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            <title>Indymedia Calabria</title>
            <description>Tutti le ultime notizie pubblicate sul newswire a pubblicazione aperta.</description>
            <link>http://calabria.indymedia.org</link>
            <lastBuildDate>Sat, 07 Nov 2009 14:49:06 +0100</lastBuildDate>
            <language>it</language>
            	            <managingEditor>imc-calabria@lists.indymedia.org (Indymedia Calabria)</managingEditor>

            <webMaster>imc-calabria@lists.indymedia.org (Indymedia Calabria)</webMaster>

            <copyright>Open Content License, http://www.opencontent.org/</copyright>
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               <title>Indymedia Calabria</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org</link>
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            <item>
               <title>Sette anni di carcere ad un ex sacerdote - Decine di &quot;scomparsi&quot; nella clinica degli orrori</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4028</link>
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               <pubDate>Sat, 07 Nov 2009 14:49:06 +0100</pubDate>
               <author>Anna Maria De Luca</author>
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<!-- <p>Don Luberto fu arrestato con l'accusa di aver sottratto ingenti somme<br>di denaro dall'Istituto. Percosse e maltrattamenti a centinaia di degenti</p> -->
               <description>&lt;p&gt;Don Luberto fu arrestato con l'accusa di aver sottratto ingenti somme&lt;br&gt;di denaro dall'Istituto. Percosse e maltrattamenti a centinaia di degenti&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PAOLA&lt;/strong&gt; - Sette anni di reclusione: &amp;egrave; questa la condanna inflitta dal gup del Tribunale di Paola all'ex sacerdote don Alfredo Luberto, il responsabile dell'Istituto Papa Giovanni di Serra D'Aiello, passato alle cronache come &quot;la clinica degli orrori&quot;. Il pm, Eugenio Facciolla, ne aveva chiesto la condanna a sei anni e mezzo. I reati: associazione per delinquere, appropriazione indebita, truffa, riciclaggio, furto e abbandono di minori o incapaci. In totale sono scomparsi decine di milioni di euro. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Mentre i ricoverati nella clinica - di propriet&amp;agrave; della curia arcivescovile di Cosenza - vivevano nell'indigenza e in certi periodi, persino con la scabbia, il prete che la gestiva viveva nel lusso. Per fare l'inventario dei beni ritrovati nell'appartamento di don Luberto, i finanzieri impiegarono dodici ore: disegni di De Chirico, ori e argenti, collezioni rare di mobili ed orologi, un legg&amp;igrave;o scultura di Giacomo Manz&amp;ugrave;, e persino una sauna e una palestra in mansarda. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Luberto, sospeso a divinis, non era certo da solo a gestire il grande business che ruotava attorno alla clinica Papa Giovanni XXIII, che era anche un grande bacino elettorale che contava fino a 900 pazienti residenti nell'istituto e fino a duemila dipendenti. Tanto che era nota come la Fiat di Serra d'Aiello. Il gup ha infatti condannato anche l'ex direttore sanitario della struttura, Mario Carpino, a 4 mesi. Stessa pena &amp;egrave; stata inflitta a Aurora Morelli e Bernardino De Simone. Un quinto imputato, Renato Cocunato, &amp;egrave; stato condannato ad un anno, mentre altri due hanno patteggiato la pena: Giorgio Bianchi (2 anni) e Michelangelo Leo (un anno e quattro mesi). &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ma la parte pi&amp;ugrave; pesante della storia della clinica non &amp;egrave; ancora entrata nelle aule di giustizia. Da settembre 2008 la Procura di Paola ha infatti aperto un'altra inchiesta per decine di pazienti scomparsi, un centinaio di casi di lesione aggravata e quindici presunti omicidi. Tra le persone di cui si sono misteriosamente perse le tracce, Domenico Pio, un ragazzo che aveva problemi di deambulazione. Sono anni che la sua famiglia chiede verit&amp;agrave;. Non ha neanche una tomba su cui piangerlo. &quot;Dalla clinica di propriet&amp;agrave; della Curia non abbiamo neanche mai ricevuto una telefonata - racconta il fratello - per comunicarci la scomparsa&quot;. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Sono tante le testimonianze di parenti di ricoverati che hanno raccontato di maltrattamenti sub&amp;igrave;ti nella clinica. Come nel caso di una signora che fin&amp;igrave; nell'ospedale di Cosenza con fratture multiple. L'istituto era un posto dove venivano ricoverati per anni e anni invalidi, giovani, anziani, gente con problemi psichici, portati l&amp;igrave; da tutta Italia. Al momento della chiusura, a marzo, contava 550 dipendenti. Tutti avanzano anni e anni di stipendi e molti ora sono alla ricerca di lavoro, in una terra che lavoro non d&amp;agrave;. Un'altra tragedia nella tragedia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;6 novembre 2009&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4028#comments</comments>
               <category>Diritti e Libert&amp;agrave</category>
               <category>Cosenza</category>
               <category>Altri Media</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>radiocane: informazione del 6 novembre</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4027</link>
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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 16:44:54 +0100</pubDate>
               <author>radiocane</author>
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<!-- <p>informazione del 6 novembre 2009</p> -->
               <description>&lt;p&gt;informazione del 6 novembre 2009&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Londra: corrispondenza con franco, presente all'incontro internazionale di&lt;br&gt;Brighton sulla societ&amp;agrave; carcere. Una sintesi del dibattito e le differenze emerse tra nord e sud europa nell'intendere la lotta anticarceraria (da 2')&lt;br&gt;&lt;br&gt;Calabria: dalla nave dei veleni alla fabbrica dei tumori; un breve&lt;br&gt;passeggio nel circo degli eco orrori calabresi.&lt;br&gt;Francesco ci accompagna tra le menzogne di stato e ci racconta cosa si&lt;br&gt;muove dal basso (da 11'50'')&lt;br&gt;&lt;br&gt;Bologna: mentre si avvicina la manifestazione del 25 novembre contro la&lt;br&gt;violenza sulle donne continuano i presidi itineranti delle compagne contro&lt;br&gt;il CIE. Abbiamo sentito Nicoletta su quanto sta crescendo a bologna e altrove in&lt;br&gt;solidariet&amp;agrave; a joy e contro i CIE come dispositivi di controllo sui corpi&lt;br&gt;(da 19'18'').&lt;br&gt;&lt;br&gt;Napoli: occupazione nei pressi del quartiere Materdei, dove casapound ha&lt;br&gt;da qualche tempo inaugurato una sede. Stamattina cortei e blocchi.&lt;br&gt;L'occupazione avvia una tre giorni antifascista (da 24'39'')&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4027#comments</comments>
               <category>Ambiente e territorio</category>
               <category>Calabria</category>
               <category>Notizie</category>
               
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            <item>
               <title>Lo sciopero netturbini mette in ginocchio Palermo. La città è sommersa dai rifiuti</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4026</link>
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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 13:49:03 +0100</pubDate>
               <author>S</author>
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<!-- <p>Come succedeva a Napoli anche a Palermo le montagne di immondizia sui marciapiedi sono diventate una attrazione per i turisti che fotografano il degrado in cui si trova la citt&agrave;.</p> -->
               <description>&lt;p&gt;Come succedeva a Napoli anche a Palermo le montagne di immondizia sui marciapiedi sono diventate una attrazione per i turisti che fotografano il degrado in cui si trova la citt&amp;agrave;.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Lo sciopero dei netturbini di Amia Essemme e la crisi finanziaria del Coinres, il consorzio che si occupa del servizio nei comuni della provincia, hanno determinato l'accumulo di rifiuti con situazioni igienico-sanitarie al limite. A Palermo in ogni strada, anche in pieno centro, i cassonetti sono stracolmi di spazzatura, con la gente costretta a lasciare i sacchetti nei marciapiedi perch&amp;eacute; l'immondizia non viene raccolta da alcuni giorni. Anche la scorsa notte nei quartieri di periferia alcuni cittadini hanno bruciato i rifiuti che ormai vengono abbandonati anche di fronte alle scuole e agli ospedali. La situazione non &amp;egrave; migliore in molti comuni della provincia, dove la raccolta della spazzatura &amp;egrave; ferma per i problemi del Consorzio che la gestisce, a cui l'Amia impedisce di conferire i rifiuti nella discarica di Bellolampo per un contenzioso economico. C'&amp;eacute; un clima di tensione tra gli stessi operatori; due giorni fa a Palermo alcuni lavoratori di Amia Essemme hanno aggredito gli operatori della capogruppo Amia, sollevando l'indignazione del sindaco Diego Cammarata e del Prefetto Giancarlo Trevisone.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4026#comments</comments>
               <category>Lavoro-non-lavoro</category>
               <category>Sicilia</category>
               <category>Notizie</category>
               
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            <item>
               <title>Mannu libero, solidarietà agli antifascisti perquisiti</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4025</link>
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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:17:43 +0100</pubDate>
               <author>xx</author>
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<!-- <p><span style="font-family: 'Liberation Sans'; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Stamani le solerti forze di polizia hanno perquisito numerosi abitazioni di compagni e compagne appartenenti a centri sociali e non solo. Se questo non bastasse un compagno &egrave; stato arrestato adducendo ad un presunto pericolo di fuga </span></span></span></p> -->
               <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: 'Liberation Sans'; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Stamani le solerti forze di polizia hanno perquisito numerosi abitazioni di compagni e compagne appartenenti a centri sociali e non solo. Se questo non bastasse un compagno &amp;egrave; stato arrestato adducendo ad un presunto pericolo di fuga &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;MANNU LIBERO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;SOLIDARIETA' AGLI ANTIFASCISTI PERQUISITI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-tab-count: 1;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Stamani le solerti forze di polizia hanno perquisito numerosi abitazioni di compagni e compagne appartenenti a centri sociali e non solo. Se questo non bastasse un compagno &amp;egrave; stato arrestato adducendo ad un presunto pericolo di fuga per un viaggio in sud America che avrebbe dovuto, e far&amp;agrave;, nel mese di Febbraio. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Le accuse vanno dalla detenzione di presunti esplosivi, ai rapporti di solidariet&amp;agrave; internazionale, alle iniziative contro la presenza dei fascisti in citt&amp;agrave;, alle iniziative contro Forza Nuova a Rignano sull'Arno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Il GIP Pezzuti ha pensato bene di tentare la carta dell'aggravante di terrorismo, utilizzando in maniera piuttosto stravagante quanto previsto dal Decreto Pisanu sulla nuova definizione di terrorismo stesso &amp;ldquo; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans'; mso-bidi-font-size: 12.0pt;&quot;&gt;Sono considerate con finalit&amp;agrave; di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un&amp;rsquo;organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un&amp;rsquo;organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un&amp;rsquo;organizzazione internazionale, nonch&amp;eacute; le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalit&amp;agrave; di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l&amp;rsquo;Italia&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;rdquo;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Non stiamo qui a leccarci le ferite ma lanciamo da subito quello che deve essere per ognuno di noi una pratica da cui nessuno pu&amp;ograve; &amp;ldquo;dissociarsi&amp;rdquo;: la solidariet&amp;agrave;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Fuori da ogni richiesta di giustizialismo pensiamo che non sia casuale che in prossimit&amp;agrave; dell'ennesimo tentativo di svolgere iniziative in citt&amp;agrave; da parte di quei fascisti di Forza Nuova, si vada a colpire proprio chi in questi anni &amp;egrave; stato protagonista nell'impedire qualsiasi tipo di agibilit&amp;agrave; politica a questi loschi figuri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Nell'ultimo anno magistratura, questura hanno operato in maniera tale da cercare di stroncare nella nostra citt&amp;agrave; ogni tentativo di protagonismo politico, attraverso gli avvisi orali e le perquisizioni agli studenti, convocazioni in questura, fino ad arrivare a quanto &amp;egrave; successo oggi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Un clima davanti al quale, come pi&amp;ugrave; volte abbiamo detto e scritto, non si pu&amp;ograve; sottacere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Particolarmente in questo momento non possiamo pensare e tollerare che qualcuno si possa sentire non coinvolto da quanto sta succedendo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;Che sappia chi di dovere, davanti a quanto venuto alla luce in questi mesi, che non tollereremo nessun atto di vessazione verso il compagno arrestato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;VENERDI 6 NOVEMBRE ORE 17.30&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;PRESIDIO SOTTO LA PREFETTURA DI FIRENZE IN VIA CAVOUR&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;SABATO 7 NOVEMBRE ORE 16.00 PIAZZA SAN MARCO &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;MANIFESTAZIONE PER LA LIBERAZIONE DI MANNU&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;IN SOLIDARIETA' AI PERQUISITI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 9pt; font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Liberation Sans&amp;quot;; mso-fareast-font-family: 'DejaVu Sans'; mso-hansi-font-family: 'Liberation Sans';&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;CPA FI-SUD, CANTIERE SOCIALE K100, CSA NEXT EMERSON, MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA, INDIVIDUALITA' ANARCHICHE FIORENTINE, COLLETTIVO POLITICO SCIENZE POLITICHE, ASSEMBLEA DELLE SCUOLE IN LOTTA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4025#comments</comments>
