderla pubblica e ti auguro di poter ritrovare pace e serenità con te stessa.&lt;br /&gt;
Un mio sincero abbraccio e un saluto comunista e anarchico.&lt;br /&gt;
Mauro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>sette anni senza verità, sette anni senza giustizia</title>
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            <updated>2008-07-20T17:49:05+04:00</updated>
            <author>
               <name>mtms</name>
               
            </author>
                        <summary type="html" xml:lang="it">A distanza di sette anni dal brutale e tuttora impunito assassinio di Carlo Guliani, il sole non ha ancora sciolto il blocco nero che ci portiamo in cuore</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">&lt;em&gt;Chi siamo noi? Ora siamo il mare, il mare nero che si scatena.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt; --Alessio Lega&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi, domenica 20 luglio 2008, ricorre il settimo anniversario del&lt;br /&gt;
brutale e tuttora impunito assassinio di &lt;strong&gt;Carlo Giuliani&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre appaiono sempre pi&amp;ugrave; flebili le speranze che verit&amp;agrave; e giustizia si&lt;br /&gt;
facciano strada anche nelle aule di tribunale (la sentenza di primo&lt;br /&gt;
grado al processo su Bolzaneto &amp;egrave; illuminante al riguardo), vogliamo&lt;br /&gt;
ricordare a modo nostro le giornate di Genova, senza troppa retorica,&lt;br /&gt;
riportando, nella prossima sezione di questa newsletter, il testo della&lt;br /&gt;
canzone &quot;Dall'ultima galleria&quot; di &lt;strong&gt;Alessio Lega&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.alessiolega.it/mp3/galleria.mp3&quot; title=&quot;http://www.alessiolega.it/mp3/galleria.mp3&quot;&gt;http://www.alessiolega.it/mp3/galleria.mp3&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://venditordisassi.splinder.com&quot; title=&quot;http://venditordisassi.splinder.com&quot;&gt;http://venditordisassi.splinder.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.myspace.com/alessiolegamokacyclope&quot; title=&quot;http://www.myspace.com/alessiolegamokacyclope&quot;&gt;http://www.myspace.com/alessiolegamokacyclope&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;...restate in ascolto...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
DALL'ULTIMA GALLERIA&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;E poi dall'ultima galleria&lt;br /&gt;
sembra mai pi&amp;ugrave; poter riaprirsi il sole&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e quando luccica dal fondale&lt;br /&gt;
sopra la rugginosa ferrovia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
dalle budella della grande vedova&lt;br /&gt;
diritto in faccia ad un muro alto&lt;br /&gt;
Porta Principe in un sussulto&lt;br /&gt;
ti vomita addosso a Genova...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io quando torner&amp;ograve; a Genova per prima cosa col caff&amp;egrave; di rito&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
nel piazzale della stazione, dal baracchino il passo addormentato&lt;br /&gt;
lo muover&amp;ograve; per riconquistare la dignit&amp;agrave; di me stesso al mondo&lt;br /&gt;
ed il dovere di camminare a testa alta guardando il fondo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
guardare in fondo, guardare il mare, guardare il punto fermo&lt;br /&gt;
sull'abisso&lt;br /&gt;
vedere tutto tornare, urlare, fronte spezzata da un chiodo fisso&lt;br /&gt;
fronte spaccata, fronte diviso, fonte che annega al pozzo San Patrizio&lt;br /&gt;
il mare rosso del nostro sangue plebeo che soffoca nel precipizio&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando ritorneremo a Genova ritorneremo sopra la criniera&lt;br /&gt;
bianca dell'onda che si frange al frangiflutti che mangia la sera&lt;br /&gt;
e sfiora il senso del presente, della memoria che si schianta&lt;br /&gt;
quando Genova ritorner&amp;agrave; quella del giugno del sessanta&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando ritorneremo a Genova, quando Genova sar&amp;agrave; tornata&lt;br /&gt;
quando torno, torno al nostro inverno la resistenza sar&amp;agrave; dichiarata&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
quando in tutto quest'inferno ritroveremo i nostri sentimenti&lt;br /&gt;
verremo in braccio alla natura, verremo sopra i quattro elementi...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi siamo noi? Ora siamo il mare, il mare nero che si scatena&lt;br /&gt;
che si rovescia sopra al porto, sopra al porco che lo avvelena&lt;br /&gt;
il mare pi&amp;ugrave; salato che ci avete fatto lacrimare&lt;br /&gt;
date un bacio ai vostri candelotti, giusto prima di affogare&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi siamo noi? Ora siamo il vento che non potete pi&amp;ugrave; fare ostaggio&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
aria libera dai mulini, dalla catena di montaggio&lt;br /&gt;
il vento che ti spazzer&amp;agrave; via, canceller&amp;agrave; l'orma dei tuoi passi&lt;br /&gt;
che schianter&amp;agrave; muri e sbarre scatenandosi per Marassi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi siamo noi? Ora siamo il fuoco che non avete mai domato&lt;br /&gt;
quello che brucia in fondo agli occhi di questo triste supermercato&lt;br /&gt;
quello che cortocircuita i fili dell'allarme e del divieto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
mentre noi spargeremo sale sulle rovine di Bolzaneto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chi siamo noi? Ora siamo la notte, la luna persa dei disperati&lt;br /&gt;
