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italia / lavoro-non-lavoro / notizie - venerdì 05 dicembre 2008 - 19:17 - scritto da keoma
L’ABI ha chiesto di essere esonerata dal collocamento obbligatorio dei disabili. Notizia completa, commenti e contributi »
italia / istruzione / notizie - giovedì 04 dicembre 2008 - 13:21 - scritto da lsfhlksdnfs
Dopo l'approvazione in Parlamento della riforma della scuola e dopo essersene altamente infischiata della piazza, il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini apre un canale su YouTube per "confrontarsi con i giovani" sulla scuola e l'università! Notizia completa, commenti e contributi »
italia / altro / comunicati - giovedì 04 dicembre 2008 - 11:26 - scritto da TanaRoja
Il doc parla di migranti, propietà privata, diritti sociali e di cittadinanza, confini Europei. Notizia completa, commenti e contributi »
italia / lavoro-non-lavoro / comunicati - mercoledì 03 dicembre 2008 - 19:51 - scritto da Partito Comunista Internazionale
PER UN SALARIO CHE RECUPERI L’AUMENTO DEL COSTO DELLA VITA !
PER UN SALARIO DI DISOCCUPAZIONE A TUTTI I PROLETARI LICENZIATI !
DA QUI E’ NECESSARIO RICOMINCIARE A LOTTARE !
I lavoratori devono lottare per l’aumento del salario perché esso fa parte della lotta più generale dei proletari per la loro sopravvivenza; infatti se lottano per il recupero del potere d’acquisto perso del loro salario quando sono ancora occupati, sono anche in grado di porre un fronte di difesa domani quando l’azienda per cui lavorano chiude, lottando per un salario di disoccupazione.
Se non si lotta per difendere il salario, diventerà ancora più facile per i padroni sbarazzarsi degli operai ritenuti in esubero: così passano i licenziamenti, passa la cassa integrazione e la mobilità, e i padroni riducono le loro perdite di fronte alla crisi di mercato mentre i lavoratori salariati vanno in malora.
Se tutta una serie di conquiste fatte negli anni Settanta è scomparsa è perché la classe operaia non è scesa in campo a lottare con metodi e mezzi classisti nel momento in cui quelle conquiste venivano rimesse in discussione dai padroni e dai governi; è perché essa ha delegato al collaborazionismo sindacale tricolore la gestione di quelle conquiste. Quando la scala mobile fu levata completamente a partire dal ’93, il salario ha cominciato drasticamente la sua discesa fino a dimezzarsi oggi nel suo potere d’acquisto. Gli operai negli anni Settanta hanno lottato molto duramente nonostante l’influenza e la direzione del collaborazionismo tricolore, e non si sono sottratti agli scontri di piazza con feriti e morti: potevano contare ancora su una determinazione e un’abitudine alla lotta che derivava da una tradizione classista che non si era persa del tutto e che nessuna scuola borghese certo insegna mai. Quella tradizione classista va riconquistata!
Non lottare per l’aumento del salario significa agevolare i padroni nella sua riduzione e nel peggiorare contemporaneamente le condizioni di lavoro; aumenta inevitabilmente la concorrenza fra proletari, fra gli stessi operai italiani e fra gli operai italiani e gli immigrati. Da tempo aumentano i ritmi e i carichi di lavoro per coloro che rimangono in produzione: ma tutto questo non li garantisce dal licenziamento come ormai è più che dimostrato in moltissime aziende ed è più che minacciato dai padroni e dal governo; gli operai perdono e perderanno il posto di lavoro senza nemmeno un salario di disoccupazione!
I salari già bassi continuano a diminuire contro un continuo aumento del costo della vita: ma i padroni continuano a licenziare, a mettere in cassa integrazione sempre più lavoratori, a chiudere le aziende. Questo dimostra che non lottare non fa conservare il posto di lavoro, ma, al contrario, lo si perde più facilmente; dimostra che il non lottare per difendere il potere d’acquisto del salario non ha fermato la sua continua diminuzione, ma al contrario l’ha facilitata!