               <category>Repressione</category>
               <category>Italia</category>
               <category>Comunicati</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Ponte sullo Stretto. Via libera del Cipe alla fase di Progettazione</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4024</link>
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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:02:01 +0100</pubDate>
               <author>ç</author>
<!-- test2 -->
<!-- <p><span>Questa mattina a Roma nuova riunione del Comitato Interministeriale per la programmazione economica</span></p> -->
               <description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Questa mattina a Roma nuova riunione del Comitato Interministeriale per la programmazione economica&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Tanta carne al fuoco questa mattina sul tavolo del Cipe riunito nella sede di Palazzo Chigi, con decisioni che riguardano da vicino anche la citt&amp;agrave; di Messina e la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Secondo le ultime notizie, infatti, il comitato interministeriale si &amp;egrave; espresso in merito a quel miliardo e 300 mila euro, di cui si &amp;egrave; fatto un gran parlare nei giorni del post alluvione che, come dichiarato nei mesi scorsi dal Ministro di Infrastrutture e trasporti &lt;strong&gt;Altero Matteoli&lt;/strong&gt;, verr&amp;agrave; stanziato per dare il via ad una prima fase di progettazione.&lt;br&gt; &lt;br&gt; Nessun cambio di rotta, dunque, o meglio di destinazione per i fondi statali che in tanti, rappresentanti politici e non, a seguito dell&amp;rsquo;alluvione di Giampilieri, Briga, Molino, Altolia, Scaletta, avevano chiesto venissero dirottati verso la messa in sicurezza del territorio della provincia messinese, per oltre il 60% a rischio di dissesto idrogeologico. Rimangono da risolvere anche alcuni &amp;ldquo;problemi tecnici&amp;rdquo;, &amp;egrave; stato detto nel corso della riunione, ma con la giornata di oggi i rappresentanti del governo si dicono soddisfatti per il risultato raggiunto sul fronte dell&amp;rsquo;apertura dei cantieri. &lt;br&gt; &lt;br&gt; Apertura dei cantieri che, come dichiarato dallo stesso presidente della societ&amp;agrave; &amp;ldquo;Stretto di Messina&amp;rdquo; &lt;strong&gt;Pietro Ciucci&lt;/strong&gt;, verranno inaugurati il 23 dicembre alla stazione di Villa san Giovanni-Cannitello. Annuncio quest&amp;rsquo;ultimo anch&amp;rsquo;esso condito da non poche polemiche sollevate da coloro che sostengono che i lavori da effettuare alla stazione ferroviaria calabrese erano stati precedentemente programmati e non in relazione alla costruzione del Ponte. &lt;br&gt; &lt;br&gt; Sul fronte del &amp;ldquo;no al ponte&amp;rdquo; doppio appuntamento in programma per il primo dicembre e il diciannove con due manifestazioni che si terranno, rispettivamente, a Torre Faro e Villa San Giovanni. Nella prima settimana del mese di natale &amp;egrave; prevista anche un&amp;rsquo;ulteriore riunione del Cipe per affrontare e discutere gli ultimi aspetti tenici della questione.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Ambiente e territorio</category>
               <category>Internazionale</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>L'Espresso riapre il caso Cetraro &quot;E' un'altra la nave dei veleni&quot;</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4023</link>
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               <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 09:11:35 +0100</pubDate>
               <author>Pietro</author>
<!-- test2 -->
<!-- <p>Le rivelazioni del pilota del Rov che il 12 settembre scorso s'immerse<br>a 470 metri in cerca dei bidoni tossici nel cargo affondato dal pentito Fonti</p> -->
               <description>&lt;p&gt;Le rivelazioni del pilota del Rov che il 12 settembre scorso s'immerse&lt;br&gt;a 470 metri in cerca dei bidoni tossici nel cargo affondato dal pentito Fonti&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;em&gt;di CARLO CIAVONI&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;OAS_RICH('Left'); &lt;strong&gt;ROMA - &lt;/strong&gt;Quella in fondo al mare di Cetraro, scoperta la scorsa settimana e risultata - secondo il ministero dell'Ambiente - una nave passeggeri - la Catania - affondata nel 1917 e non la tanto temuta &quot;nave dei veleni&quot;, potrebbe rivelarsi invece la &quot;nave delle bugie&quot;. In questa storia, in altre parole, c'&amp;egrave; qualcuno che non dice la verit&amp;agrave;. &lt;br&gt; &lt;br&gt; L'Espresso, oggi in edicola, pubblica un articolo di Riccardo Bocca, nel quale viene riportata la trascrizione della testimonianza audio del pilota del Rov - Remotely Operated Vehicle, il congegno meccanico dotato di telecamera per l'esplorazione dell'ambiente sottomarino - che il 12 settembre scorso scese a 470 metri per verificare se nelle stive di quello scafo c'erano o no dei bidoni sospetti. &lt;br&gt; &lt;br&gt; Il pilota parla di due stive pienissime di bidoni, tanto piene da non permettere l'ingresso neanche ai pesci. E questo non coincide affatto con quanto affermato dal ministero dell'Ambiente, che ha sempre detto che le stive della Catania erano vuote. Lo stesso pilota parla poi di uno scafo con una fiancata alta 6-7 metri e con una parte dello scafo interrato, mentre la Catania non era alta pi&amp;ugrave; di 5,5 metri. &lt;br&gt; &lt;br&gt; E ancora: le coordinate del punto in cui il primo Rov scese in cerca dei presunti veleni il 12 settembre scorso, sono diverse da quelle in cui &amp;egrave; sceso il secondo Rov, sulla verticale della Catania. C'&amp;egrave; una differenza di 3 miglia e mezzo, tra la prima nave con le stive piene e la seconda, con le stive vuote. &lt;br&gt; &lt;br&gt; Insomma, dichiarazioni che smentiscono di fatto la ricostruzione fatta gioved&amp;igrave; scorso alla Direzione Nazionale Antimafia, alla presenza del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, del Procuratore Piero Grasso, e del capo della Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, Vincenzo Lombardo. &lt;br&gt; &lt;br&gt; Il confronto fra le affermazioni del pilota del Rov con quelle ufficiali del Governo e dei magistrati, pone diversi interrogativi. Ma uno, prima di tutti: i filmati e le immagini portate a testimonianza dalle pubbliche autorit&amp;agrave; gioved&amp;igrave; scorso alla Direzione Nazionale Antimafia si riferiscono ad una nave che non &amp;egrave; quella che si sarebbe dovuta cercare?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/nave-dellebugie/nave-dellebugie.html?rss?ref=rephpnews&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4023#comments</comments>
               <category>Ambiente e territorio</category>
               <category>Internazionale</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Australian 'ndrangheta. I codici di affiliazione e la missione di Nicola Calipari</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4022</link>
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               <pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:31:05 +0100</pubDate>
               <author>cod.1</author>
<!-- test2 -->
<!-- <p>Il volume prende spunto dalla relazione e dalla documentazione ad essa allegata che Nicola Calipari consegn&ograve;, nei primi anni '90, a Vincenzo Macr&igrave;. Si tratta di materiale del tutto inedito, che consente di aprire uno squarcio circa la presenza della 'ndrangheta nel continente australiano, di cui sinora poco si sa e pochissimo si &egrave; scritto. Vincenzo Macr&igrave; delinea un quadro della presenza della 'ndrangheta in Australia, prima e dopo la missione di Calipari dal quale si comprende la straordinaria capacit&agrave; di diffusione della mafia calabrese, anche rispetto alle "consorelle" italiane pi&ugrave; famose, come mafia siciliana e camorra, che in Australia sono del tutto assenti. Al contrario, la presenza della 'ndrangheta &egrave; continua, invasiva e pericolosa, tanto da costringere il governo australiano ad una serie di interventi investigativi e repressivi, di grande rilievo, che tuttavia non produssero risultati definitivi. Enzo Ciconte affronta una analisi dettagliata del materiale documentale allegato alla relazione di Nicola Calipari, ed in particolare degli esemplari manoscritti di "codici della 'ndrangheta" rinvenuti dagli investigatori australiani nelle abitazioni di uomini d'onore calabresi.</p> -->
               <description>&lt;p&gt;Il volume prende spunto dalla relazione e dalla documentazione ad essa allegata che Nicola Calipari consegn&amp;ograve;, nei primi anni '90, a Vincenzo Macr&amp;igrave;. Si tratta di materiale del tutto inedito, che consente di aprire uno squarcio circa la presenza della 'ndrangheta nel continente australiano, di cui sinora poco si sa e pochissimo si &amp;egrave; scritto. Vincenzo Macr&amp;igrave; delinea un quadro della presenza della 'ndrangheta in Australia, prima e dopo la missione di Calipari dal quale si comprende la straordinaria capacit&amp;agrave; di diffusione della mafia calabrese, anche rispetto alle &quot;consorelle&quot; italiane pi&amp;ugrave; famose, come mafia siciliana e camorra, che in Australia sono del tutto assenti. Al contrario, la presenza della 'ndrangheta &amp;egrave; continua, invasiva e pericolosa, tanto da costringere il governo australiano ad una serie di interventi investigativi e repressivi, di grande rilievo, che tuttavia non produssero risultati definitivi. Enzo Ciconte affronta una analisi dettagliata del materiale documentale allegato alla relazione di Nicola Calipari, ed in particolare degli esemplari manoscritti di &quot;codici della 'ndrangheta&quot; rinvenuti dagli investigatori australiani nelle abitazioni di uomini d'onore calabresi.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Anche la 'ndrangheta ai suoi codici. Rituali, regole, principi che si riproducono in ogni tempo e ad ogni latitudine consentendo il perpetuarsi delle attivit&amp;agrave; criminali. Cos&amp;igrave; in Calabria come, ad esempio, in Australia. Lo si apprende leggendo &quot;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Australian 'ndrangheta - I codici di affiliazione e la missione di Nicola Calipari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&quot;, &lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; Il volume, trae spunto dalla missione svolta da Calipari nel 1988 in Australia per conto del governo italiano. Si tratta di materiale del tutto inedito della relazione finale consegnata dallo stesso Calipari al ministero dell'Interno, che consente di aprire uno squarcio sulla presenza della 'ndrangheta nel continente australiano di cui sinora poco si sa e pochissimo si &amp;egrave; scritto. Gli autori delineano un quadro della presenza della 'ndrangheta in Australia, prima e dopo la missione di Calipari, dal quale si comprende la straordinaria capacit&amp;agrave; di diffusione della mafia calabrese anche rispetto alle 'consorelle' italiane pi&amp;ugrave; famose, come mafia siciliana e camorra che in Australia sono del tutto assenti.&lt;br&gt; &lt;br&gt; Al contrario, la presenza della 'ndrangheta &amp;egrave; continua, invasiva e pericolosa, tanta da costringere il governo australiano ad una serie di interventi investigativi e repressivi, di grande rilievo, che tuttavia non produssero risultati definitivi. Tra il materiale allegato alla relazione di Calipari spiccano, gli esemplari manoscritti di 'codici della 'ndrangheta' rinvenuti dagli investigatori australiani nelle abitazioni di uomini d'onore calabresi. Il raffronto anche con i codici ottocenteschi e con quelli conosciuti dopo la missione di Calipari consente di cogliere la sostanziale omogeneit&amp;agrave; non solo dei riti di affiliazione, ma degli stessi modelli organizzativi che regolano la vita dei &quot;locali&quot; di 'ndrangheta in ogni parte del mondo e l'importanza che tali codici assumono, anche ai nostri giorni, quale forte richiamo identitario.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4022#comments</comments>