dice il poeta &quot;Quande cade un uomo si rialzano i mercati&quot;&lt;br /&gt;
e per quest'uomo di eterna notte, per questa luce che se ne muore&lt;br /&gt;
aspettiamo che il sole sciolga il blocco nero che portiamo in cuore...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando ritorner&amp;ograve; a Genova dal baracchino del caff&amp;egrave; di rito&lt;br /&gt;
l'antico samovar della tristezza, che sta bollendomi dentro al fiato&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
questo dolore che mi ha tradito l'enorme sagoma del lutto&lt;br /&gt;
il mio tormento che ho malcelato e queste lacrime che tengo stretto&lt;br /&gt;
e in una Genova liberata, senza chiusura, senza sgomento&lt;br /&gt;
senza sott'occhio la via di fuga, senza furore, senza spavento&lt;br /&gt;
avr&amp;agrave; senso cadere in ginocchio, alzare e prendersi le mani&lt;br /&gt;
piangere in piazza Alimonda... pardon in Piazza Carlo Giuliani...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ULTIMI SET FOTOGRAFICI&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Banda di Avola @ Soleamaro - 19.07.08&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://mtms.wordpress.com/2008/07/19/banda-di-avola-soleamaro&quot; title=&quot;http://mtms.wordpress.com/2008/07/19/banda-di-avola-soleamaro&quot;&gt;http://mtms.wordpress.com/2008/07/19/banda-di-avola-sol...amaro&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606266398748&quot; title=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606266398748&quot;&gt;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606266398748&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Live Music best shots&lt;/strong&gt; (selezione)&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606010825702&quot; title=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606010825702&quot;&gt;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606010825702&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Seppia works&lt;/strong&gt; (viraggi)&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606118829592&quot; title=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606118829592&quot;&gt;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606118829592&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Morrison's best shots&lt;/strong&gt; (selezione)&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606010832678&quot; title=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606010832678&quot;&gt;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606010832678&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Soleamaro best shots&lt;/strong&gt; (selezione)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606015700251&quot; title=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606015700251&quot;&gt;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606015700251&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Ska-ena best shots&lt;/strong&gt; (selezione)&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606015705363&quot; title=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606015705363&quot;&gt;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606015705363&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Salvo Barchi Memorial&lt;/strong&gt; (selezione)&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606055769007&quot; title=&quot;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606055769007&quot;&gt;http://www.flickr.com/photos/mtms/sets/72157606055769007&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>Oreste Scalzone per Marina Petrella, 17 luglio 2008 per ANSA</title>
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            <updated>2008-07-20T15:15:55+04:00</updated>
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               <name>Oreste Scalzone</name>
               
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                        <summary type="html" xml:lang="it">&quot;Visti gli ultimi sviluppi della vicenda di Marina Petrella, voglio dare un consiglio ai capifila della società politica italiana......&quot;</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">&quot; ...... Consiglio, beninteso, interessato, certo non nel senso dell’interesse privato, ma in quello di centinaia di antichi &quot;insorti&quot;, compagni di destino. Ma che – può succedere in rari casi, quelli in cui si può evitare che &quot;una guerra si risolva nella rovina di tutte le parti in conflitto&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Farebbero bene a riunirsi tutti, un giorno, attorno a una tavola: il Presidente della Repubblica, quelli delle due Camere, il capo del Governo, i capipartito – Berlusconi e Veltroni, Bossi e Fini e Casini e chi per o con loro (e magari anche –per il richiesto – degli ex- come Bertinotti, e altri). Potrebbero decidere di eliminare alla radice il cancro del contenzioso penale infinito come postumo permanente dei cosiddetti &quot;anni di piombo&quot;, di cui vicend come quella di Persichetti, Algranati, Battisti e Putrella sono vere e proprie metastasi : questo sarebbe certo liberatorio per noialtri, ma al contempo eviterebbe a loro di collezionare imbarazzi e frustrazioni, attiratisi volendo incrudelire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dovrebbero ripescar come minimo l’indulto del ’97, che prevedeva il riassorbimento del sovra-sanzionamento legato alle aggravanti &quot;per motivi di terrorismo ed eversione&quot;, lesivo in permanenza del diritto eguale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altrimenti, per troppo voler stringere, a voler raschiare il fondo del barile finiranno a dare ’come il morso di un cane su una pietra’.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al link indicato qua sotto anche un filmato : &lt;br /&gt;