La crisi in cui sta precipitando il capitalismo è crisi di sovrapproduzione: troppe merci da un lato, troppi affamati e proletari immiseriti dall’altro. Il mercato non dà da mangiare a miliardi di uomini, ma si “blocca” per l’enorme quantità di merci che non si vendono. Così tutta la catena della produzione di merci va in tilt, falliscono le aziende, i licenziamenti e la disoccupazione aumentano a dismisura. L’unico modo che la borghesia conosce per uscire dalla sua crisi è la grande distruzione di tutte queste merci attraverso nuove guerre regionali in un crescendo continuo fino ad una nuova guerra mondiale, per poter di nuovo riprendere l’osceno ciclo di produzione e riproduzione del capitale a tassi di sfruttamento del lavoro salariato più alti ancora.
I proletari devono tornare a lottare sul terreno della lotta di classe, dell’antagonismo che li oppone oggettivamente contro la classe borghese e i suoi servi; devono lottare per unire giovani e meno giovani, pensionati, immigrati, disoccupati, precari, per impedire la nera prospettiva in cui la classe borghese e il suo sistema capitalistico li vogliono gettare: verranno istigati dal nazionalismo a farsi la guerra gli uni contro gli altri, ma tutti proletari egualmente in miseria e alla fame; saranno spinti a massacrarsi come già oggi in guerre cosiddette etniche o anti-terroristiche e a difendere quello stesso capitalismo che li affama, li getta in miseria, li tratta come carne da macello.
LA BORGHESIA NON TROVERA’ UN POSTO DI LAVORO AI DISOCCUPATI, BENSI’ UN POSTO DOVE MORIRE IN UNA GUERRA CHE SERVIRA’ SOLO AD UNA SPARTIZIONE DIVERSA DEL MERCATO MONDIALE!
Riprendere la lotta di classe significa avere molte possibilità di bloccare questa prospettiva di guerra borghese; se i proletari non riprendono a lottare con obiettivi, metodi e mezzi di classe essi continueranno a subire le misure e la politica della borghesia fino al mastodontico massacro mondiale. I lavoratori salariati devono rifiutarsi di delegare la propria sorte ai sindacati collaborazionisti e ai partiti opportunisti: la propria vita non va messa in mano a chi ha dimostrato fino alla nausea di difendere gli interessi e le esigenze del mercato, quindi della borghesia dominante.
La classe proletaria ha già dimostrato nella sua lunga storia di lotta antiborghese di avere la capacità e la possibilità di affrontare la classe borghese dominante sul terreno dell’aperto scontro di classe: il terreno controrivoluzionario è anche il terreno della rivoluzione. La lotta può cominciare anche solo sul terreno degli interessi immediati, per un salario decente o per una giornata di lavoro più corta. La solidarietà di classe, la coscienza della propria forza cresceranno con il procedere della lotta, perché sarà sempre più una questione di vita o di morte!
Dicembre 2008 Partito comunista internazionale (il comunista)
Suppl. al n.110 de «il comunista» - Reg. trib. MI n.431/1982 – f.i.p. www.pcint.org - il comunista@pcint.org Notizia completa, commenti e contributi »
italia / antirazzismo / notizie - mercoledì 03 dicembre 2008 - 13:57 - scritto da gfjhk
I medici pediatri hanno promosso un appello per tentare di fermare la proposta della Lega di abolire le cure primarie ed essenziali agli immigrati sprovvisti di permesso di soggiorno (forse il più turpe dei provvedimenti che il governo sta prendendo). Notizia completa, commenti e contributi »
italia / ambiente e territorio / notizie - mercoledì 03 dicembre 2008 - 13:50 - scritto da ldkfsjgd 1 attached file
Sono stati due anni e mezzo importanti quelli che il movimento per l’acqua ha trascorso dal primo Forum del marzo 2006 ad oggi.
