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italia / arti e media - venerdì 04 luglio 2008 - 20:41
Indymedia Italia torna on-line La necessità di creare contesti e spazi in cui chiunque potesse continuare a diventare il proprio media, attraverso meccanismi di pubblicazione aperta e di tutela della privacy, rappresentava infatti una realtà che doveva continuare a trovare spazi di esistenza e che quindi non si concludeva con la chiusura di Indymedia Italia. Le limitazioni e i meccanismi dell’informazione mainstream non sono cambiati nel corso di questi anni e lo squilibrio di potere dei processi di comunicazione si è mantenuto intatto, quando non rafforzato.
italia / repressione - martedì 17 giugno 2008 - 13:24
A Taranto, rinviati a giudizio 19 imputati per il reato di associazione sovversiva.
Una citta' che ha visto esibirsi il giocoliere Giancarlo Cito, una citta' i cui sindaci lasciano buchi nei conti comunali di centinaia di milioni di euro.Una citta' soffocata dalla diossina delle acciaierie, dall'utilizzo indiscriminato di sostanze cancerogene che producono altissime percentuali di morti per tumori. Una citta' che vede 19 compagni rinviati a giudizio per associazione sovversiva 'locale'! Persone che tutti i giorni si battono per il diritto alla salute, al lavoro e all’integrazione sociale dei cosiddetti ‘quartieri ghetto’. Dopo la vicenda giudiziaria, capitanata dal PM Fiordalisi, sul Sud Ribelle a Cosenza, conclusasi per insussistenza dei fatti, la stretta repressiva, che si scontra con le varie anime di movimento per i diritti e per la giustizia sociale, riaffiora adesso anche nella città di Taranto. A quanto pare "i fiordalisi" a Cosenza, per fortuna, seccano; ma a Taranto, ancora, pare di no.
italia / antifascismo - mercoledì 21 maggio 2008 - 19:12
I casi di aggressione e violenza fascista, a sfondo politico e/o razzista, aumentano giorno dopo giorno. La sola assurda e paradossale ragione pare possa essere quella di parlare un dialetto meridionale, per finire in ospedale a seguito di aggressioni semplicemente immotivate. In un mondo in cui tutte le cose hanno un prezzo, ed anche alto, le coltellate te le danno gratis, anche a Bolzano. Ci siamo arrabbiati e commossi per l'assurdità della morte di Nicola, ma Verona ci appare da qui così lontana, che prestiamo forse non tutta l'attenzione che potremmo. Quando leggiamo però che anche due nostri conterranei son finiti sotto le "angherie" di stampo neofascista, allora ci rendiamo conto di quanto la questione ci tocchi da vicino, e di quanto sia necessaria una lotta culturale, prima ancora che politica, per impedire che episodi di questa tragica portata diventino abitudine. La reazione dei poliziotti del posto, come testimoniato da una delle vittime, suggerisce, d'altro canto, la grave e pericolosa adattabilità sociale rispetto a tali fenomeni.
italia / antifascismo - venerdì 09 maggio 2008 - 22:23
![]() Nicola Tommasoli 29 anni è morto il 5 maggio dopo essere stato selvaggiamente picchiato la notte del primo maggio. A scatenare tutto è la richiesta di una sigaretta alla quale Nicola risponde negativamente. I tre amici proseguono andando via, ma alle loro spalle parte l'aggressione. Tutto ciò sembrerebbe abbastanza assurdo e surreale se non fosse per il fatto che è accaduto a Verona, italica città perbene, tristemente nota per l'acceso spirito nazifascista che anima innumerevoli aggressioni ai diversi e che convive tollerante con i bonehead nazisti del Veneto Fronte Skinhead.
italia / repressione - mercoledì 23 aprile 2008 - 00:37
La notizia più bella, quella che tutte le persone libere attendevano, è finalmente giunta: dopo quattro anni di udienze tutti i tredici imputati del processo alla rete del sud ribelle di Cosenza, nella sera del 24 aprile sono stati prosciolti, dalla corte di assise di Cosenza, da tutti i capi di accusa, perch´ il fatto non sussiste. Decadono tutte le accuse portate avanti, in questi lunghi anni, dal PM Fiordalisi (che aveva richiesto in complesso 50 anni di carcere e 26 di liberà vigilata) Il diritto alla parola è stato salvaguardato, ma il prezzo pagato non è stato certamente irrisorio. Chi ha sbagliato, o per la sua estrema incompetenza, o quale esecutore di oscuri piani dovrebbe rispondere delle sue azioni. L’accusa per i 13 attivisti era quella di "Cospirazione politica mediante associazione, al fine di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il G8 a Genova nel luglio 2001 e di creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato.
italia / repressione - sabato 15 dicembre 2007 - 17:05
Il 14 dicembre la Procura di Genova, presieduta dai giudici Devoto, Gatti e Realini, ha condannato 24 dei 25 imputati accusati di devastazione e saccheggio per i fatti del luglio 2001.
Tutti i condannati dovranno rispondere delle spese processuali (circa 20.000 euro) e dei danni patrimoniali e non patrimoniali delle varie Parti Civili (come Ministero della Difesa, Banca Carige ecc) in un processo civile. Per quattro dei condannati per devastazione e saccheggio, il tribunale ha anche disposto tre anni di misura di sicurezza, tradotta in libertà vigilata. La sentenza effettua una vera e propria discriminante tra coloro che sono stati ritenuti colpevoli di avere attaccato preordinatamente banche, negozi e forze dell'ordine e coloro che si sono scontrati con esse dopo le cariche in via Tolemaide. Si continua a sostenere e perpetrare il gioco portato avanti da anni sulle televisioni e nelle aule di tribunale dei manifestanti "buoni" e di quelli "cattivi", ovvero di una modalità legittima di essere in piazza e di una che invece legittima non lo è.
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