&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>Chi ordinò quella infame operazione di polizia?</title>
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            <updated>2008-07-20T03:08:57+04:00</updated>
            <author>
               <name>l'incarcerato</name>
               <email>incarcerato@gmail.com</email>
            </author>
                        <summary type="html" xml:lang="it">La Storia ci ha già risposto.</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">Ancora una volta sono rimasto deluso. Un giornale che dovrebbe essere di sinistra come la Repubblica ha intitolato il verdetto dei fatti della caserma di Bolzaneto come &quot;mite&quot; sentenza. Io non riesco a chiamare &quot;mite&quot; una sentenza che non ha condannato nemmeno la metà degli inquisiti. E quelli condannati si sono presi tre anni di galera che, grazie all'indulto, non li sconteranno. Molti di loro erano semplici poliziotti, ma nel frattempo hanno fatto carriera e alcuni di loro sono diventati perfino questori, non oso immaginare come gestiranno le città.&lt;br /&gt;
Il governo di allora è quello di adesso, l'allora ministro degli interni che aveva gestito la situazione è ora ministro dello &quot;sviluppo&quot; economico e si appresta a far costruire le centrali nucleari, la sua opera distruttrice non si è mai esaurita. L'allora capo della polizia De Gennaro, quello che istigò a testimoniare il falso i poliziotti che erano entrati a massacrare gli occupanti della scuola Diaz, dirige &quot;solamente&quot; il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, ed è &quot;semplicemente&quot; un dipartimento dei Servizi Segreti. E attenzione, la sua promozione non è stata ricevuta da Berlusconi, ma da Prodi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è una sentenza mite, è una sentenza che ha semplicemente avvallato la sconfitta di quel bellissimo movimento, una sentenza che non ha reso giustizia nemmeno alla memoria di Carlo Giuliani, il quale se fosse stato vivo forse avrebbe ricevuto una condanna per disordine pubblico di massimo due anni. Perchè così avevano condannato alcuni manifestanti. Questo ragazzo,invece, era stato brutalmente ucciso.&lt;br /&gt;
La sentenza ha detto chiaramente che la tortura non c'è stata. Ovvio, la tortura in questo anomalo Paese non è considerato reato! Questo è il livello di democrazia che c'è nel nostro Bel Paese. Ringraziamo le &quot;camice verdi&quot;della Lega per avere questa legge che non vieta l'utilizzo delle torture.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indymedia ha scritto un articolo con una domanda ben precisa : Chi ordinò quella infame operazione di polizia?&lt;br /&gt;
Io ho voglia di rispondere non su chi ordinò quell'operazione, ma sul perchè!&lt;br /&gt;
La risposta è tristemente semplice, è stata una vendetta, una squallida rivincita. La repressione non c'è stata solamente perchè quel movimento bisognava farlo sparire, non soltanto perchè faceva paura ai potenti del mondo. E sapete benissimo che non è un esagerazione visto che all'epoca un giornale come il Times considerò il movimento no global come la seconda potenza mondiale.&lt;br /&gt;
Esiste anche un altra motivazione e basta rivedere un po' la storia recente.&lt;br /&gt;
Nel 1960 l'allora governo Tambroni formò un governo con l'aiuto dell'MSI e quindi ci furono proteste enormi contro quel governo che aveva aperto le porte ai neofascisti. In effetti quel governo faceva paura per il modo di fare molto autoritario!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel maggio del 1960 il Movimento sociale italiano decise di convocare il suo quinto congresso a Genova, decisione che fu giudicata da più parti provocatoria in quanto da questa città, decorata medaglia d'oro della Resistenza, era partita l'insurrezione del 25 aprile. A peggiorare la situazione intervenne la notizia che ai lavori del congresso avrebbe partecipato anche Carlo Emanuele Basile prefetto repubblichino della città, tristemente noto per i suoi editti che causarono la deportazione di almeno 2.000 operai rei di sciopero bianco.&lt;br /&gt;
E allora ci fu una grandissima manifestazione organizzata da gente comune, da partigiani, da tutte le forze antifasciste.&lt;br /&gt;
Al tentativo di sciogliere la manifestazione da parte della polizia, i manifestanti rovesciarono e bruciarono le jeep, eressero barricate e di fatto si impadronirono della città, costringendo i poliziotti a trincerarsi nelle caserme. In piazza De Ferrari venne acceso un rogo per bruciare i mitra sequestrati alle forze dell'ordine. Il prefetto di Genova era stato costretto ad annullare il congresso fascista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Era stata una grande vittoria da parte del movimento antifascista nella lontana Genova del 1960. Nella Genova del 2001 c'è stata semplicemente una squallida rivincita da parte di quelle forze sconfitte. Non a caso ci fu un forte accanimento contro persone inermi, non a caso l'odio fu fomentato da &quot;onorevoli&quot; provenienti dal movimento sociale, infatti non a caso c'erano presenze improprie nelle sale operative come Fini e Ascierto. Quest'ultimo è tristemente noto per essersi lasciato scappare una frase, sicuramente dettata dal suo cuore che batte a destra :« Forse se ci fosse stato qualcuno più esperto, ne avrebbe ammazzato più di uno. »&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora chi ordinò quella infame operazione di polizia? Una risposta giudiziaria non l'avremo mai. La Storia ci ha già risposto!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://incarcerato.blogspot.com/&quot; title=&quot;http://incarcerato.blogspot.com/&quot;&gt;http://incarcerato.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>Michele Fabiani rilasciato ai domiciliari</title>
