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italia / repressione - martedì 17 giugno 2008 - 11:24
A Taranto, rinviati a giudizio 19 imputati per il reato di associazione sovversiva.
Una citta' che ha visto esibirsi il giocoliere Giancarlo Cito, una citta' i cui sindaci lasciano buchi nei conti comunali di centinaia di milioni di euro.Una citta' soffocata dalla diossina delle acciaierie, dall'utilizzo indiscriminato di sostanze cancerogene che producono altissime percentuali di morti per tumori. Una citta' che vede 19 compagni rinviati a giudizio per associazione sovversiva 'locale'! Persone che tutti i giorni si battono per il diritto alla salute, al lavoro e all’integrazione sociale dei cosiddetti ‘quartieri ghetto’. Dopo la vicenda giudiziaria, capitanata dal PM Fiordalisi, sul Sud Ribelle a Cosenza, conclusasi per insussistenza dei fatti, la stretta repressiva, che si scontra con le varie anime di movimento per i diritti e per la giustizia sociale, riaffiora adesso anche nella città di Taranto. A quanto pare "i fiordalisi" a Cosenza, per fortuna, seccano; ma a Taranto, ancora, pare di no.
cosenza / repressione - lunedì 02 giugno 2008 - 01:19
Sit-in di solidarietà 11 giugno a Cosenza
Salvatore, un ragazzo di Cosenza che non si è mai fermato innanzi alle apparenze e alle barriere sociali che tarpano le ali in una città come quella bruzia, spesso incapace di guardar al di là dei vestiti firmati e delle auto di grossa cilindrata, è stato nuovamente arrestato.
Da anni conosciuto nella curva ultrà del Cosenza calcio, impegnato nel sociale, sempre presente nelle strade e nei quartieri fin troppe volte ha subito l'azione "disciplinante" delle carceri perché lui è il diverso, è la persona da piegare alle regole della società.
internazionale / repressione - sabato 24 maggio 2008 - 19:13
La questione rifiuti a Napoli e in Campania sta assumendo dinamiche drammatiche e incontrollabili. La volontà di dissenso della popolazione locale viene repressa nella violenza delle cariche e con arresti da parte delle forze dell'ordine.
Segui la diretta su Indymedia Napoli e Radiossina
italia / repressione - martedì 22 aprile 2008 - 22:37
La notizia più bella, quella che tutte le persone libere attendevano, è finalmente giunta: dopo quattro anni di udienze tutti i tredici imputati del processo alla rete del sud ribelle di Cosenza, nella sera del 24 aprile sono stati prosciolti, dalla corte di assise di Cosenza, da tutti i capi di accusa, perch´ il fatto non sussiste. Decadono tutte le accuse portate avanti, in questi lunghi anni, dal PM Fiordalisi (che aveva richiesto in complesso 50 anni di carcere e 26 di liberà vigilata) Il diritto alla parola è stato salvaguardato, ma il prezzo pagato non è stato certamente irrisorio. Chi ha sbagliato, o per la sua estrema incompetenza, o quale esecutore di oscuri piani dovrebbe rispondere delle sue azioni. L’accusa per i 13 attivisti era quella di "Cospirazione politica mediante associazione, al fine di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il G8 a Genova nel luglio 2001 e di creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato.
italia / repressione - sabato 15 dicembre 2007 - 15:05
Il 14 dicembre la Procura di Genova, presieduta dai giudici Devoto, Gatti e Realini, ha condannato 24 dei 25 imputati accusati di devastazione e saccheggio per i fatti del luglio 2001.
Tutti i condannati dovranno rispondere delle spese processuali (circa 20.000 euro) e dei danni patrimoniali e non patrimoniali delle varie Parti Civili (come Ministero della Difesa, Banca Carige ecc) in un processo civile. Per quattro dei condannati per devastazione e saccheggio, il tribunale ha anche disposto tre anni di misura di sicurezza, tradotta in libertà vigilata. La sentenza effettua una vera e propria discriminante tra coloro che sono stati ritenuti colpevoli di avere attaccato preordinatamente banche, negozi e forze dell'ordine e coloro che si sono scontrati con esse dopo le cariche in via Tolemaide. Si continua a sostenere e perpetrare il gioco portato avanti da anni sulle televisioni e nelle aule di tribunale dei manifestanti "buoni" e di quelli "cattivi", ovvero di una modalità legittima di essere in piazza e di una che invece legittima non lo è.
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