italia / repressione - venerdì 23 luglio 2010 - 14:03

Con una sola udienza si è concluso a Catanzaro, lo scorso 20 luglio, il processo di appello a carico dei tredici attivisti della "Rete del Sud Ribelle". La Corte di Catanzaro ha confermato la sentenza di primo grado, emessa dal tribunale di Cosenza, con la quale si assolvevano i tredici imputati perché il fatto non sussiste.

Nel ricorso in appello sono stati aboliti i reati di associazione sovversiva e cospirazione politica, mentre è rimasto il delitto di associazione a delinquere. In altri termini si è tentato di trasformare un processo alle idee politiche in un processo di comune delinquenza. Tuttavia gli esiti sono stati ancora una volta uguali: il fatto non sussiste.

La notizia dell'assoluzione è stata accolta con gioia dai manifestanti, circa un centinaio, che stazionavano davanti alla corte di Catanzaro, memori della straordinaria mobilitazione del 2002 culminata in una grande manifestazione nazionale svoltasi a Cosenza.

Infine - è d'obbligo ricordarlo - questa assoluzione cade esattamente nove anni dopo la morte di Carlo Giuliani, avvenuta durante le aggressioni poliziesche durante il G8 di Genova.

Maggiori informazioni: Supporto Legale

cosenza / spazi liberati - lunedì 07 giugno 2010 - 11:28

A Cosenza un palazzo occupato  da ormai un mese da famiglie di senza casa, precari e migranti e supportato dal comitato prendocasa, è stato sgomberato nella giornata del 4 giugno dalle forze dell'ordine.

Un impressionante dispiegamento di forze ha semiparalizzato la città di Cosenza e ha dimostrato come la repressione, l'impossibilità di un reale dialogo stiano diventando le uniche risposte dello stato all'imperante crisi economica che determina un sempre maggior numero di senzacasa.

Quattordici migranti che si trovavano  - per diversi motivi - nello stabile,  sono stati condotti in questura per essere identificati, mentre il palazzo di viale Trieste veniva murato sotto gli occhi degli attivisti giunti sul posto per testimoniare la loro solidarietà e di seguito spostatisi sotto la questura per attendere il rilascio dei migranti, avvenuto dopo alcune ore.

Intanto Anche otto cittadini italiani, non si capisce bene con quali criteri vengono indagati per l'occupazione del palazzo, infatti, sono stati indagati anche degli attivisti che non fanno parte  del comitato prendocasa e che avevano  solo portato la loro solidarietà all'occupazione senza esserne però parte attiva... quasi un monito per il movimento cosentino che malgrado tutto tenta di resistere così come testimoniano i numerosi attestati di solidarietà. 

 

cosenza / spazi liberati - giovedì 27 maggio 2010 - 14:36

Agli inizi del 2000 le Ferrovie della calabria dismettono una grande struttura, le officine ferrovierie, posta ai margini della città.  Gli anni passano, la città viene investita da una forte ondata di cementificazione che porta quel''area dismessa ad essere nel bel mezzo della città, punto di contatto fra viale mancini (nuova arteria stradale massicciamente edificata) e la popolare via popilia.

La città però non cresce solo grazie all'aumento esponenziale dei palazzi, esiste infatti anche un'altra Cosenza che si riappropria di quegli spazi per riconvertirli a nuova vita. Così nel corso degli anni numerose associazioni, collettivi, realtà iniziano ad offrire servizi ad una intera città: dagli sportelli legali per migranti o per gli sfrattati ai laboratori di arte, dal mercatino biologico al riciclo dei materiali e dei mobili e la lista sarebbe ancora lunga. Per molto tempo l'area è rimasta lontana dalle mire espansionistiche dei palazzinari così è rimasta l'unica area di socialità altra presente nel cuore della città.

Il comune di Cosenza però, nel 2008, rompe il silenzio sull'area  attraverso un suo ufficio 'urban lab' che doveva coordinare i lavori finalizzati ad una progettazione partecipata di alcune aree della città (finalizzata lal creazione di un piano strategico per  lo sviluppo urbano dell'area urbana ) . Una zona interessata è stata appunto quella dell'area delle ex officine delle Ferrovie della Calabria. Le associazioni presero parte agli incontri e illustrarono, anche alla presenza del sindaco Perugini,la loro idea: non colate di cemento ma bonifica e riconversione degli spazi già esistenti per potenziare le realtà già presenti che nella loro complessità, danno vita a uno spazio unico nel suo genere per la città ma , molto più probabilmente, per l'intera regione.