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            <updated>2008-07-19T23:36:02+04:00</updated>
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                        <summary type="html" xml:lang="it">18/7 Michele è stato rilasciato ai domiciliari!</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">Michele Fabiani è stato rilasciato agli arresti domiciliari, dopo quasi 9 mesi di prigione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rassegna Stampa:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
articolo tratto da qui&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci sarebbe stata una svolta clamorosa nelle indagini difensive dei legali di Michele Fabiani. A breve tutti i dettagli relativi alla novità giudiziaria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Michele Fabiani sconterà gli arresti domiciliari in una parrocchia di Terni dov'è presente un sacerdote a cui è legato sin dall'infanzia. Lo annuncia il papà del ventunenne arrestato nell'ambito dell'operazione Brushwood, Aurelio Fabiani. &quot;Per tutti noi è un giorno importante - spiega - anche se ancora non conosciamo le indicazioni sulla possibilità di poterlo vedere, in che orari e che modo&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Tra Michele e questo sacerdote che lo ospiterà - evidenzia Carmelo Parente, difensore del giovane spoletino - c'è un rapporto di stima reciproca, si conoscono da quando lui era un ragazzino e questo sacerdote ha seguito Michele nelle attività di volontariato che in passato ha svolto&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sulle cause che hanno portato i giudici a decidere la scarcerazione dello spoletino - con una sentenza arrivata dopo 5 giorni dall'udienza - si fanno le prime ipotesi. In primis la chiusura delle indagini, ma anche nuovi elementi portati dalla difesa. Sulle motivazioni certe che però hanno portato a concedere i domiciliari a Michele si saprà qualcosa di preciso soltanto nei prossimi giorni. (S.F.) (aggiornato alle 14.56 e modificato alle 16.43)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa sera alle ore alle 19.30 con replica alle 20.25 (Umbria TV e su Sky al canale 943) le prime dichiarazioni dell'avvocato Carmelo Parente. (aggiornato alle 15.40)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Tribunale della Libertà di Perugia ha revocato l'ordine di custodia cautelare nei confronti di Michele Fabiani, uno dei 5 giovani finiti nel mirino dell'inchiesta Brushwood e fino ad oggi detenuto nel carcere di massima sicurezza di Sulmona. La notizia è stata annunciata agli avvocati di Fabiani, Carmelo Parente e Marco Lucentini, solo poco fa. A quanto è dato sapere, Michele sarebbe in viaggio per Spoleto dove sconterà gli arresti domiciliari, presumibilmente nella casa della nonna in un comune del comprensorio spoletino. Solo fra qualche giorno si conosceranno i motivi della decisione del collegio giudicante perugino. (C.C.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Più tardi tutti gli aggiornamenti su questa notizia e i primi commenti e reazioni della città.&lt;BR&gt;
</content>
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            <title>Smantellamento dell'ex Liquichimica di Saline Joniche: i rifiuti in una cava abusiva</title>
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            <updated>2008-07-19T23:23:43+04:00</updated>
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                        <summary type="html" xml:lang="it">CFS R.CALABRIA SEQUESTRA CAVA ABUSIVA E DENUNCIA 4 PERSONE</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">(AGI) - Reggio Calabria, 18 lug. - Una grossa cava abusiva è stata individuata e sequestrata dal Corpo Forestale dello Stato in localitaà’ Lacco di Melito Porto Salvo a poca distanza dalla sponda della Fiumara di Melito in una zona sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico e ambientale. I materiali depositati nel fondo della cava, secondo quanto accertato, provengono dalle attività di demolizione di strutture edilizie facenti parte del complesso industriale dell’ex Liquichimica di Saline Ioniche (Reggio Calabria). Nel sito sono stati sorpresi ad operare camion e macchine per movimenti di terra. Sono state inoltre individuate e denunciate a piede libero all’Autorità Giudiziaria 4 persone ritenute responsabili degli illeciti e si è proceduto al sequestro dell’intera area e degli automezzi. Il sequestro rientra nei servizi predisposti dal Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato di Reggio Calabria, finalizzati all’accertamento e alla repressione di reati ambientali. Insospettita dai rumori e dal continuo transito di camion carichi di materiali, una pattuglia del Corpo forestale si è trovata di fronte ad una superficie di oltre 4.000 metri quadrati scavata fino ad una profondità di oltre dieci metri. L’enorme quantità di sabbia e ghiaia asportata era stata parzialmente sostituita con rifiuti di demolizioni edilizie. Dai primi accertamenti effettuati sul posto dal Corpo forestale è risultato che l’attività estrattiva e lo smaltimento dei rifiuti venivano esercitati da parecchio tempo, almeno qualche anno, ed in assenza di qualsiasi autorizzazione, quindi in violazione della normativa in materia urbanistica e paesaggistico-ambientale ed in materia di rifiuti. (AGI) &lt;BR&gt;