               <category>Mafie</category>
               <category>Internazionale</category>
               <category>Analisi e opinioni</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Nave dei veleni, Commodari: «la verità e non depistaggi»</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4021</link>
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               <pubDate>Thu, 05 Nov 2009 18:22:06 +0100</pubDate>
               <author>GEI</author>
<!-- test2 -->
<!-- <p>Il componente del comitato politico nazionale del Prc, Pino Commodari parla dei &laquo;Troppi interrogativi emersi dopo la rassicurante conferenza stampa del ministro Prestigiacomo e del procuratore nazionale antimafia Grasso&raquo;</p> -->
               <description>&lt;p&gt;Il componente del comitato politico nazionale del Prc, Pino Commodari parla dei &amp;laquo;Troppi interrogativi emersi dopo la rassicurante conferenza stampa del ministro Prestigiacomo e del procuratore nazionale antimafia Grasso&amp;raquo;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;laquo;Dopo la ribellione del popolo calabrese che si &amp;egrave; manifestata ad Amantea per dire basta ai veleni sparsi per la Calabria puntualmente si &amp;egrave; ripresentata l'azione di depistaggio&amp;raquo;. Lo afferma in una nota il componente del comitato politico nazionale del Prc, Pino Commodari. &amp;laquo;Non pu&amp;ograve; essere definita diversamente &amp;ndash; aggiunge &amp;ndash; l'azione messa in atto da un serie di soggetti, i cosiddetti 'corpi dello Stato e delle istituzion&amp;igrave;: Ministro, Marina Militare, e pezzi della politica calabrese di centrodestra. Corpi dello Stato e soggetti istituzionali che, come hanno documentato autorevoli quotidiani regionali e nazionali, sapevano gi&amp;agrave; molti anni prima cosa si trovava nel mare di Cetraro e che hanno taciuto. La Ministra all&amp;rsquo;Ambiente Prestigiacomo, dopo i rilievi effettuati dalla nave Mare Oceano, ha immediatamente escluso che si trattava della nave 'Cunsky' e di conseguenza che non vi era alcun pericolo per le popolazione, mentre il centrodestra calabrese si &amp;egrave; apprestato ad emettere sentenza di condanna, naturalmente senza difesa e senza alcun appello, nei confronti di coloro che erano stati protagonisti del reato di procurato allarme, senza per&amp;ograve; la presenza di un reale pericolo&amp;raquo;. &lt;br&gt; &amp;laquo;Troppi interrogativi &amp;ndash; prosegue Commodari &amp;ndash; sono emersi dopo la rassicurante conferenza stampa della Ministra e del Procuratore Nazionale Antimafia, troppi elementi non coincidono tra loro. Primo: Le dichiarazione secretate del Pm Greco smentiscono le verit&amp;agrave; della Prestigiacomo e della nave Mare Oceano. Per intenderci le navi sono tre, anzi quattro, quando non c'&amp;egrave; ne doveva essere alcuna. Secondo: La dichiarazione della Ministra, che certificava che la nave a largo di Cetraro non era la Cunsky, &amp;egrave; stata rilasciata prima che il Rov della Geolab di Mare Oceano si immergesse nella acque. Terzo: Le stesse immagini realizzate sul relitto dalla Geolab di Mare Oceano non sono sovrapponibili a quelle consegnate alla Procura di Paola dalla Copernaut. I fondali si mostrano diversi, gli scenari divergono sostanzialmente fra loro, le caratteristiche del relitto significativamente discordanti. Quarto: Le misurazioni realizzate dalla Geolab non sono assolutamente equiparabili con quelle fornite dalla Copernaut: la nave misurata da Geolab &amp;egrave; lunga 95 metri, larga dodici e con murate alte sei metri; quella della Copernaut &amp;egrave; lunga 120 metri, larga 20 e con murate alte 12 metri. Il relitto 'fotografat&amp;ograve; dal sonar di Geolab &amp;egrave; adagiato perfettamente sul fondale; quello della Copernaut presenta una inclinazione di circa 45 gradi. Quinto: in trentasette minuti di filmato, girato dal Rov della Copernaut, attorno al relitto non si nota neanche un accenno di vegetazione perch&amp;egrave;, come assicurano tre oceanografi, sarebbe impossibile il contrario a circa cinquecento metri di profondit&amp;agrave;&amp;raquo;. &amp;laquo;Oltre ai tentativi di depistaggio &amp;ndash; evidenzia ancora Commodari &amp;ndash; compaiono in questa vicenda personaggi come l&amp;rsquo;avvocato Mills, Giorgio Comerio. Un uomo che ha goduto di molte coperture internazionali. Il faccendiere al centro delle trame dell&amp;rsquo;omicidio di Ilaria Alpi. Uomo che ha conosciuto l&amp;rsquo;avvocato Mills, quando questi &amp;egrave; entrato in affari nel tentativo di realizzare il sistema che conficcava negli oceani le scorie radioattive, Attanasio, armatore napoletano di 56 anni proprietario della Nave Mare Oceano, Mario Scaramella. E poi vi sono le morti del capitano Natale de Grazia, della giornalista Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, causate perch&amp;egrave; avevano scoperto la verit&amp;agrave; sul traffico internazione di rifiuti tossici e radioattivi&amp;raquo;. &lt;br&gt; &amp;laquo;Il popolo calabrese &amp;ndash; conclude &amp;ndash; rivendita e pretende la verit&amp;agrave; su ci&amp;ograve; che &amp;egrave; stato affondato nei nostri mari e sotterrato nelle nostre montagne. Lotteremo affinch&amp;egrave; anche questa vicenda non si trasformi in uno dei tanti &amp;laquo;segreti italiani&amp;raquo;, dei quali non sar&amp;agrave; mai possibile conoscere la verit&amp;agrave;&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4021#comments</comments>
               <category>Ambiente e territorio</category>
               <category>Internazionale</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Ponte sullo Stretto. Le bugie sulla “finanza di progetto” e sui rischi per il territorio</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4020</link>
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               <pubDate>Thu, 05 Nov 2009 14:01:39 +0100</pubDate>
               <author>f</author>
<!-- test2 -->
<!-- <p>MESSINA &ndash; La recente tragedia di Messina ha riproposto con forza il dibattito circa l&rsquo;opportunit&agrave; di investire in grandi opere rispetto all&rsquo;utilit&agrave; di intervenire sul territorio con opere di prevenzione e contenimento del danno idrogeologico, a garanzia della sicurezza ed a tutela della stessa vita dei cittadini residenti in aree ad elevato rischio, quali quelle dei comuni dell&rsquo;area dello Stretto di Messina.</p> -->
               <description>&lt;p&gt;MESSINA &amp;ndash; La recente tragedia di Messina ha riproposto con forza il dibattito circa l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di investire in grandi opere rispetto all&amp;rsquo;utilit&amp;agrave; di intervenire sul territorio con opere di prevenzione e contenimento del danno idrogeologico, a garanzia della sicurezza ed a tutela della stessa vita dei cittadini residenti in aree ad elevato rischio, quali quelle dei comuni dell&amp;rsquo;area dello Stretto di Messina.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Il Presidente della Repubblica ha sottolineato la priorit&amp;agrave; logica di questi ultimi interventi in luogo di &amp;ldquo;opere faraoniche&amp;rdquo;. Il Ministro Matteoli (e con lui altri esponenti del Governo), quasi rispondendo alla sollecitazione del Presidente, ha affermato che il ponte sullo Stretto non ha nulla a che vedere con le politiche di sicurezza e prevenzione del rischio idrogeologico nel messinese per almeno due ragioni:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1) le risorse per il ponte sono di provenienza sostanzialmente privata, essendo legate alla realizzazione di uno schema di project financing, dunque tali risorse non sono stornabili per finalit&amp;agrave; differenti; 2) se i cantieri fossero stati aperti il territorio sarebbe stato pi&amp;ugrave; sicuro (e la tragedia di Giampilieri sarebbe forse stata contenuta, se non evitata). Le conclusioni di queste argomentazioni sono che: &amp;ldquo;il ponte non si ferma&amp;rdquo; e &amp;ldquo;i cantieri apriranno entro il 2010&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Comprendiamo le esigenze della comunicazione politica e la necessit&amp;agrave; di rassicurare parte del proprio elettorato e della propria base parlamentare, ma vorremmo fare un po&amp;rsquo; di chiarezza sui termini del discorso e sottolineare le imprecisioni con cui esso &amp;egrave; argomentato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Iniziamo dal primo punto. Le risorse del ponte sarebbero di provenienza prevalentemente privata (5&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;miliardi su 6,3, per un importo pari all&amp;rsquo;80% del costo complessivo &amp;ndash; AGI, 7 ottobre). Allo stato non risulta sussistere alcun finanziamento privato per l&amp;rsquo;infrastruttura. E d&amp;rsquo;altronde non sarebbe possibile averne, visto che il progetto ancora non esiste, se non nella sua versione preliminare del 2002. Esiste invece una delibera di stanziamento dal parte del CIPE, che impegna il governo a destinare all&amp;rsquo;opera 1,3 miliardi in pi&amp;ugrave; anni, secondo disponibilit&amp;agrave; di bilancio. Gli unici soldi potenzialmente esistenti per il ponte sono dunque in questo momento di provenienza esclusivamente pubblica: stanziati dal Governo, ma non resi disponibili dal Tesoro, che ha assunto un impegno futuro, imprecisato nei tempi e vincolato alle effettive disponibilit&amp;agrave; del bilancio pubblico. In altre parole, al momento, in termini reali, non ci sono fondi n&amp;eacute; privati n&amp;eacute; pubblici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il primo punto contiene anche una seconda imprecisione quando invoca l&amp;rsquo;istituto del project financing.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A suo tempo l&amp;rsquo;A.D. della Stretto di Messina SpA, Pietro Ciucci, aveva affermato che si sarebbe trattato di finanza di progetto senza garanzia da parte dello Stato. La &amp;ldquo;finanza di progetto&amp;rdquo; prevede raccolta di &amp;ldquo;capitale di debito&amp;rdquo; che dovrebbe essere conferito dal mercato in ragione di valutazioni relative alla redditivit&amp;agrave; del progetto; in assenza di garanzia formale da parte dello Stato, il rischio di progetto verrebbe sostanzialmente assunto dai finanziatori. Non &amp;egrave; questo il caso del progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Il piano finanziario originario prevedeva che la met&amp;agrave; del costo stimato dell&amp;rsquo;investimento avrebbe dovuto essere reperito sul mercato dei capitali, tramite emissioni di obbligazioni. Allo stesso tempo, il piano di ammortamento rateizzava in due periodi di concessione il recupero del capitale investito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E il Governo si impegnava, qualora i ricavi della gestione non fossero stati sufficienti, a &amp;ldquo;riscattare&amp;rdquo; l&amp;rsquo;opera alla scadenza della prima concessione (30 anni) per un importo massimo pari alla met&amp;agrave; del costo dell&amp;rsquo;investimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In altri termini, se i ricavi del ponte non sono sufficienti, lo Stato &amp;ldquo;restituisce&amp;rdquo; al concessionario (la Stretto di Messina SpA) il 50% del valore investito: esattamente quanto sottoscritto dai privati. Tanto meno bene vanno i conti di gestione, tanto maggiore &amp;egrave; la &amp;ldquo;restituzione&amp;rdquo; da parte dello Stato, fino a garantire totalmente l&amp;rsquo;emissione obbligazionaria. Come si fa a parlare di &amp;ldquo;rischio&amp;rdquo; assunto dai privati in ragione delle prospettive di rendimento dell&amp;rsquo;opera? In realt&amp;agrave; il rischio &amp;egrave; totalmente a carico dello Stato, mentre i privati sono in tutto garantiti dalla clausola sul &amp;ldquo;valore di riscatto&amp;rdquo;. &amp;Egrave; un project financing &amp;ldquo;taroccato&amp;rdquo; e garantito dallo Stato. Non a caso il meccanismo viene esplicitamente posto in essere per facilitare la &amp;ldquo;bancabilit&amp;agrave;&amp;rdquo; del progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul secondo punto (&amp;ldquo;se i cantieri del ponte fossero stati aperti, il territorio sarebbe stato maggiormente sicuro&amp;rdquo;) vi sono aspetti di tragica comicit&amp;agrave;. &amp;Egrave; vero. La costruzione del ponte impatterebbe sul territorio urbano per circa 15 chilometri, circonvallando a monte un lungo pezzo di citt&amp;agrave;; i lavori inoltre investirebbero la citt&amp;agrave; fin nel cuore del suo centro residenziale, dovendo raccordare i tracciati autostradali e ferroviari con