Il comune pare recepire in maniera abbastanza superficiale il progetto ma ancora silenzio fino allo scorso aprile. In questa data viene reso pubblico un bando per la costruzione di un auditorium (di cui già si dava notizia sulle  pagine dei giornali locali nell'area; in altri termini verrà smantellato l'esistente, non si terrà in nessun conto la progettazione partecipata che pure vi era stata e che aveva, fra le altre cose determinato certamente spese gravanti sul bilancio pubblico, e nemmeno il sindaco ha pensato al futuro di questa complessa realtà sociale che si è via via creata nella sua città.

Ennesimo auditorium (dovrebbe contenere dai 3000 ai 4000 posti) dunque in una città come quella di Cosenza che stenta a riempire le strutture già esistenti, come diversi teatri e auditorium e che non vede alla luce nemmeno altre similari strutture che , sempre il comune di Cosenza, aveva anni fa posto in essere. Non tutti ricordano che nei locali dell'ex G.I.L di piazza Amendola è in fase di costruzione una casa della musica con annesso auditorium, tuttavia da anni ormai i lavori sono fermi e non si conosce il futuro di quell'ennesima struttura abbandonata...spetterà anche all'area delle ex officine FdC questa sorte? Che fine faranno le realtà dell'area e soprattutto a chi potranno rivolgersi quei tanti giovani, migranti, disabili, precari che ogni giorno per diversi motivi si trovano a vivere quei luoghi?

Forse il fatto che le lotte sociali (la questione Rom , la questione dei senza casa , la protesta per i fatti di Rosarno giusto per citare gli ultimi esempi) degli ultimi tempi, nella città di Cosenza, siano passate proprio da quell'area ha dato un certo fastidio al sindaco??? intanto le richieste di avere un incontro col sindaco sono cadute nel vuoto, le asocaizioni invitano tutta la città ad una serie di iniziative che hanno preso il via con una


more info sul sito dell'area ex officine FdC

italia / repressione - domenica 09 maggio 2010 - 15:42

Ancora una volta si trascina la vicenda del processo alla cosiddetta  "rete del sud ribelle".

Il diciotto maggio prossimo, infatti, si riaprirà  a Catanzaro il processo in corte di appello.

I tredici attivisti erano stati in precedenza assolti dalla corte di assise di Cosenza perché il "fatto non sussiste" . La Procura della Repubblica di Cosenza ha ostinatamente presentato ricorso  all'assoluzione dei tredici imputati.

La memoria è un ingranaggio collettivo. I tasselli che compongono la storia sono realizzati dall'esercizio costante della memoria, che è frutto di un ingranaggio collettivo, quindi ecco i prossimi appuntamenti:

Cosenza il 14 maggio  la  tavola rotonda "no global? Ancora ci su sti processi?"

Catanzaro il 18 maggio  presidio sotto al tribunale.

Ultime news da Catanzaro: il processo è rinviato al 20 luglio prossimo.

More info:

cosenza / migranti - domenica 07 marzo 2010 - 11:03

Non c'è pace per i Rom che vivono a Cosenza , nei campi di località Vagliolise. Negli scorsi mesi erano stati emanati più di novanta fogli di via ma, grazie alla mobilitazione dei Rom e delle associazioni a loro vicine, era stato possibile respingere, in sede giudiziaria, questi provvedimenti e soprattutto la comunità Rom prendeva la parola e iniziava a dialogare con la città.

In quel caso le istituzioni rimanevano nell'immobilismo, atteggiamento questo che caratterizza ancora oggi la rinnovata situazione emergenziale. Nei primi di gennaio vengono infatti emesse dal GIP di Cosenza, delle ordinanze di sgombero notificate a Provincia e Comune di Cosenza ma non ai cittadini Rom. Riprende la battaglia, si contano numerosi momenti in cui si tenta il dialogo con istituzioni preposte, sit-in cortei assemble pubbliche ma in ogni caso si ascoltano bugie, inesattezze e soprattutto nessun ente interviene.

La data prevista per lo sgombero era quella del primo marzo. La notte fra il 28 febbraio e il 1 marzo si trascorre in veglia al campo, Nella mattinata giungono le forze dell'ordine, non per sgomberare ma, come le stesse affermano, solo per notificare delle ordinanze di sequestro dell'area e per le indagini in corso circa i presunti reati di: occupazione abusiva di suolo, abbandono di rifiuti anche speciali, allaccio abusivo alla rete elettrica.