</content>
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            <title>Nei bambini e negli adolescenti italiani aumentano i nuovi malati di cancro. Vogliamo capire perché?</title>
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            <updated>2008-07-19T23:19:09+04:00</updated>
            <author>
               <name>uhm</name>
               
            </author>
                        <summary type="html" xml:lang="it">Lettera aperta inviata agli organi di stampa-mass media dai medici ISDE&lt;BR&gt;
Gentile Direttore,&lt;br /&gt;
vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: «la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l' esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell'acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat».</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">Queste parole, che concludono un articolo sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis (*) nel 1987, ci sono tornate alla mente come una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi dati sull'incidenza di cancro nell'infanzia in Italia pubblicati dall'Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell'1.1% dei tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all'anno, passando da 146.9 nuovi casi all'anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell'ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l'anno di età l'incremento è addirittura del 3.2% annuo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia ( 138 casi 1990-98), Svizzera ( 141 casi 1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per tutti i tumori (+2% contro 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l'incremento è del 4.6% annuo contro un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell'1.6% contro un + 0.6% e così via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita adulta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i tumori nell'infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili conseguenze di uno &quot;sviluppo&quot; industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l'infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale - a scapito della qualità di vita -, non può che avere queste tragiche conseguenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dott. Gianluca Garetti - Medico di Medicina Generale - Firenze&lt;br /&gt;
Dott. Valerio Gennaro - Oncologo-Epidemiologo - Genova&lt;br /&gt;
Dott.ssa Patrizia Gentilini - Oncologo-Ematologo - Forlì&lt;br /&gt;
Dott. Giovanni Ghirga - Pediatra - Civitavecchia&lt;br /&gt;
Dott. Stefano Gotti - Chirurgo - Forlì&lt;br /&gt;
Dott. Manrico Guerra - Medico di Medicina Generale - Parma&lt;br /&gt;
Dott. Ferdinando Laghi - Ematologo - Castrovillari&lt;br /&gt;
Dott. Vincenzo Migaleddu - Radiologo - Sassari&lt;br /&gt;
Dott. Ruggero Ridolfi - Oncologo-Endocrinologo - Forlì&lt;br /&gt;
Dott. Giuseppe Timoncini - Pediatra - Forlì&lt;br /&gt;
Dott. Roberto Topino - Medico del Lavoro -Torino&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Lorenzo Tomatis (1929-2007), è stato un medico oncologo di fama internazionale, ha diretto l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC), ha posto le basi scientifiche e metodologiche per l'identificazione e la classificazione dei cancerogeni umani. Si è sempre strenuamente battuto per la Prevenzione Primaria e la difesa della Salute Pubblica ed è stato anche un grande scrittore, ricordiamo in particolare Il Fuoriuscito e L'ombra del dubbio, quest'ultimo uscito postumo.(ed. Sironi) &lt;BR&gt;
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            <title>E' AL COLMO LA FECCIA</title>
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            <updated>2008-07-19T23:08:46+04:00</updated>
            <author>
               <name>repost</name>
               
            </author>
                        <summary type="html" xml:lang="it">di Padre Alex Zanotelli&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Carissimi,&lt;br /&gt;
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest'estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Solo falsità l'uno all'altro si dicono:&lt;br /&gt;
bocche piene di menzogna,&lt;br /&gt;
tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.&lt;br /&gt;
Come rettili strisciano,&lt;br /&gt;
e i più vili emergono,&lt;br /&gt;
è al colmo la feccia.&quot; </summary>
            <content type="html" xml:lang="it">Quando ,dopo Korogocho,ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori. Sono convinto che Napoli è solo la punta dell'iceberg di un problema che ci sommerge tutti. Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l'11% del mondo consuma l'88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto , a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent'anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici. Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989, nel ristorante &quot;La Taverna&quot; di Villaricca&quot;, di sversare i rifiuti tossici in Campania. Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici &quot;bombardano&quot; oggi ,in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni, leucemie......&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economici-finanziari. Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti, scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti (è sempre più chiaro, per me, l'intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!). In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di &quot;ecoballe&quot;, che di eco non hanno proprio nulla: sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono né incenerire (la Campania è già un disastro ecologico!) né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate &quot;Taverna del re&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro. Noi, senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico -lo dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari. Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto , abbia firmato due ordinanze: una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell'inceneritore di Acerra, l'altra che permetteva di dare il Cip 6 (la bolletta che paghiamo all'Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che &quot;trasformano la merda in oro -come dice Guido Viale- Quanto più merda, tanto più oro!&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l'inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all'anno! E' chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente (al 70%), non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori. E' da 14 anni che non c'è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti. &quot;Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale -così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani- Ciò che è definito &quot;tossico&quot; altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato &quot;pericoloso&quot;qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti, hanno meno poteri che nel resto d'Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei Campani&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l'aborto e l'eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all'inceneritore di Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di persone (la gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell'ordine, è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo. Abbiamo distribuito alla stampa i volantini: &quot;Lutto cittadino. La democrazia è morta ad Acerra. Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.&quot;. Nella conferenza stampa (non ci è stato permesso parteciparvi!) Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha &quot;subito&quot; per costruire l'inceneritore ad Acerra! (ricordo che la Fibe è sotto processo oggi!). Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l'ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera, a gestire i rifiuti. Quella italiana sarà quasi certamente la A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell'acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti, si papperà anche l'acqua di Napoli. Che vergogna! E' la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l'economia di shock! Lì dove c'è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove (New Orleans dopo Katrina insegna!).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E per farci digerire questa pillola amara, O' Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l'operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?! Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! &quot;Padre Alex e i suoi fratelli&quot; era scritto in una fotografia apparsa su Tempi (inserto di La Repubblica). Sì, sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli (e sorelle) di Savignano Irpino, espropriati del loro terreno seminato a novembre , con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici, con le reti come Lilliput e con tanti gruppi, continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo. Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell'Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944: &quot;Qual è dunque il compito del predicatore oggi ? Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto :coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l'intera verità... Il nostro compito oggi è la temerarietà. Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura. Quello che a noi manca è una santa collera.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia Chiesa. &quot;I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l'agnello, la colomba e il pesce -diceva sempre Kaj Munk- Ma mai il camaleonte.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di Chiaiano, contro l'occupazione militare della cava. Invece di aspettare il giudizio dei tecnici sull'idoneità della cava, Bertolaso ha inviato l'esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non abbandonateci. E' questione di vita o di morte per tutti. E' con tanta rabbia che ve lo scrivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Resistiamo! &lt;BR&gt;
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            <title>Carestia</title>
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            <updated>2008-07-19T12:01:58+04:00</updated>
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               <name>PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALE</name>
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                        <summary type="html" xml:lang="it">Da &quot;COMUNISMO&quot; n. 64 - giugno 2008&lt;BR&gt;
INDICE DEL NUMERO:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
— PREFAZIONE: Carestia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
— IL MOVIMENTO OPERAIO NEGLI STATI UNITI D'AMERICA [RG99]: (V - continua del numero scorso) Riprende l’attività sindacale - Alternative illusorie - La ripresa economica degli anni ‘40 (continua).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