la rampa di accesso al ponte. Sarebbe un&amp;rsquo;invasione imponente e probabilmente non sostenibile da parte del tessuto urbano messinese. Ma, con buona pace del Ministro, non interesserebbe tutto il territorio comunale. E i luoghi della frana distano oltre 20 chilometri dal cantiere pi&amp;ugrave; vicino (via S. Cecilia, nel progetto preliminare) ed oltre 30 chilometri dalla rampa di accesso. Come avrebbe potuto un cantiere distante 25-30 chilometri preservare dalla frana un borgo medievale collinare come Giampilieri Superiore? In realt&amp;agrave; i cantieri del ponte, lungi dal ridurlo, potrebbero incrementare il rischio idrogeologico della citt&amp;agrave;, nella misura in cui il progetto preliminare prevede l&amp;rsquo;attivazione di sei discariche per il materiale di risulta, localizzate in zone vallive di impluvio, a ridosso di aree urbanizzate ed abitate: sei &amp;ldquo;tappi&amp;rdquo; che rischiano di saltare addosso alle case sottostanti alla prima pioggia significativa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poich&amp;eacute;, per quanto detto prima, gli unici fondi virtualmente esistenti per il ponte sono di provenienza governativa, mentre non esiste un centesimo attualmente investito da soggetti privati, la &amp;ldquo;non stornabilit&amp;agrave;&amp;rdquo; delle somme &amp;egrave; argomento privo di fondamento. Si tratta semplicemente di valutazioni di priorit&amp;agrave; e, nell&amp;rsquo;assenza: a) di disponibilit&amp;agrave; alternative per la sicurezza idrogeologica, b) di esistente concorrenza privata di fondi per il progetto del ponte, c) financo del progetto definitivo dell&amp;rsquo;opera, nulla osterebbe ad una scelta di responsabilit&amp;agrave; del Governo che destinasse lo stanziamento per il ponte al finanziamento degli interventi di prevenzione e contenimento del rischio sismico e idrogeologico per le citt&amp;agrave; dell&amp;rsquo;area dello Stretto di Messina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;* Responsabile settore economico del Centro Studi per l&amp;rsquo;Area dello Stretto di Messina &amp;ldquo;Fortunata Pellizzeri&amp;rdquo; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4020#comments</comments>
               <category>Ambiente e territorio</category>
               <category>Internazionale</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Torino: vogliono sgomberare l'Asilo Squat</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4019</link>
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               <pubDate>Thu, 05 Nov 2009 13:04:03 +0100</pubDate>
               <author>Makno</author>
<!-- test2 -->
<!-- <p>Solidariet&agrave; .... Solidarit&eacute; ... Solidarity .... Solidaridad......</p> -->
               <description>&lt;p&gt;Solidariet&amp;agrave; .... Solidarit&amp;eacute; ... Solidarity .... Solidaridad......&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Torino: vogliono sgomberare l'Asilo Squat&lt;br&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;vogliono sgomberare l'Asilo Squat&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;basta sgomberi!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Asilo non si tocca Contro tutti gli sgomberi!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo sgombero dell'Asilo Occupato di Via Alessandria &amp;egrave; stato deciso. Non si tratta ormai di sapere pi&amp;ugrave; se ma solo quando. Alcune voci dai palazzi del potere affermano si tratti solo di una questione di comodit&amp;agrave;, se cio&amp;egrave; eseguire lo sgombero nelle prossime giornate oppure agire di sorpresa tra qualche settimana, finita la canea mediatica di questi giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fatto sta che la decisione &amp;egrave; stata presa: un altro pezzo di citt&amp;agrave; libera viene sacrificato da Chiamparino per zittire una destra sempre pi&amp;ugrave; idrofoba ed assetata di repressione. Repressione che il sindaco ha sempre pubblicamente evocato e sostenuto a sua volta, sia chiaro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Viene invocato, da entrambi gli schieramenti politici, ed all'unanimit&amp;agrave;, &amp;ldquo;il ripristino della legalit&amp;agrave;&amp;rdquo;. La stessa legalit&amp;agrave; che viene bellamente ignorata in Sala Rossa, quando si tratta di intervenire contro il lavoro nero, le case affittate per centinaia di euro ai poveri ed agli stranieri senza alcuno straccio di contratto), il mancato rispetto delle leggi di sicurezza sul lavoro che ogni giorno mietono decine di vittime tra morti e feriti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per tutto questo c'&amp;egrave; tempo. Invece, quando si tratta di una libera esperienza di autogestione ecco allora che la sete di legalit&amp;agrave; scatena un'ansia incontenibile tra i potenti che corrono subito ad invocare repressione, arresti e manganellate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si vogliono cancellare 14 anni di autogestione a Porta Palazzo per mascherare le vere magagne di una Torino sull'orlo del collasso: disoccupazione crescente, debiti miliardari per la kermesse olimpica, strade e piazze militarizzate per reprimere con la violenza il malcontento sempre pi&amp;ugrave; diffuso e dilagante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo sgombero dell'Asilo Occupato si prefigge come uno dei tanti fallimenti di una giunta di sinistra che dopo aver depauperato la citt&amp;agrave; per conto dei padroni delle olimpiadi (gli stessi che prima dominavano le ferriere), ed aver aperto la strada al disastro ecologico del TAV, ora si appresta a voler consegnare alla destra fascista una citt&amp;agrave; &amp;ldquo;ripulita&amp;rdquo; dei pochi che ancora osavano andare in piazza a smascherare i nuovi fascisti, ormai sempre meno paurosi di mostrarsi in pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fermiamo le fasulle pretese legalitarie di un potere corrotto e nocivo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Impediamo lo sgombero dell'Asilo Occupato, non permettiamogli di reprimere un'esperienza di autogestione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Orecchie ed occhi ben aperti per le iniziative di risposta che ci saranno a breve!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sabato 7 novembre ore 11 assemblea aperta all'asilosquat&lt;br&gt;ore 13 dal Balon corteo in quartiere&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli occupanti dell'Asilosquat&lt;br&gt;Via Alessandria 12&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Porta Palazzo Turin&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Related Link: &lt;a title=&quot;http://tuttosquat.net/&quot; href=&quot;http://tuttosquat.net/&quot;&gt;http://tuttosquat.net/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4019#comments</comments>
               <category>Spazi Liberati</category>
               <category>Calabria</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>posto fisso day</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4018</link>
               <guid isPermaLink="true">http://calabria.indymedia.org/article/4018</guid>
               <pubDate>Thu, 05 Nov 2009 01:16:12 +0100</pubDate>
               <author>precari in lotta</author>
<!-- test2 -->
<!-- <p>posto fisso day</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 14pt;">&nbsp;</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 16pt;">11 novembre alle ore 16 </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 16pt;">a Roma in Piazza Monte Citorio</span></p>
<p><span style="font-size: 16pt;">e in tutte le altre citt&agrave; d&rsquo;Italia presso le Prefetture.</span></p> -->
               <description>&lt;p&gt;posto fisso day&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 16pt;&quot;&gt;11 novembre alle ore 16 &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 16pt;&quot;&gt;a Roma in Piazza Monte Citorio&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 16pt;&quot;&gt;e in tutte le altre citt&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia presso le Prefetture.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18pt;&quot;&gt;Comunicato Stampa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 18pt;&quot;&gt;POSTO FISSO DAY&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 16pt;&quot;&gt;11 novembre alle ore 16 &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 16pt;&quot;&gt;a Roma in Piazza Monte Citorio&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 16pt;&quot;&gt;e in tutte le altre citt&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia presso le Prefetture.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;I precari e le precarie della scuola invitano tutti i lavoratori e le lavoratrici a partecipare al POSTO FISSO DAY .Gli insegnanti e il personale Ata stanno infatti pagando le conseguenze dei tagli del governo Berlusconi - Tremonti con la precariet&amp;agrave; e la disoccupazione e se solo in quest&amp;rsquo;anno scolastico vengono tagliati ben 57.000 posti di lavoro, nei prossimi due anni saranno espulsi almeno altri 100.000 lavoratori e lavoratrici.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Ma questo &amp;egrave; un problema che riguarda l&amp;rsquo;intero Pubblico Impiego e coinvolge interi settori del privato, come dimostrano le lotte che gli operai stanno portando avanti da mesi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Ora per&amp;ograve;, dopo aver tagliato centinaia di migliaia di&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;posti, Tremonti ci dice:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;ldquo; Credo nel posto fisso, la mobilit&amp;agrave; non &amp;egrave; un valore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;rdquo;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;SIAMO D&amp;rsquo;ACCORDO!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;E CHIEDIAMO AL MINISTRO DI PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Si invitano perci&amp;ograve; &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;i movimenti, le associazioni, i comitati, i collettivi, le reti, le organizzazioni di precari, gli autonomi e gli autorganizzati, i singoli inoccupati, disoccupati, licenziati a sostenere e partecipare all&amp;rsquo;iniziativa, a scendere in campo tutti e tutte&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;insieme inondando le strade, le piazze, le prefetture, per chiedere ci&amp;ograve; in cui noi abbiamo sempre creduto e per impedire a questo governo ( come a qualunque altro) di giocare con le nostre esistenze:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;RITIRO DI TUTTI I TAGLI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;IMMISSIONI IN RUOLO SU TUTTI I POSTI VACANTI &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Assemblea Nazionale Precari\e Scuola&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;MIUR 23 ottobre &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Per contatti:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;NORD:&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13pt; font-family: &amp;quot;Lucida Grande&amp;quot;; color: black;&quot;&gt; &lt;a href=&quot;mailto:mikeste@iol.it&quot;&gt;mikeste@iol.it&lt;/a&gt; , &lt;a href=&quot;mailto:manuel.posadas@libero.it&quot;&gt;manuel.posadas@libero.it&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;mailto:gina.pepe@fastwebnet.it&quot;&gt;gina.pepe@fastwebnet.it&lt;/a&gt; &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13pt; font-family: &amp;quot;Lucida Grande&amp;quot;; color: black;&quot;&gt;sara.mautino[AT]gmail.com&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;CENTRO:&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13pt; font-family: &amp;quot;Lucida Grande&amp;quot;; color: black;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13pt; font-family: &amp;quot;Lucida Grande&amp;quot;; color: black;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;mailto:franceska28@hotmail.com&quot;&gt;&lt;span&gt;franceska28@hotmail.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13pt; font-family: &amp;quot;Lucida Grande&amp;quot;; color: black;&quot;&gt; , &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13pt; font-family: &amp;quot;Lucida Grande&amp;quot;; color: black;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;mailto:ricigliano1@interfree.it&quot;&gt;&lt;span&gt;ricigliano1@interfree.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13pt; font-family: &amp;quot;Lucida Grande&amp;quot;; color: black;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;SUD:&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13pt; font-family: &amp;quot;Lucida Grande&amp;quot;; color: black;&quot;&gt; &lt;a href=&quot;mailto:alessandro_dauria@yahoo.it&quot;&gt;alessandro_dauria@yahoo.it&lt;/a&gt; , &lt;a href=&quot;mailto:valentina@tightrope.it&quot;&gt;valentina@tightrope.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13pt; font-family: &amp;quot;Lucida Grande&amp;quot;; color: black;&quot;&gt;ISOLE: &lt;a href=&quot;mailto:barbara.evol@tiscalinet.it&quot;&gt;barbara.evol@tiscalinet.it&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Per adesioni:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 13pt; font-family: &amp;quot;Lucida Grande&amp;quot;; color: black;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;mailto:precaridisalernoinlotta@gmail.com&quot;&gt;precaridisalernoinlotta@gmail.com&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4018#comments</comments>