Pubblichiamo qui di seguito il documento finale del Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, scaricabile anche in formato PDF. Notizia completa, commenti e contributi »
italia / repressione / altri media - domenica 30 novembre 2008 - 22:42 - scritto da repost
Riportiamo due articoli tratti da Liberazione e dal Manifesto. Notizia completa, commenti e contributi »
italia / ambiente e territorio / comunicati - sabato 29 novembre 2008 - 12:39 - scritto da lametta
Con il progetto Ecoriflesso vogliamo diffondere strumenti di educazione ambientale facendo informazione a tutto campo Notizia completa, commenti e contributi »
italia / altro / comunicati - giovedì 27 novembre 2008 - 20:57 - scritto da STUDENTI UNIVERSITARI
Nel pomeriggio di oggi 27/11/2008 circa duecento studenti di diverse facoltà della Federico II e dell’Orientale di Napoli, sono partiti in corteo dalle rispettive sedi e si sono diretti presso la stazione centrale di Napoli, a Piazza Garibaldi. Notizia completa, commenti e contributi »
italia / istruzione / comunicati - martedì 25 novembre 2008 - 23:46 - scritto da Collegamenti Internazionalisti 1 attached file
Le recenti vicende italiane sono l’ennesimo esempio di come, se lasciata agire impunemente, la borghesia intende gestire le future relazioni sindacali: i padroni decidono e i lavoratori si adeguano. Notizia completa, commenti e contributi »
italia / istruzione / analisi e opinioni - martedì 25 novembre 2008 - 17:22 - scritto da giancarlo nobile
Ossevazioni sulla nuova università. Notizia completa, commenti e contributi »
italia / istruzione / notizie - venerdì 21 novembre 2008 - 15:30 - scritto da bruno moretto
Che cosa accadrà nelel scuole superiori: il riordino della Gelmini. Notizia completa, commenti e contributi »
italia / istruzione / comunicati - giovedì 20 novembre 2008 - 19:30 - scritto da k
I report della Sapienza dell'onda anomala. 17.11.08 Notizia completa, commenti e contributi »
italia / istruzione / analisi e opinioni - giovedì 20 novembre 2008 - 15:25 - scritto da Alberto Burgio
da aprile on line Notizia completa, commenti e contributi »
italia / istruzione / analisi e opinioni - domenica 16 novembre 2008 - 22:05 - scritto da Giuseppe Luca
DALL'ANTIPASTO AL PIATTO FORTE Notizia completa, commenti e contributi »
italia / antifascismo / altri media - domenica 16 novembre 2008 - 09:55 - scritto da ReD ReBeL
Studenti "comunisti" pestati da naziskin La Digos ha arrestato quattro persone. Uno delle due vittime è grave in ospedale Notizia completa, commenti e contributi »
italia / ambiente e territorio / altri media - sabato 08 novembre 2008 - 19:48 - scritto da repostante
Negli ultimi anni la produzione di rifiuti in tutta l'Italia è andata aumentando e la disponibilità di discariche, invece, è in continua diminuzione. E per cinque regioni è allarme saturazione degli impianti di discarica. Quattro sono del Sud: Calabria, Puglia, Sicilia e Lazio, ma una nel ricco e avanzato Nordest: il Friuli Venezia Giulia. Notizia completa, commenti e contributi »
italia / istruzione / comunicati - sabato 08 novembre 2008 - 19:42 - scritto da Presidio permanente No Dal Molin - NOTAV Val di Susa
Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori
impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l'università Notizia completa, commenti e contributi »
italia / culture / analisi e opinioni - sabato 08 novembre 2008 - 14:39 - scritto da amico
Con grande piacere pubblichiamo il nuovo articolo di Michele Fabiani, il primo da quando è uscito dal carcere Notizia completa, commenti e contributi »
italia / lavoro-non-lavoro / notizie - martedì 04 novembre 2008 - 10:59 - scritto da Sardus In Fabula
Chi conosce Cagliari saprà che in una zona non troppo distante dal centro cittadino, in Viale Monastir, è presente uno storico mercato ortofrutticolo all’ingrosso. Qualche anno fa l’imprenditore immobiliare Sergio Zuncheddu –nonché proprietario della principale tv sarda, Videolina, del principale giornale, L’Unione Sarda, fondatore del Foglio e finanziatore della campagna anti-abortista di Ferrara- ha costruito un mercato ortofrutticolo privato a Sestu, distante qualche km da Cagliari. Il comune di Cagliari, guidato dal sindaco di Forza Italia Emilio Floris, quindi politicamente vicinissimo a Zuncheddu, ha “spinto” i grossisti che lavoravano nel vecchio mercato verso Sestu, minacciando la più o meno imminente chiusura del vecchio mercato (E’ bene ricordare che il nuovo mercato privato fu inaugurato in pompa magna anche con la presenza del Presidente della Regione Soru, del PD). Molti hanno scelto di trasferirsi nel nuovo mercato privato ed acquistare un box alla modifica cifra di 1.200 euro al metro quadro (Acquistare 160 metri quadri costa quindi 194 mila euro, più l’Iva al 20% più le spese “condominiali” e di gestione). Notizia completa, commenti e contributi » |