Questa assurda vicenda mostra come vi sia un tentativo di smorzare gli animi quasi a voler far intendere ai Rom che Cosenza non è una città accogliente; per dimostrare questo assunto si è preferita la strada della noncuranza, dell'abbandono. Emblematica è la posizione del comune di Cosenza ha piu' volte dichiarato che non vi sono sul territorio comunale aree adeguate per un campo sosta attrezzato (che è richiesto dai rom affiancati dalle associazioni) ma le stesse associazioni hanno prodotto un dossier dove si individuano ben undici siti disponibili. La Provincia, invece, ha negato nei fatti un incontro congiunto per risolvere il problema, pare che il problema, in definitiva, non riguardi nessuna istituzione!

Il popolo Rom è però è deciso a non soccombere all'ennesima ingiustizia razziale, e al suo fianco continueranno ad essere presenti tutte le associazioni che fino ad ora sono state loro vicine. Tutti insieme continuano a lavorare per scongiurare questa ennesima vergogna calabrese.

- piana di gioia tauro / migranti - sabato 09 gennaio 2010 - 15:07

Rosarno è uno paese del reggino in cui migliaia di immigrati si raccolgono ogni inverno per raccogliere agrumi. Sottopagati e sfruttati, vivono in condizioni gravissime dal punto di vista igienico e sanitario, in un contesto di vera e propria crisi umanitaria.

La loro condizione è aggravata dal clima di xenofobia mafiosa cui sono sottoposti non da pochi giorni, ma da anni, in cui si sono ripetutamente registrati pestaggi e altre violenze gratuite. Già nel 2008, a seguito del ferimento di due ivoriani si sollevava una protesta da parte degli immigrati che otteneva spazio su media nazionali.

Il 7 gennaio alle 14,30 un ragazzo africano è stato ferito con un fucile ad aria compressa. Intorno alle 17,30 altri due africani, questa volta nei pressi della Rognetta, sono stati raggiunti dai colpi di un'arma simile. A seguito di queste aggressioni premeditate iniziano delle proteste che presto degenerano nella violenza.

Rosarno è un paese dove la concentrazione mafiosa è tra le più alte nel Sud e il territorio è dominato dalla potente e feroce 'ndrangheta, che è la stessa che sfrutta questi lavoratori a basso costo. Accanto alla reazione di una parte dei rosarnesi, anche la 'ndrangheta reagisce pesantemente. Si scatena una vera e propria "caccia al nero" da stato Sudista americano
di metà Ottocento: decine di immigrati investiti con le auto, picchiati selvaggiamente o feriti a colpi di arma da fuoco da veri e propri squadroni armati. Il messaggio della mafia è chiaro: "Se volete stare qui, questo è il prezzo altrimenti andatevene, ne verranno altri".

La grave situazione di Rosarno era conosciuta da tempo da tutti i partiti di governo, dalle forze dell'ordine e dai sindacati di
categoria, e da tutti tollerata. Era una bomba a orologeria che prima o poi sarebbe esplosa. E a farne le spese sono ancora una volta gli ultimi che finora in questa terra sono gli unici a essersi veramente ribellati alla mafia.

La gravità del momento impone di porre in primo piano l'incolumità della gente, tuttavia alcune considerazioni a caldo vanno espresse: l'attuale sistema economico è la causa di questo stato di cose. Le arance (o le merci in generale) costano meno se vengono importate che prodotte o lavorate in loco. Il sistema ricompensa con aiuti economici i produttori schiacciati dal
mercato globale. Ci sono in ballo milioni di euro. le arance le colgono comunque degli schiavi che costano poco, e i contributi comunque arrivano.

Alla luce di queste considerazioni perchè 'lavorare'? Perchè non spremere sempre più la mucca (falsi braccianti, truffe)? D'altra parte adesso ci sono le elezioni regionali e c'è chi pensa di sfruttare (ancora di più) la situazione, visto che è la regione che decide la redistribuzione dei fondi?

Non a caso, forse, il TG3 regionale qualche giorno fa ha fatto un pietosissimo servizio su questa questione, dando sponda 'alla tragica situazione degli imprenditori' che preferivano lasciare marcire i frutti sulla pianta perchè non coprono i costi.

Lo scenario si delinea a tinte sempre più fosche: i migranti sono costretti a lasciare Rosarno per salvaguardare la loro incolumità. Nella mattinata del nove gennaio è stato arrestato il nipote del capo della famiglia mafiosa Bellocco, Antonio, ritenuto uno dei fomentatori della rivolta razzista antimmigrati, mentre apprendiamo dal sito del movimento neofascista Forza Nuova la venuta di Roberto Fiore a Rosarno prevista per il 16 gennaio. A Rosarno intanto continuano a piovere fondi per i migranti!

La vicenda si conclude con l'evacuazione dei “neri” da Rosarno. Il primo caso di pulizia etnica in Calabria ha così tristemente avuto luogo, ma la solidarietà e l'indignazione continuano.