               <category>Lavoro-non-lavoro</category>
               <category>Italia</category>
               <category>Eventi</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Tribunale di Cosenza : notizie relative ai Rom rumeni colpiti da decreto di espulsione</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4017</link>
               <guid isPermaLink="true">http://calabria.indymedia.org/article/4017</guid>
               <pubDate>Thu, 05 Nov 2009 00:06:46 +0100</pubDate>
               <author>Baobab, La Kasbah, Mo.C.I., Ciroma FORA coessenza Babylon</author>
<!-- test2 -->
<!-- <p>Tribunale di Cosenza : notizie relative ai Rom rumeni colpiti da decreto di espulsione</p> -->
               <description>&lt;p&gt;Tribunale di Cosenza : notizie relative ai Rom rumeni colpiti da decreto di espulsione&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosenza, 04 novembre 2009&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In data 04 novembre 2009 si &amp;egrave; tenuta, presso il Tribunale di Cosenza, l'udienza relativa agli 80 ricorsi avverso i decreti di allontanamento emessi dal Prefetto di Cosenza, nei confronti dei cittadini rumeni di etnia rom del campo di Vaglio Lise di Cosenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tale udienza la Prefettura di Cosenza ha contestato la fondatezza dei ricorsi e si &amp;egrave; opposta alla richiesta di sospensiva avanzata dall'avvocato D'Amico e dal team di legali delle associazioni in tutela della comunit&amp;agrave; rom di Cosenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si comunica che i Giudici preposti hanno deliberato il rinvio dell'udienza al giorno 11 novembre 2009 e hanno accolto la richiesta di sospensiva avanzata dai legali dei ricorrenti rom rumeni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esprimiamo grande soddisfazione per l'accoglimento della sospensiva del decreto di allontanamento che permetter&amp;agrave; ai cittadini rom raggiunti da tale provvedimento di permanere sul suolo italiano fino alla prossima udienza, senza alcun timore di essere allontanati con la forza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo continueremo a chiedere a gran voce che tutte le Istituzioni coinvolte, in primis l'Amministrazione Comunale di Cosenza, si adoperino per individuare nell'immediato, soluzioni alternative all'allontanamento dei cittadini rom rumeni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Associazione Baobab, Associazione La Kasbah, Mo.C.I., Ciroma, FORA, Coessenza, Babylon&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4017#comments</comments>
               <category>Migranti</category>
               <category>Cosenza</category>
               <category>Comunicati</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Il vaccino dalle uova d'oro</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4016</link>
               <guid isPermaLink="true">http://calabria.indymedia.org/article/4016</guid>
               <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 23:48:49 +0100</pubDate>
               <author>anonimo</author>
<!-- test2 -->
<!-- acchiappa la suina<BR>
<p><span style="font-size: 11px; color: #333333; line-height: 18px;">IL VACCINO DALLE UOVA D'ORO<br>Sorpresa: nei grandi ospedali per malattie infettive buona parte di medici in servizio non intende vaccinarsi contro il virus della Suina. Succede al Cotugno di Napoli. E non solo. Vediamo perche'</span></p> -->
               <description>acchiappa la suina&lt;BR&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11px; color: #333333; line-height: 18px;&quot;&gt;IL VACCINO DALLE UOVA D'ORO&lt;br&gt;Sorpresa: nei grandi ospedali per malattie infettive buona parte di medici in servizio non intende vaccinarsi contro il virus della Suina. Succede al Cotugno di Napoli. E non solo. Vediamo perche'&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12px; color: #336699; line-height: 18px;&quot;&gt; Il vaccino dalle uova d'oro &lt;span style=&quot;color: #003366; font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10px;&quot;&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;a href=&quot;http://www.megachipdue.info/tematiche/beni-comuni/1040-il-vaccino-dalle-uova-doro.html&quot;&gt;http://www.megachipdue.info/tematiche/beni-comuni/1040-il-vaccino-dalle-uova-dor...&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0.5em; padding-left: 0px; margin: 0px;&quot;&gt;IL VACCINO DALLE UOVA D'ORO&lt;br&gt;Sorpresa: nei grandi ospedali per malattie infettive buona parte di medici in servizio non intende vaccinarsi contro il virus della Suina. Succede al Cotugno di Napoli. E non solo. Vediamo perche'.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0.5em; padding-left: 0px; margin: 0px;&quot;&gt;Se, come dimostrano i numeri, i colossi del farmaco, dall'alto del loro mezzo biliardo di dollari e passa all'anno di fatturato, superano di gran lunga l'invincibile industria delle armi, non risulta poi cosi' difficile capire perche' periodicamente, con cadenza ormai &amp;ldquo;regolare&amp;rdquo;, scoppia l'allarme mediatico sulle pandemie che, come altrettanti Armageddon, stanno arrivando a flagellare il pianeta, mietendo milioni di vittime e rendendo percio' piu' che mai invocato l'arrivo di specifici vaccini. Virus creati in laboratorio proprio per far nascere la necessita' di contrastarli, mantenendo su livelli altissimi le corazzate quotate in Borsa? E, in ogni caso, quali conseguenze potranno avere sulla salute umana prodotti a base di virus, realizzati molto spesso sull'onda dell'emergenza, ma destinati alla profilassi di massa su scala mondiale (quest'anno da novembre in poi)?&lt;br&gt;Quasi &amp;ldquo;naturale&amp;rdquo;, allora, che dopo gli allarmi globalizzati sul virus dell'antrace (2001) e sull'influenza aviaria (che nel 2005 vide l'allora ministro della Salute Francesco Storace lanciato all'acquisto di dosi da milioni di euro, poi di fatto mai utilizzate perche' nel frattempo il virus era &amp;ldquo;mutato&amp;rdquo;), oggi dovesse arrivare una ennesima &amp;ldquo;maledizione biblica&amp;rdquo;. Terrorizzante, per la maggior parte dell'umanita', ma, per qualcun altro, provvidenziale.&lt;br&gt;Sulla influenza A o &amp;ldquo;suina&amp;rdquo; - quel virus H1N1 che sta tenendo col fiato sospeso buona parte dell'umanita', fra propaganda dei governi, complicita' dei grandi media nelle mani degli stessi colossi farmaceutici, ma anche fra leggende metropolitane e falsi scoop - cominciano oggi a farsi strada le prime, rigorose ricostruzioni che, dati scientifici alla mano, lasciano filtrare le terribili verita' alla base dell'allarme planetario.&lt;br&gt;Percio', nelle stesse ore in cui la Agenzia europea per il controllo sui farmaci da' via libera ai primi due vaccini anti-pandemia, che saranno prodotti da Novartis e GlaxoSmithKline, arrivano impietosi dossier come quello di Luciano Gianazza, autore di numerosi libri che smascherano il dietro le quinte affaristico della medicina contemporanea. Il quale oggi parla di questi vaccini come delle nuove armi biologiche di distruzione di massa.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0.5em; padding-left: 0px; margin: 0px;&quot;&gt;ACCHIAPPA LA SUINA&lt;br&gt;Dopo le prime avvisaglie della scorsa primavera, il clamore mediatico sulla suina esplode a giugno, quando la Organizzazione mondiale della sanita' annuncia che la pandemia sara' di livello 6, vale a dire molto elevato, scatenando la corsa dei governi all'acquisto del vaccino. L'attivita', nei laboratori, diventa da allora frenetica. Quali rischi comportano la fretta e la conseguente, possibile approssimazione? &amp;laquo;Alle multinazionali del cartello Big Pharma (GlaxoSmithKline, Baxter, Novartis e altre) - punta l'indice Gianazza - e' stato assicurato che non vi sara' contro di loro alcun ricorso per eventuali morti o gravi danni che questi vaccini possono causare&amp;raquo;.&lt;br&gt;Ancor piu' esplicito il movente economico: &amp;laquo;la Novartis - fa sapere Gianazza - ha raccolto ordinativi gia' da trenta diversi Paesi. Solo dagli Usa ricevera' 346 milioni di dollari per l'antigene e 348,8 milioni per un adiuvante. La Baxter ha ordini da cinque Paesi per 80 milioni di dosi, ma non ha ricevuto l'approvazione della Food and Drug Administration, quindi vendera' al di fuori degli Stati Uniti. GlaxoSmithKline ha ricevuto 250 milioni per la fornitura agli Usa di numerosi &amp;ldquo;prodotti pandemici&amp;rdquo;. Il totale degli ordini nei soli Stati Uniti ammonta a 7 miliardi di dollari&amp;raquo;.&lt;br&gt;Numerose le sostanze tossiche, a partire dai cosiddetti adiuvanti, senza i quali i vaccini non potrebbero essere conservati ne' mantenuti in forma stabile. Fra questi Gianazza enumera ad esempio &amp;laquo;il thimerosal, conservante 50 volte piu' tossico del mercurio, che puo' provocare a lungo termine disfunzioni del sistema immunitario, sensoriali, motorie, neurologiche, comportamentali&amp;raquo;.&lt;br&gt;GlaxoSmithKline, che ha sede a Londra, come adiuvante per i suoi vaccini usa anche un composto contenente alluminio, il cui uso, in certe dosi, e' causa accertata di disfunzione cognitiva.&lt;br&gt;C'e' poi la formaldeide: una nota sostanza cancerogena e tossica per l'apparato riproduttivo. &amp;laquo;Nel 2007 - continua Gianazza - la California ha utilizzato piu' di 30.000 tonnellate di questa sostanza cancerogena come microbicida sulle piu' importanti coltivazioni sparse nel suo territorio&amp;raquo;.&lt;br&gt;Altro ingrediente comune ai nuovi vaccini e' lo squalene, noto come sostanza che puo' provocare l'artrite reumatoide. E i ricercatori oggi associano l'uso dello squalene alla cosiddetta &amp;ldquo;Sindrome della Guerra del Golfo&amp;rdquo; che ha colpito migliaia di soldati americani con danni irreparabili al sistema immunitario, compresi sclerosi multipla, fibromialgia e, appunto, l'artrite reumatoide.&lt;br&gt;Passiamo al secondo produttore, la Baxter International con casa madre a Chicago e una sede anche in Italia. Non si conoscono ancora fino in fondo le sostanze presenti nel nuovo vaccino, ma puo' essere utile dare un'occhiata a quelle che si trovavano nel prodotto contro il virus H5N1 dell'influenza aviaria.&lt;br&gt;&amp;laquo;Le cellule in coltura - si legge nel dossier di Gianazza - sono prese dalla &amp;ldquo;scimmia verde africana&amp;rdquo;. I tessuti prelevati da questa specie di scimmie sono stati in passato responsabili della trasmissione di virus, tra cui l'HIV e la poliomielite. La Baxter ha posto una richiesta di brevetto sul processo che utilizza questo tipo di coltura cellulare per la produzione di quantita' di virus infettivi, che vengono poi inattivati con formaldeide e luce ultravioletta&amp;raquo;.&lt;br&gt;Passiamo al terzo colosso, l'elvetica Novartis International AG con sede a Basilea e una propaggine in Italia, a Torre Annunziata, ai margini del fiume Sarno, il corso d'acqua tristemente famoso per essere uno fra i piu' inquinati d'Europa. Ed e' proprio dalla Novartis che l'Italia avrebbe acquistato le sue dosi di vaccino anti-suina. Al pari della Baxter, la corazzata elvetica sta utilizzando una linea cellulare di cui e' proprietaria (analoga a quella della scimmia verde) per far crescere i ceppi del virus, invece delle uova di gallina, come si era sempre fatto finora. Cio' permette all'azienda di ridurre drasticamente il tempo necessario per iniziare la produzione del vaccino, che ha preso la denominazione ufficiale di &amp;ldquo;Focetria&amp;rdquo;.&lt;br&gt;Anche qui non mancano additivi come la formaldeide e il bromuro dicetiltrimetilammonio, un disinfettante utilizzato per sterilizzare utensili.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0.5em; padding-left: 0px; margin: 0px;&quot;&gt;PARTICELLE KILLER&lt;br&gt;Altro allarme e' quello lanciato dall'economista e politologo William Engdahl, collaboratore di testate come Asia Times e autore di libri sulla globalizzazione. A meta' settembre il gruppo indipendente internazionale Global Research pubblica un articolo in cui Engdahl rivela la presenza di nanoparticelle nei vaccini per l'influenza H1N1. &amp;laquo;Ora e' saltato fuori - si legge - che i vaccini approvati per essere utilizzati in Germania e nei paesi europei contengono delle nanoparticelle in una forma che e' risultata attaccare cellule sane e che puo' essere mortale&amp;raquo;.&lt;br&gt;Il sistema era stato messo a punto nel 2007 dai ricercatori dell'Ecole Polytechnique Fe'de'rale de Lausanne i quali, in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, avevano spiegato: &amp;laquo;queste particelle sono cosi' sottili che, una volta iniettate, nuotano nella matrice extracellulare della pelle e vanno di filato ai linfonodi. Entro pochi minuti raggiungono una concentrazione di cellule D migliaia di volte maggiore che nella pelle. La risposta immunitaria puo' essere quindi estremamente forte&amp;raquo;.