— L’ANTIMILITARISMO NEL MOVIMENTO OPERAIO IN ITALIA [RG100] (X - continua dal numero scorso) Il PSI davanti al “fatto compiuto” - Parlamentarismo contro-rivoluzionario nel primo anno di guerra - Governo di unità nazionale e complicità socialista con l’imperialismo patrio - La condanna di Lenin del pacifismo borghese (Continua).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
— LA QUESTIONE EBRAICA OGGI [RG98-99]: (V - continua dal numero scorso) 8. Trenta denari, tradimento o investimento? 9. Il Comunismo (fine del rapporto).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
— IL MARXISMO E LA QUESTIONE MILITARE: [RG97] (II) 4. La violenza nello sviluppo e nel crollo della società schiavistica: Roma - Quadro storico-economico - 5. Lo sviluppo della legione romana - Dalla Città-Stato alla Repubblica: la legione organizzata per manipoli - Le guerre puniche - L’esercito professionale - La legione nell’età imperiale (continua).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
– Dall’Archivio della Sinistra:&lt;br /&gt;
- Manifesto dell’Internazionale Comunista&lt;br /&gt;
al proletariato di tutto il mondo (6&lt;br /&gt;
marzo 1919).&lt;br /&gt;
- Dalle Tesi della Sinistra al III&lt;br /&gt;
Congresso del PCd’I (Lione, 1926).</summary>
            <content type="html" xml:lang="it">PREFAZIONE: CARESTIA&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’Apocalisse di Giovanni, il solo libro profetico del Nuovo Testamento, si legge che, con la rottura dei Sette Sigilli del Libro irrompono sulla scena del mondo i quattro Cavalieri. Visioni e simboli costituiscono la sostanza di una forma letteraria dove non esiste alcun riferimento alla seriazione cronologica degli avvenimenti, descritti per immagini violente: passato presente e futuro si sviluppano su piani che si intersecano e si sovrappongono.&lt;br /&gt;
Le scienze storiche borghesi, al loro sorgere ed affermarsi e poi quella rivoluzionaria del proletariato hanno espunto dalla storia la metafora e l’irrazionale, ed in particolare la nostra scuola afferma la “razionalità” del procedere storico, cioè la sua prevedibilità nei diversi esiti possibili e la leggibilità oggettiva dei fatti. Nella sua fase decadente e finale, la borghesia ha abbandonato il fardello e il privilegio delle scienze storiche, ritorna all’ideologia reazionaria dell’inconoscibile, dell’irrazionale, o di una sterile logica dell’evento, stante l’inconoscibilità totale del processo nel suo insieme, ed ha preteso di chiudere la questione con la scienza della Rivoluzione etichettandola secondo la formula “miseria dello storicismo”.&lt;br /&gt;
Ma gli eventi attuali sono così minacciosi per la sua sopravvivenza che la borghesia è costretta a cercarne spiegazioni e tentare rimedi. A scadenze fisse, quindi, il mondo borghese, come rito di purificazione per le infamie che quotidianamente perpetra, convoca conferenze internazionali che di anno in anno si ripetono in stanche liturgie di inutili carrozzoni sovranazionali, i cui costi non hanno altra giustificazione che il mantenimento del teatrino delle buone intenzioni per “un mondo migliore”.&lt;br /&gt;
Se lo scorso anno l’attenzione era puntata sullo slombato tema dell’ecologia, dello “sviluppo sostenibile”, questa volta è un organismo dell’ONU che in gran pompa si è riunito a Roma per dibattere la questione della fame nel mondo.&lt;br /&gt;
Se possibile, i risultati sono stati ancora più vuoti e vergognosi del precedente summit. La discordia tra le delegazioni, tra produttori e importatori, tra paesi “poveri” e “ricchi”, è stata così alta che non sono riusciti nemmeno ad emettere un documento conclusivo di sintesi, per quel nessun valore pratico che naturalmente tutto questo avesse. Tanti e tali gli interessi contrastanti tra gli Stati nazionali, che neppure una generica concordanza sulla carta è stata possibile.&lt;br /&gt;
La cosa non desta in noi nessuna delusione. Rileviamo soltanto che nel migliore dei mondi possibili e praticabili, malgrado la spaventosa capacità produttiva, immensa e quasi inarrestabile alla scala del globo, il numero di quanti sono al limite o al di sotto della sussistenza, cioè muoiono d’inedia, cresce ad un tasso superiore della crescita della popolazione mondiale.&lt;br /&gt;
Il dato oggettivo, come è diffuso, rammenta da vicino una fondamentale previsione della nostra scuola, la crescita della massa della miseria, sempre in relazione alla ricchezza prodotta, talvolta anche in assoluto. E in questo declinante rapporto sta la condanna storica del modo di produzione capitalistico, incapace di mantenere i suoi schiavi. Si è costretti quindi a parlare impunemente di crisi alimentare, e quasi desta stupore che il termine salti fuori brutalmente e senza giri di parole dopo due secoli di borghese Scienza razionale, di borghese Democrazia politica e di borghese Progresso economico. Significa forse che i teorici del capitalismo e i paladini dello “sviluppo sostenibile”, cominciano a convenire che il processo di produzione della ricchezza tende a concentrarla in mani sempre più ristrette, in aree sempre più limitate, a dispetto della sua massa sempre crescente, sì che anche la produzione dei mezzi di sussistenza segue la stessa tendenza?&lt;br /&gt;
Per un mondo cinico e spietato la questione non si pone neppure. Le “spiegazioni” che sono fornite dai “teorici” dell’economia sono tutte tecniche e, ovviamente, soltanto nell’ambito delle tecniche del capitalismo, seppure “riformato” e “addomesticato”, si cercano povere o fantasiose ricette al massacro delle generazioni, alla fame che attanaglia una gran parte dell’umanità. Tutto, alla fine, si riduce al sogno di una sorta di super comitato di salute pubblica mondiale, che dovrebbe disciplinare il comportamento di Stati e mercati verso atteggiamenti più “virtuosi”; con il che si potrebbero magari anche eliminare, o almeno controllare crisi finanziarie, speculative, inflazione, e via dicendo. Programma talmente campato in aria che gli stessi che lo hanno proposto sono i primi ad affermare che è inattuabile.&lt;br /&gt;