 

Appuntamenti:

Comunicati:

reggio calabria / repressione - sabato 26 dicembre 2009 - 16:16

No al Ponte Sulla morte di Franco Nisticò alla manifestazione contro il ponte sullo Stretto del 19 dicembre 2009

Cannitello è il posto dove i governi – di tutti i tempi e di tutti i colori politici – hanno voluto che sorga uno dei due giganteschi piloni del ponte sullo stretto, per suggellare con il cemento l'unione tra mafia e 'ndrangheta.

Cannitello è anche il posto simbolo delle lotte della Rete No Ponte. L'ultimo appuntamento di lotta, il 19 dicembre, è stato fatale per Franco Nisticò. In una cittadina blindata all'inverosimile e controllata per mare, aria e terra, Franco sale sul palco e, al termine del suo intervento viene colto da un malore, non viene tempestivamente ed adeguatamente soccorso e muore stroncato da un infarto fra le braccia del figlio, sotto gli occhi dei manifestanti.

In una piazza che accoglieva una manifestazione nazionale non c'erano ambulanze e l'unico mezzo della polizia presente non è attrezzato: nè defibrillatore, nè ossigeno. Le sirene si accendono e cominica la vana corsa verso l'ospedale. Monta la rabbia nella piazza e la polizia viene cacciata di malo modo. E' il minimo che possa succedere per chi prevede la presenza dello stato solo in funzione della repressione.

Franco Nisticò è dunque morto li, in piazza, mente difendeva una sua idea, l'idea di tanti: il ponte non si deve fare, ci sono altre priorità.

La manifestazione è stata immediatamente sospesa in segno di lutto.

COMUNICATI

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internazionale / ambiente e territorio - venerdì 11 dicembre 2009 - 01:54

Sito dedicato al COP-15

A Copenhagen, dal 12 al 18 dicembre, si terrà la conferenza dell'ONU sul clima - il cosiddetto COP 15. Ancora una volta i grandi della terra si riuniranno per dare spettacolo di sè stessi.

Il 12 dicembre i movimenti si sono dati appuntamento nella città, sede del vertice, per denunciare la necessità di cambiare sistema di produzione se non si vuole radicalmente e irrimediabilmente modificare il clima del pianeta.
Indymedia Italia ha deciso di seguire con un sito dedicato l'evento: nocop.italy.indymedia.org

Articoli dal network Indymedia:

calabria / ambiente e territorio - venerdì 11 dicembre 2009 - 01:54

Il 23 dicembre il governo berlusconi ha annunciato la prima pietra del ponte: una beffa natalizia, un'ulteriore offesa per le popolazioni calabresi e siciliane. La Rete No Ponte ha indetto per sabato 19 dicembre una manifestazione nazionale per dire NO al PONTE e per dirottare i fondi pubblici sulle reali emergenze come la messa in sicurezza dei nostri territori, la bonifica delle aree inquinate, una razionalizzazione dei servizi di attraversamento.
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retenoponte.it - noponte.it
calabria / scienze e tecnologie - mercoledì 02 dicembre 2009 - 15:16

>>>>Il sei dicembre ascolta qui lo streaming del Media Center di Calabria Indymedia e Out Of The Shell  da Lamezia per il forum delle associazioni <<<<

Il media center è un centro di media indipendenti, vuol dire che in esso  trovano spazio piu' media indipendenti , diversi mediattivisiti; tale spazio in genere viene allestito in occasioni importanti come manifestazioni presidi etc. nel media center è possibile scaricare  pubblicare foto video testi audio . Luogo dello scambio e della  cooperazione il media center favorisce la comunicazione dal basso e  rende possibile la reciproca  collaborazione fra realtà comunicative diverse. Out of the shell e Calabria Indymedia intendono portare avanti il discorso avviato ad Amantea col media camper allestito in occasione della manifestazione nazionale contro le navi dei veleni.

Parlare di mediattivismo senza praticare lo stesso equivale a parlare di aria fritta. Siamo convinti che bastano poche frasi per definire quello che intendiamo per mediattivismo, per caprie realmente vi invitiamo a partecipare al media center che out of the shell e calabria indymedia aprono a tutti: singoli e realtà di comunicazione di movimento, nelle seguenti iniziative

- il 3 4 5 dicembre a Cosenza allo Shaka Fest organizzato dal F.O.R.A. (dove si ricorda che Radio Ciroma trasmetterà in diretta

- il 6 dicembre a Lamezia per il forum delle associazioni

- il 19 dicembre a Reggio Calabria per la manifestazione no ponte

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