&lt;br&gt;&amp;laquo;C'e' un solo - obietta Engdahl - piccolo problema: i vaccini che contengono nanoparticelle possono essere mortali o, come minimo, causare danni irreparabili per la salute&amp;raquo;. Le particelle di nanodimensioni - viene spiegato - si fondono con le membrane del nostro corpo e, secondo studi recenti condotti in Cina ed in Giappone, vanno avanti a distruggere le cellule senza sosta. Una volta che hanno interagito con la struttura cellulare, non possono piu' essere rimosse.&lt;br&gt;&amp;laquo;Dopo lo scandalo dell'amianto - incalza Engdahl - e' stato appurato che particelle di dimensione inferiore ad un milionesimo di metro, per la loro enorme forza attrattiva, penetrano in tutte le cellule distruggendo tutte quelle con le quali entrano in contatto. E le nanoparticelle sono ben piu' piccole delle fibre di amianto. Prove effettuate a Beijing dimostrano gli effetti mortali sull'uomo&amp;raquo;.&lt;br&gt;L'European Respiratory Journal, autorevole periodico destinato a medici ed operatori sanitari, nel numero di agosto ha pubblicato un articolo intitolato &amp;ldquo;L'esposizione alle nanoparticelle e' correlata con il versamento pleurico, la fibrosi polmonare ed il granuloma&amp;rdquo;. Si riporta quanto avvenuto nel 2008 a sette giovani donne ricoverate presso il Beijing Chaoyang Hospital. Di eta' fra i 18 ed i 47 anni, erano state esposte a nanoparticelle per un periodo dai 5 ai 13 mesi sul posto di lavoro. Analoghi i sintomi: dispnea, versamento pleurico, liquido nei polmoni, difficolta' respiratoria. Gli esami hanno confermato che le nanoparticelle avevano innescato nei polmoni infiammazioni e processi di fibrosi, con presenza di granulomi nella pleura. Il microscopio elettronico ha permesso di osservare che le nanoparticelle si erano collocate nel citoplasma e nel nucleo delle cellule epiteliali e mesoteliali dei polmoni.&lt;br&gt;&amp;laquo;Il fatto chel'Organizzazione mondiale per la sanita', l'European Medicines Evaluation Agency ed il German Robert Koch Institute permettano oggi che la popolazione venga iniettata con vaccini ampiamente non sperimentati contenenti nanoparticelle - e' la drastica conclusione di William Engdahl - la dice lunga sul potere della lobby farmaceutica sulle politiche europee&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0.5em; padding-left: 0px; margin: 0px;&quot;&gt;Articolo correlato: &amp;laquo;Il vaccino? Soprattutto un affare colossale&amp;raquo; Intervista a Cornaglia Ferraris, il pediatra che denuncia la malasanit&amp;agrave;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;http://www.megachipdue.info/tematiche/cervelli-in-fuga/321-lil-vaccino-soprattutto-un-affare-colossaler-intervista-a-cornaglia-ferraris-il-pediatra-che-denuncia-la-malasanita.html&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4016#comments</comments>
               <category>Mafie</category>
               <category>Internazionale</category>
               <category>Notizie</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>NAVE VELENI: LEGAMBIENTE, SERVE CHIAREZZA E TRASPARENZA</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4015</link>
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               <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 18:58:52 +0100</pubDate>
               <author>(ANSA)</author>
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<!-- <p>NAVE VELENI: LEGAMBIENTE, SERVE CHIAREZZA E TRASPARENZA</p> -->
               <description>&lt;p&gt;NAVE VELENI: LEGAMBIENTE, SERVE CHIAREZZA E TRASPARENZA&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;ROMA, 4 NOV - ''Sulla vicenda riguardante il relitto trovato al largo di Cetraro, e' lecito chiedere che venga fatta chiarezza e una verifica riguardo le incongruenze perche' si sgombri il campo da qualsiasi dubbio e perplessita''', dice Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente e responsabile dell'Osservatorio Ambiente e Legalita' dell'associazione. ''Per questo - aggiunge Venneri - gia' all'inizio delle azioni di monitoraggio presso il relitto, in nome di una vera e propria 'operazione trasparenza', avevamo chiesto al ministero dell'Ambiente di condividere tutte le fasi di ricerca coinvolgendo ricercatori indipendenti che garantissero all' operazione trasparenza e qualita'''. ''In questi lunghi anni - continua Venneri - siamo stati abituati ad azioni di depistaggio, bugie, inquinamento delle prove, che hanno gettato un velo di omerta' e di mistero che ci ha allontanati sempre piu' dalla verita'''. Nuccio Barilla', del direttivo nazionale di Legambiente, chiede che ''con assoluta urgenza'' si arrivi a ''una parola di verita' e a stabilire con esattezza quanti e quali relitti esistano in quello specchio di mare e dove precisamente essi giacciano sepolti, alla luce soprattutto di quanto emerso in questi giorni sulla stampa che, dopo il ritrovamento della Catania, segnala l'esistenza di almeno altre tre navi affondate nella stessa zona''. ''Da un documento della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti - ricorda in un comunicato Legambiente - emerge infatti la conferma della presenza di tre relitti inabissati in punti non lontani da quel tratto di costa, relitti che non corrispondono alla nave 'Catania'. Nello stesso documento si parla anche del ritrovamento in mare di alcuni fusti da parte di pescatori della zona''. ''Rigel, Cunsky, Michigan, Yvonne A: sono solo alcuni dei nomi delle navi dei veleni che aspettano ancora di essere trovate. Solo allora - conclude Legambiente - si riuscira' a fare chiarezza e giustizia su una vicenda che coinvolge vite umane e che rappresenta una continua minaccia per l'equilibrio ambientale''&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4015#comments</comments>
               <category>Ambiente e territorio</category>
               <category>Internazionale</category>
               <category>Altri Media</category>
               
            </item>
            
            <item>
               <title>Il mistero del Cunsky non è ancora risolto</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4014</link>
               <guid isPermaLink="true">http://calabria.indymedia.org/article/4014</guid>
               <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:52:30 +0100</pubDate>
               <author>Soe</author>
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<!-- <p>Questa &egrave; una storia dove si pu&ograve; mentire raccontando la verit&agrave;. &Egrave; una favola, ma non raccontatela ai bambini. Non ancora. Anche se a loro piacerebbe: ci sono le navi, forse i pirati che le inabissano, e la gente che ha paura e alla fine arrivano i buoni che scoprono che il mare &egrave; limpido e pulito. Dipende da dove le peschi, queste storie. Da dove tuffi l&rsquo;amo. E nel mare di Cetraro pesca il governo, e l&rsquo;importante &egrave; mettere il punto in fondo all&rsquo;ultima riga.</p> -->
               <description>&lt;p&gt;Questa &amp;egrave; una storia dove si pu&amp;ograve; mentire raccontando la verit&amp;agrave;. &amp;Egrave; una favola, ma non raccontatela ai bambini. Non ancora. Anche se a loro piacerebbe: ci sono le navi, forse i pirati che le inabissano, e la gente che ha paura e alla fine arrivano i buoni che scoprono che il mare &amp;egrave; limpido e pulito. Dipende da dove le peschi, queste storie. Da dove tuffi l&amp;rsquo;amo. E nel mare di Cetraro pesca il governo, e l&amp;rsquo;importante &amp;egrave; mettere il punto in fondo all&amp;rsquo;ultima riga.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Ha fatto in fretta: 30 anni per intrecciare i fili di una vicenda di affari fra Stato, &amp;lsquo;ndrangheta, Paesi esteri e poi poche ore per dire che i calabresi sono pazzi, a voler vederci il Diavolo. Si erano allarmati dopo il riscontro alle parole del pentito Francesco Fonti: &amp;laquo;A 11 miglia a largo di Cetraro ho affondato per conto della &amp;lsquo;ndrangheta un relitto russo, il Cunski. Ce ne sono a decine, intorno alla costa. Sono stipate di bidoni pieni di rifiuti radioattivi&amp;raquo;. La procura di Paola (Cosenza) and&amp;ograve; gi&amp;ugrave; e trov&amp;ograve; una nave simile alla descrizione offerta dal pentito.&lt;br&gt;&lt;br&gt;A sei mesi da quella denuncia, a tre mesi dalla crisi economica che ne &amp;egrave; seguita, a 45 giorni dalle foto subacquee della procura, si &amp;egrave; mosso il ministero dell&amp;rsquo;Ambiente. La Prestigiacomo sentenzi&amp;ograve;: &amp;laquo;Quel relitto non &amp;egrave; il Cunski, ma una nave passeggeri affondata nel 1917, di nome Catania, silurata il 16 marzo 1917, nel corso della prima guerra mondiale, da un sommergibile tedesco&amp;raquo;. Lo aveva ripreso e riprodotto la nave Oceano, spedita l&amp;igrave; dal ministero stesso. Perfetto, preciso, il lavoro finito, e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso disse subito: &amp;laquo;S&amp;igrave;, &amp;egrave; cos&amp;igrave;&amp;raquo;. &amp;Egrave; cos&amp;igrave;. Mentire &amp;egrave; dire la verit&amp;agrave;. Dipende da dove guardi. I pescatori di Cetraro dissero all&amp;rsquo;Unit&amp;agrave;, gi&amp;agrave; 40 giorni fa: &amp;laquo;L&amp;igrave; vicino c&amp;rsquo;&amp;egrave; una nave affondata nella prima guerra mondiale&amp;raquo;. Lo sapevano i padri e i nonni. E lo intu&amp;igrave; anche il pm Franco Greco, ascoltato dalla commissione rifiuti nel 24 gennaio 2006 e titolare ai tempi di un&amp;rsquo;inchiesta sullo smarrimento delle navi a perdere. Una parte di quella seduta ieri &amp;egrave; tornata a galla. In un documento&lt;br&gt;si dice che le navi in quella zona sono tre: &amp;laquo;...&amp;egrave; stato rilevato un corpo estraneo della lunghezza di 126 metri... potrebbe essere una nave... si trova a 680 metri di profondit&amp;agrave;&amp;raquo;. Greco accenna ad altri ritrovamenti: &amp;laquo;...una nave lunga tra gli 88 e i 108 metri, larga dai 15 ai 20 metri, a 380 metri di profondit&amp;agrave;. Che perde liquido scuro... e deve essere il carico della nave che appoggiandosi, si &amp;egrave; aperto ed &amp;egrave; fuoriuscito&amp;raquo;. Veleno, teme il magistrato. Non &amp;egrave; tutto: spunta fuori un mercantile affondato nel 1920, la Federico&lt;br&gt;II, ma gli atti sono secretati. Da tempo si conosce la presenza promiscua di scafi l&amp;agrave; sotto, ed &amp;egrave; documentata la fuoriuscita di possibili veleni. Ma nessuno ha fornito le procure dei mezzi per verificare. Non &amp;egrave; questo rammarico che conta adesso: bisogna&lt;br&gt;capire se &amp;egrave; in atto un depistaggio da manuale.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Quindi - con ampio ritardo - il governo decide di scandagliare i fondali. Non usa l&amp;rsquo;attrezzata Saipem dell&amp;rsquo;Eni, capace di recuperare relitti e fusti a migliaia di metri di profondit&amp;agrave;, con tecnici e scienziati indipendenti. Manda a Cetraro l&amp;rsquo;Oceano della Geolab, di propriet&amp;agrave; degli Armatori del Monte di Procida, all&amp;rsquo;indirizzo della famiglia Attanasio. L&amp;rsquo;armatore Diego Attanasio &amp;egrave; un 56enne napoletano finito nell&amp;rsquo;inchiesta sulla corruzione al giudice Mills. I giudici desumono sia Berlusconi (per suo vantaggio) il corruttore. Il premier - smentito dal processo - tir&amp;ograve; in ballo Attanasio (che si fece due mesi di carcere): i soldi di Mills erano per&lt;br&gt;lui. In breve: spedendo in zona l&amp;rsquo;Oceano - al prezzo di 50 mila euro al giorno per il nolo - si foraggia un amico. Ma l&amp;rsquo;Oceano &amp;egrave; attrezzata con un robot di ultima generazione. Pu&amp;ograve; andare bene. A bordo non vuole nessun tecnico della Regione, che aveva sovrinteso le rilevazioni di met&amp;agrave; settembre, a bordo della Copernaut, che &amp;ldquo;videro&amp;rdquo; il Cunski. Da qui in avanti i fatti non tornano.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Le immagini filmate dalla Oceano sono diverse da quelle riprese in precedenza. &amp;Egrave; diverso il fondale, &amp;egrave; diverso il relitto. La nave misurata dal mezzo governativo &amp;egrave; lunga 95 metri, larga 12. Quella della Copernaut &amp;egrave; lunga pi&amp;ugrave; di 100 metri, e larga 20. Il relitto &amp;egrave; adagiato comodo sul fondale, il presunto Cunski &amp;egrave; inclinato di 45 gradi. Nel primo filmato non c&amp;rsquo;&amp;egrave; accenno di vegetazione attorno&lt;br&gt;alla nave. Nell&amp;rsquo;altro video &amp;egrave; tutto un fiorire, cosa impossibile ai 480 metri di profondit&amp;agrave; del Cunski. Il sospetto &amp;egrave; che il governo abbia cercato un&amp;rsquo;altra nave, per tacere l&amp;rsquo;allarme e per non impelagarsi nella ricerca di rifiuti tossici, con le conseguenze e gli imbarazzi economici e politici del caso (si tratta di bidoni smaltiti dopo una trattativa fra Stato e criminalit&amp;agrave;?). Il Wwf ne &amp;egrave; certo:&lt;br&gt;&amp;laquo;La procura di Paola e i tecnici della Regione fissano il relitto da loro filmato a 3 miglia e mezzo di distanza da dove ha operato l&amp;rsquo;Oceano e dove si troverebbe il mercantile Catania&amp;raquo;. Le coordinate dell&amp;rsquo;ufficio idrografico inglese lo confermano. Il caso &amp;egrave; chiuso, ha detto il ministro (che ha esagerato: &amp;laquo;Volevano usare il Cunski contro di noi&amp;raquo;). Non un bidone &amp;egrave; stato prelevato dal mare, quando &amp;egrave; certo che ci sono 50 navi piene di rifiuti tossici sottacqua. Se n&amp;rsquo;era accorto il capitano Natale De Grazia, morto d&amp;rsquo;infarto e curiosit&amp;agrave; 14 anni fa e alla cui memoria &amp;egrave; stato intitolato un lungomare ad Amantea, dieci giorni fa. Non si intitolano le strade ai visionari. Poi un giorno sar&amp;agrave; bello raccontarla ai due figli che ha lasciato in terra: una storia, non una favola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;04 novembre 2009 &lt;br&gt; L'unit&amp;agrave;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