Tra i tanti critici borghesi “democratici” che hanno manifestato il loro disappunto peloso sul fallimento, è venuta fuori la richiesta di sgombrare il campo dal manicheismo che continuerebbe a propalare la tesi che la crisi scaturisca dal mercato, cioè dallo scontro tra paesi ricchi ed avidi e Stati poveri: la considerazione, per altro, è affine alla nostra, che ha sempre combattuto queste tendenze “terzomondiste”, che trovano spazio nel “movimento”, che condannano l’imperialismo per salvare il capitalismo. Allo stato attuale dello sviluppo capitalistico, della sua assoluta pervasività in ogni piega dei processi produttivi mondiali, la terribile realtà della fame è una inevitabile conseguenza della produzione capitalistica di merci: grano, derrate agricole, mais, acciaio, ferro, petrolio, manufatti di ogni sorta. Nemmeno la “produzione intellettuale”, bene sui generis, sfugge a questo destino. Tutto ciò che è attività umana è sottoposto alla legge dell’accumulazione di capitale, tutto quanto è prodotto deve essere messo sul mercato per la realizzazione del profitto. Per produrre le merci occorre affamare il mondo, quanto più il mondo è ricco di merci tanto più è povero e affamato.&lt;br /&gt;
In particolare sulla produzione agricola grava, in regime capitalistico, il peso sempre crescente della rendita fondiaria, sia nella sua forma assoluta, sia in quella, ineliminabile, differenziale. La soggezione ai ritmi stagionali e ai tempi della crescita biologica anche spingono verso l’alto i prezzi delle derrate. Non esiste più una produzione di derrate alimentari che sul piano locale o di nazione sia bastante al consumo interno e la produzione alimentare è ormai pienamente assorbita nei vortici dell’accumulazione, della finanza, della rendita, del mercato a dimensione planetaria. Al centro di questo turbine non sono né i consumatori affamati né gli Stati – siano essi produttori o consumatori, protezionisti o liberisti – ma l’anonimo e algido Capitale Investito che, da un tabellone appeso in due solo Borse Merci, decide della vita o della morte delle moltitudini. È questa una verità ovvia, ma che gli spiriti nobili dei consessi mondiali fanno finta di ignorare.&lt;br /&gt;
E la crisi alimentare è solo un aspetto, l’ultimo e definitivo, delle crisi che sempre a più breve scadenza agitano il mondo capitalistico, di saturazione dei mercati, delle risorse energetiche, della finanza che fa aggio sulla produzione di beni. Non è allora paradossale che gli stessi paesi cosiddetti ricchi, che partecipano a vario titolo e percentuale al grande banchetto dell’abbondanza capitalistica, rischino una drastica riduzione del consumo, alla scala sociale, di quei beni che hanno avuto a disposizione per tutto il secondo dopoguerra e in misura crescente.&lt;br /&gt;
Senza considerare tutte le altre condizioni critiche che avviluppano il procedere del capitalismo, basta considerare il sistema di produzione agraria che caratterizza i grandi paesi sviluppati, a capitalismo maturo, e che da parte degli Stati viene difeso con ogni mezzo protezionistico possibile contro i concorrenti – in primis i paesi cosiddetti del terzo mondo.&lt;br /&gt;
Benché la concentrazione della produzione agraria abbia spazzato via ogni forma parcellizzata ed il fabbisogno alimentare possa godere di una estesa rete di trasporti e distribuzione intercontinentale, nel capitalismo questo si traduce, paradossalmente, da un lato in cronica sovrapproduzione, dall’altro in aumento dei prezzi al consumo, oltre a rendere tutto il sistema drammaticamente fragile e incapace di rispondere ad una qualunque crisi, ad esempio nell’ambito dei trasporti, o a dipendere strettamente dai costi dei carburanti. La forza della forma industriale della produzione agricola sotto il regime del profitto e della rendita nasconde una intrinseca debolezza tanto che affamare la popolazione di un paese capitalista è più facile oggi di quanto non lo fosse cinquanta-sessanta anni fa. Come del resto mettere in crisi e ridurre al silenzio la meraviglia della “comunicazione globale”, che dipende da una tecnologia esasperata e fragilissima.&lt;br /&gt;
Di fronte all’orrore assoluto dell’Inferno in cui il capitalismo precipita l’umanità tutta, finché non sarà fermato dalla Rivoluzione, vogliamo chiudere queste righe di apertura della Rivista, che è il segno tangibile del nostro lavoro poco visibile ma coerente, con una parafrasi di quel lontano modo letterario che dicevamo per descrivere il futuro che la società del profitto sta preparando: Carestia, Guerra, Pestilenza, Morte. Il Capitalismo cavalca oggi il primo Cavaliere. Al nauseante tanfo di cadavere che s’innalza dalla società borghese, e alle sue reiterate apocalittiche minacce, si oppone, nei fatti prima che nelle coscienze e nella battaglia sociale, l’incorrotta scienza storica marxista, “ragione dialettica” e scienza per l’ultima rivoluzione rigeneratrice della storia, quella della vitale generosa e robusta classe internazionale dei lavoratori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PARTITO COMUNISTA INTERNAZIONALE&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
icparty@international-communist-party.org&lt;BR&gt;
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