               <comments>http://calabria.indymedia.org/article/4014#comments</comments>
               <category>Ambiente e territorio</category>
               <category>Internazionale</category>
               <category>Notizie</category>
               
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               <title>Cosenza : audio della conferenza stampa dei rom espulsi dal paese!</title>
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               <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:48:33 +0100</pubDate>
               <author>ciroma copy</author>
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<!-- <p>Cosenza : audio della conferenza stampa dei rom espulsi dal paese!</p> -->
               <description>&lt;p&gt;Cosenza : audio della conferenza stampa dei rom espulsi dal paese!&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Ascolta su &lt;a href=&quot;http://www.ciroma.org/rubriche_leggi_approf.asp?ID=958&quot;&gt;Radio Ciroma&lt;/a&gt; gli audio&amp;nbsp; della conferenza stampa del 3 novembre dei rom rumeni di Cosenza espulsi dall'Italia perch&amp;egrave; costituirebbero una potenziale minaccia all''rdine pubblico&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Articolo tratto da Radio Ciroma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con Decreto del primo ottobre 2009, il Prefetto di Cosenza ha emesso un provvedimento di allontanamento dallo Stato nei confronti di circa 90 rom appartenenti alla comunit&amp;agrave; rumena da tempo presente a Cosenza. Il provvedimento appare privo di motivazione alcuna. A questi cittadini comunitari si contesta di non essere in grado di indicare la data di effettivo ingresso in Italia; di non poter dimostrare mezzi leciti di sostentamento e di vivere nel territorio italiano senza alcuna dimora effettiva, motivi per i quali gli stessi rom costituirebbero &amp;ldquo;una minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti fondamentali della persona ovvero all&amp;rsquo;incolumit&amp;agrave; pubblica, rendendo incompatibile la civile convivenza&amp;rdquo;. Sulla base di questa considerazione chiaramente discriminatoria, il Prefetto ha disposto l'allontanamento, intimando di lasciare il territorio nazionale entro il termine di trenta giorni dalla data di notifica del provvedimento, con divieto di reingresso per cinque anni dal territorio nazionale. I Rom rumeni di Cosenza,con il supporto di associazioni locali e di un team di legali tra cui alcuni iscritti all&amp;rsquo;ASGI (Associazione Studi Giuridici sull&amp;rsquo;Immigrazione) hanno inoltrato un ricorso contro il suddetto provvedimento, sollecitando altres&amp;igrave; l&amp;rsquo;adozione di una misura immediata, sospensiva dell&amp;rsquo;allontanamento forzato. Risulta evidente infatti, la violazione di quanto previsto dalla legge 30 del 2007, come modificata dal decreto legislativo n.32 del 2008, che prevede l&amp;rsquo;allontanamento forzato del cittadino comunitario soltanto per motivi imperativi di pubblica sicurezza, che sussistono quando la persona da allontanare abbia tenuto comportamenti che costituiscano una minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti fondamentali della persona, ovvero all'incolumit&amp;agrave; pubblica, rendendo urgente l'allontanamento perch&amp;eacute; la sua ulteriore permanenza sul territorio &amp;eacute; incompatibile con la civile e sicura convivenza&amp;rdquo; (art. 20 comma 3), oppure &amp;ldquo;altri motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza&amp;rdquo; (art. 20 comma 1), sempre da dimostrare con motivazioni specifiche riferite a singole persone e non ad un intero gruppo con provvedimenti fotocopia, come nel caso dei decreti di allontanamento disposti dal Prefetto di Cosenza. In base allo stesso articolo 20, comma 4, i provvedimenti di allontanamento devono essere adottati nel rispetto del principio di proporzionalit&amp;agrave; e non possono essere motivati da ragioni di ordine economico, n&amp;eacute; da ragioni estranee ai comportamenti individuali dell'interessato che rappresentino una minaccia concreta e attuale all'ordine pubblico o alla pubblica sicurezza. Nel caso specifico, il decreto di allontanamento emesso dal Prefetto di Cosenza confonde e sovrappone fattispecie diverse e non risponde a nessuno dei citati principi, risultando radicalmente privo di motivazione, in quanto quelle addotte, sono del tutto generiche, prive di qualsiasi riferimento a situazioni o comportamenti individuali e non possono costituire i presupposti per l'adozione di provvedimenti di allontanamento per motivi di pubblica sicurezza, dovendo, questi, essere assunti sulla base di concreti ed attuali comportamenti che costituiscono una minaccia alla incolumit&amp;agrave; pubblica. Inoltre tali provvedimenti costituiscono una violazione della normativa internazionale in tema di espulsioni collettive (Art. 4 del Protocollo addizionale n.4 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell&amp;rsquo;Uomo), in quanto colpiscono una intera comunit&amp;agrave; e non singole persone, cos&amp;igrave; come prescritto dalla legge. I provvedimenti di allontanamento forzato dal territorio nazionale disposti dal Prefetto di Cosenza violano dunque i pi&amp;ugrave; elementari principi di legalit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;azione amministrativa e si pongono in contrasto con la normativa comunitaria e le leggi interne di attuazione in materia di libera circolazione dei cittadini comunitari.Quanto sta avvenendo a Cosenza potrebbe ripetersi presto in altre citt&amp;agrave; italiane, e costituire, dunque, un precedente gravissimo con il quale l&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; amministrativa adotta atti privi di motivazione che discriminano un intero gruppo di cittadini comunitari in ragione della loro provenienza e delle loro condizioni di disagio economico ed alloggiativo. Operazioni di questo tipo precludono interventi di assistenza e di integrazione, e determinano le premesse per una clandestinizzazione dei rom rumeni e per un loro trasferimentoincontrollabile verso altre zone del territorio regionale. Esattamente l&amp;rsquo;opposto di quello che si dovrebbe fare, per favorire percorsi di coesistenza pacifica e di integrazione dei rom rumeni nel tessuto cittadino. Queste pratiche amministrative di allontanamento e di esclusione sono destinate nel medio-lungo periodo a rompere legami sociali gi&amp;agrave; esistenti ed a produrre una generale sensazione di insicurezza, tra i rom e tra questi ed i cittadini.Per queste ragioni si chiede al Prefetto di Cosenza di ritirare in autotutela i provvedimenti di allontanamento forzato gi&amp;agrave; emessi e alla magistratura di dichiarane la illegittimit&amp;agrave;, ove gli stessi provvedimenti non siano immediatamente ritirati. Le associazioni cosentini si dichiarano disponibili a sostenere i Rom rumeni in ogni ulteriore istanza legale, fino ad arrivare, se necessario, ad una denuncia alla Corte Europea dei diritti dell&amp;rsquo;Uomo ed alla richiesta alla Corte di Giustizia dell&amp;rsquo;Unione Europea per l&amp;rsquo;apertura di una procedura di infrazione a carico dell&amp;rsquo;Italia.Chiedono inoltre al Sindaco di Cosenza di convocare immediatamente un tavolo interistituzionale permanente, al quale siano presenti le associazioni che tutelano i diritti dei rom, per individuare soluzioni che favoriscano l&amp;rsquo;inclusione sociale dei rom rumeni, nel pieno rispetto della loro dignit&amp;agrave; e tenuto conto che trattasi di persone presenti sul territorio urbano da diversi anni.In previsione dell&amp;rsquo;udienza fissata per mercoled&amp;igrave; 4 novembre, in cui si discuteranno, presso il tribunale di Cosenza, i ricorsi contro i 90 fogli di espulsione disposti dalla prefettura di Cosenza nei confronti dei rom che vivono nel campo sul fiume Crati, ieri si &amp;egrave; tenuta davanti la prefettura in piazza 11 settembre, una conferenza stampa indetta dalla comunit&amp;agrave; rom e dalle associazioni antirazziste della citt&amp;agrave; di Cosenza, durante la quale &amp;egrave; stata presentata un'importante petizione contro i decreti di espulsione. Va rimarcato che se il provvedimento &amp;egrave; iniquo e viola la Carta dei diritti fondamentali nell'Unione europea (e anche la Costituzione italiana, che la classe politica al governo ha tuttavia trasformato in carta straccia), &amp;egrave; altrettanto importante e vitale avviare un programma di casa, lavoro, assistenza socio-sanitaria per le famiglie al centro dell'atteggiamento persecutorio della citt&amp;agrave; di Cosenza, passo decisivo per far si che il nostro territorio non sia protagonista di operazioni di pulizia etnica travestite da provvedimenti giudiziari.&amp;nbsp; &lt;br&gt;04/11/2009 8.37.27&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Migranti</category>
               <category>Cosenza</category>
               <category>Notizie</category>
               
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               <title>Navi dei veleni: avvocato di Fonti, le navi a Cetraro sono tre</title>
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               <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:07:15 +0100</pubDate>
               <author>libera</author>
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<!-- <p>Le rivelazioni fatte dal pm Greco nel 2006 alla commissione ecomafie</p> -->
               <description>&lt;p&gt;Le rivelazioni fatte dal pm Greco nel 2006 alla commissione ecomafie&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;ROMA - L'avvocato di Francesco Fonti Claudia Conidi intende sollevare quanto prima davanti alla magistratura la questione della presenza di almeno tre navi affondate davanti a Cetraro e della presenza &quot;certa&quot; di residui tossici pericolosi in mare oltre a bidoni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'avvocato commenta con l'ANSA la seduta segreta del 24 gennaio 2006 dove il pm Franco Greco, che all'epoca aveva aperto l'inchiesta sulla nave di Cetraro, rivel&amp;ograve; davanti alla commissione per le ecomafie la presenza di tre navi e il &quot;balletto&quot; di nomi attribuito ai relitti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La novit&amp;agrave;, segnalata dal sito de &quot;La Repubblica&quot; ha spinto l'avvocato a decidere per riaprire la questione anche sulla base di una trasmissione di una Tv locale che ha reso note, in diretta, le telefonate di diversi pescatori della zona che hanno affermato di aver portato in superficie diversi bidoni. &quot;Mi sembra che si sia stati un po' troppo spicci nel chiudere la questione. Ora questa audizione finora segreta riapre il tutto e segnaleremo a chi di dovere il documento. Che ci sia qualcosa che non quadra la abbiamo capito tutti ma ora la questione si pone su basi concrete.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si faccia una 'mappatura' seria delle navi affondate al largo di Cetraro. Questa novit&amp;agrave; non fa altro che confermare le perplessit&amp;agrave; sul fatto che troppi elemento sono stati ignorati, non so se volutamente o no, da chi ha fatto gli accertamenti- Tutto questo &amp;egrave; tale da porre il problema di una sorte di 'incidente probatorio'. I dati raccolti a suo tempo dal Pm Greco dove sono andati a finire?&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PRESTIGIACOMO,VALUTIAMO INTERVENTO IN BASILICATA &lt;br&gt; &lt;/strong&gt;&quot;Stiamo valutando se intervenire a Maratea perch&amp;eacute; &amp;egrave; la procura che ce lo chiede, e non intendiamo abbassare la guardia ma occorre maggiore chiarezza sulla fondatezza delle informazioni che giungono al ministero&quot;. In questo modo il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, a margine di un'audizione alla Camera, parla della possibilit&amp;agrave; di intervenire a largo delle coste di Maratea, in Basilicata, su quella che potrebbe essere un'altra area con un relitto di una delle &quot;molte navi&quot;, definite, 'a perdere' sparse nel Mediterraneo. &quot;Noi - osserva Prestigiacomo - non ci sottraiamo quando la procura ci chiede di collaborare&quot;. Sulla vicenda della falsa nave dei veleni di Cetraro, il ministro ricorda che &quot;la nave Mare Oceano, messa a disposizione dal ministero, costa 40.000 euro al giorno&quot; e che probabilmente &quot;qualcuno pensava di attaccare il governo&quot; con la storia del finto ritrovamento della nave Cunsky.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;fonte:Ansa&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Ambiente e territorio</category>
               <category>Internazionale</category>
               <category>Notizie</category>
               
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            <item>
               <title>Palermo - L'Università vende i suoi immobili</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4011</link>
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               <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 08:42:51 +0100</pubDate>
               <author>Rlli</author>
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<!-- <p><strong>Palermo.</strong> L'Universit&agrave; di Palermo batte cassa. Ha bisogno di rientrare dal deficit di 31 milioni e allora vende parte dei suoi immobili con l'obiettivo di recuperare 10 milioni di euro.</p> -->
               <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Palermo.&lt;/strong&gt; L'Universit&amp;agrave; di Palermo batte cassa. Ha bisogno di rientrare dal deficit di 31 milioni e allora vende parte dei suoi immobili con l'obiettivo di recuperare 10 milioni di euro.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave;, verranno ceduti al migliore offerente la vecchia sede della facolt&amp;agrave; di Scienze della Formazione di via Pascoli, ancora in corso di valutazione, il complesso di San Ciro sulla strada di Monreale, il cui prezzo di partenza sar&amp;agrave; di 2 milioni e mezzo di euro, quattro esercizi commerciali e tre appartamenti, tutti in via Montepellegrino, il cui valore si aggira complessivamente intorno a un milione e 100 mila euro: sono questi i primi beni che l'Universit&amp;agrave; di Palermo metter&amp;agrave; all'asta entro dicembre.&lt;br&gt; &lt;br&gt; Successivamente saranno venduti altri quindici appartamenti che devono ancora essere stimati e per i quali devono essere completate le procedure al Catasto. In tutto ventiquattro immobili, che - a eccezione di via Pascoli e del complesso di San Ciro - sono nella disponibilit&amp;agrave; dell'Ateneo a seguito di lasciti testamentari.&lt;br&gt; &lt;br&gt; L'universit&amp;agrave; conta di ricavare dalla loro vendita circa 10 milioni di euro, una manovra che fa parte del piano di rientro che il rettore Roberto Lagalla ha illustrato insieme con Price Waterhouse Coopers, la societ&amp;agrave; chiamata per certificare i bilanci pregressi.&lt;br&gt; &lt;br&gt; &quot;Nell'ottica di contenere le spese e aumentare le entrate - dice Lagalla - entro dicembre saranno lasciati tutti gli immobili che l'universit&amp;agrave; ha adesso in affitto e sar&amp;agrave; avviata la vendita all'asta dei beni non necessari a fini istituzionali&quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt; I dipendenti dell'Ateneo che occupavano edifici in affitto saranno ridistribuiti nei poli di viale delle Scienze, dello Steri, ma soprattutto dell'ex Hotel de France di piazza Marina, dove due piani sono stati destinati a uffici e altri due a foresteria per docenti fuori sede.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt; Parallela al piano di rientro, la riorganizzazione della macchina amministrativa appena approvata dal Consiglio di amministrazione, con il nuovo modello che vede sette aree dirigenziali cui si affianca, su indicazione del direttore amministrativo Antonio Valenti, un'area servizi che aggrega le tre strutture fortemente informatizzate, cio&amp;egrave; il Centro universitario di calcolo (Cuc), il servizio bibliotecario d'Ateneo e le segreterie degli studenti, che lavoreranno insieme per processi e non per pratiche.&lt;br&gt; &lt;br&gt; Diffusi i dati sulle immatricolazioni dell'anno in corso, in totale 10.560 nuovi iscritti, mille in pi&amp;ugrave; dell'anno scorso a fronte di una riduzione dei corsi di laurea dei 22 per cento. Annunciate, anche, a partire dal 9 novembre, la riapertura serale delle biblioteche e l'estensione degli orari di apertura del Polididattico fino alle 19.&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Altro</category>
               <category>Italia</category>
               <category>Notizie</category>
               
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            <item>
               <title>Rom a Cosenza: ricevuti dal vice-prefetto, snobbati dal sindaco e da alcuni suoi collaboratori.</title>
               <link>http://calabria.indymedia.org/article/4010</link>
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               <pubDate>Tue, 03 Nov 2009 23:58:06 +0100</pubDate>
               <author>vivo per miracolo</author>
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<!-- <p>Decreti di espulsione ai Rom di Cosenza, conferenza stampa, prefettura riceve e comune snobba e chiude i cancelli. Le sensiblit&agrave; non sono tutte eguali. Attenzione alla Bozzo: al sua guida &egrave; pericolosa! Sepsso no nsi rende conto che potrebbe mettere sotto qualcuno.</p> -->
               <description>&lt;p&gt;Decreti di espulsione ai Rom di Cosenza, conferenza stampa, prefettura riceve e comune snobba e chiude i cancelli. Le sensiblit&amp;agrave; non sono tutte eguali. Attenzione alla Bozzo: al sua guida &amp;egrave; pericolosa! Sepsso no nsi rende conto che potrebbe mettere sotto qualcuno.&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I Rom rumeni di Cosenza, vittime di un decreto di espulsione , insieme alle associazioni antirazziste della citt&amp;agrave;, nella mattinata del tre novembre, hanno dato vita a una conferenza stampa&amp;nbsp; nella centrale piazza 11 settembre posta sotto la prefettura cittadina. L'obiettivo dichiarato era quello di portare la citt&amp;agrave; a conoscenza della grave ingiustizia operata nei loro confronti tramite i decreti di espulsione.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Tali decreti colpiscono i cittadini colpevoli di non avere un lavoro e una dimora dignitosa, un vero e proprio atto di persecuzione razziale! Cos&amp;igrave; &amp;egrave; stato letto questo provvedimento che potrebbe essere attuativo gi&amp;agrave; dal cinque novembre , a meno che l'azione legale condotta grazie al supporto legale volontario delle associazioni e di alcuni avvocati, non determini almeno la sospensione temporanea di questo provvedimento che, &amp;egrave; bene ricordarlo, colpisce piu'&lt;br&gt;di settanta cittadini rumeni di etnia rom che vivono in un accampamento nell'immediata periferia della citt&amp;agrave;,&amp;nbsp; in zona vaglio lise, presso il fiume crati.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Una delegazione &amp;egrave; stata ricevuta dal vice-prefetto il quale non ha potuto che ribadire il fatto che&amp;nbsp; i rom si sono accampati in un territorio demaniale. &lt;br&gt;&lt;br&gt;A seguito di questo incontro i rom e le associazioni, incuranti della pioggia battente, hanno pensato bene di spostarsi, ancora una volta, sotto al palazzo comunale; l'intento era quello di consegnare personalmente al sindaco Perugini la &lt;a href=&quot;http://calabria.indymedia.org/article/4006&quot;&gt;petizione&lt;/a&gt; a cui gi&amp;agrave; numerose persone hanno dato la loro adesione e con la quale si chiede il ritiro dei decreti di espulsione.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Giunti alle ore 13.45 le porte del palazzo sono state improvvisamente chiuse: &amp;egrave; stato anche detto che era ormai tardi e&amp;nbsp; la casa comunale alle ore 14.00 chiude i battenti...peccato che la delegazione antirazzista era giunta prima di tale orario, ma&amp;nbsp; restano questi semplici particolari.&lt;br&gt;&lt;br&gt;I rom e le associazioni restano &amp;ndash;ancora una volta -&amp;nbsp; fuori dal comune, lasciati sotto una insistente pioggia. Si tenta di giungere al sindaco per consegnare la petizione e chiedere un pubblico incontro. L&amp;rsquo;obiettivo&amp;nbsp; per&amp;ograve; fallisce, pare infatti che il sindaco sia impegnato in una riunione relativa alla &lt;a href=&quot;http://calabria.indymedia.org/article/3862&quot;&gt;questione vallecrati. &lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Intanto dal palazzo escono vari personaggi: esponenti della cultura che addirittura solo pochi anni fa hanno dedicato importanti iniziative culturali cittadine al popolo rom (&lt;a href=&quot;http://slowtime.wordpress.com/2008/07/10/cosenza-ritornano-le-invasioni-i-rom-simbolo-di-liberta/&quot;&gt;Antonello Antonante e le sue invasioni 2008&amp;nbsp;&lt;/a&gt; non si degna di una parola e tira dritto per&amp;nbsp; la sua strada sebbene richiamato dai cittadini cosentini lasciati fuori dal palazzo). &lt;br&gt;&lt;br&gt;Anche l'Assessore Bozzo esce fuori dal omune e, quasi di soppiatto, riesce a entrare nella propria auto indisturbata. Alcuni presenti per&amp;ograve; la riconoscono e chiedono di poterle consegnare la petizione, ma&amp;nbsp; l'assessore &amp;egrave; gi&amp;agrave; in auto &amp;egrave; presumibilmente spaventata dalla presenza dei rom e delle associazioni, perde&amp;nbsp; la calma rischia di investire con la sua auto i manifestanti.&amp;nbsp; Dopo di che si vede chiaramente dai finestrini serrati l'assessore alle prese col cellulare, nel chiaro intento di contattare le forze dell'ordine, tuttavia&amp;nbsp; la stessa non si era probabilmente resa conto che si voleva solo consegnare un semplice foglio, infatti ottenuto un piccolo spiraglio dal finestrino le viene consegnata finalmente la petizione.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L'assessore Maria Lucente invece dimostra tutta la sua sensibilit&amp;agrave;, &amp;egrave; tranquilla calma e a suo agio&amp;nbsp; tra i rom che la ricordano per le sue precedenti battaglie in favore dell'integrazione scolastica dei bambini rom. L&amp;rsquo;assessore ascolta con attenzione la loro vicenda, ma le scelte del comune sono collegiali ripete e alla richiesta di un consiglio comunale aperto ,circa la questione dei Rom, indica il presidente del consiglio comunale che sta uscendo proprio in quel momento dalla cittadella&amp;nbsp; comunale, forse lui sarebbe in grado di fornire&amp;nbsp; piu' chiare spiegazioni in merito. Interrogato invoca vagamente un iter previsto dallo statuto comunale, secondo il quale &amp;egrave;&amp;nbsp; possibile richiedere , da parte di gruppi o singoli cittadini (non &amp;egrave; stato tanto chiaro in merito) la riunione di un consiglio comunale aperto...insomma&amp;nbsp; domande, burocrazia, tempi lunghi che i rumeni non possono di certo permettersi: fra due giorni entrano in vigore le espulsioni!&lt;br&gt;&lt;br&gt;Intanto si attende sotto la pioggia, del sindaco nessuna notizia, si decide allora di sospendere per il momento il presidio sotto al Comune , l'obiettivo per&amp;ograve; rimane quello di ottenere un pubblico incontro col sindaco perch&amp;egrave; si vuole capire il suo pensiero: &lt;strong&gt;Perugini vuole che questi rumeni vadano via si o no?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Migranti</category>
               <category>Cosenza</category>
               <category>Notizie</category>
               
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               <title>I beni sequestrati a Domenico Crea</title>
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               <pubDate>Tue, 03 Nov 2009 23:52:19 +0100</pubDate>
               <author>rozzangeles</author>
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<!-- <p>I beni sequestrati a Domenico Crea</p> -->
               <description>&lt;p&gt;I beni sequestrati a Domenico Crea&lt;/p&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;Conto corrente filiale Credem Reggio Calabria, polizza Unit Link di euro 100.676 (banca Credem), villa composta da 21 vani, conto corrente agenzia &amp;ldquo;Pentimele&amp;rdquo; banca Intesa (58.834 euro), lotto edificabile sito ad Ann&amp;agrave; di Melito Porto Salvo, quota pari a 2/4 fabbricato rurale sito in localit&amp;agrave; Arcina di San Lorenzo, quote pari a 2/4 ciascuna di sei terreni siti in localit&amp;agrave; Arcina di San Lorenzo, immobile sito a Melito Porto Salvo, terreno sito in localit&amp;agrave; Ann&amp;agrave; di Melito Porto Salvo, appartamento sito in localit&amp;agrave; Ann&amp;agrave; di Melito Porto Salvo, una quota sociale di 40 mila euro pari al 66,66% della societ&amp;agrave; &amp;ldquo;Villa Anya srl&amp;rdquo;, conto corrente agenzia &amp;ldquo;Pentimele&amp;rdquo; banca Intesa (16.932 euro), l'ntero patrimonio aziendale della &amp;ldquo;Villa Anya srl&amp;rdquo;, conti correnti, libretti di deposito al portatore o nominativi, contratti di acquisto titoli di Stato, azioni, obbligazioni, certificato di deposito, assicurazioni, intestati presso istituti di credito pubblici o privati, casse rurali, direzioni provinciali Pt, societ&amp;agrave; assicurative, finanziarie o fiduciarie, societ&amp;agrave; di intermediazione immobiliare, rientranti nel patrimonio delle imprese e societ&amp;agrave; sequestrate o comunque riconducibili a Domenico Crea ed ai suoi familiari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;vi sta bene maledetti&lt;/p&gt;&lt;BR&gt;</description>
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               <category>Mafie</category>
               <category>Internazionale</category>
               <category>Notizie</category>
               
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